venerdì 2 dicembre 2016

Pensiero e azione in Toniolo

La nuova realta’





Tante volte ormai abbiamo sentito il Santo Padre parlarci di “Chiesa in uscita”, di presenza Cristiana che evangelizza attraverso l’esempio; di inaccettabilita’ della modalita’ del proselitismo che pretende di convertire o evangelizzare senza la mediazione della vita come testimonianza,...
Il pensiero di Toniolo sembra in consonanza con questa scelta del Papa Francesco; il suo pensiero è senz’altro..., o almeno, " come " una premessa o un contributo per comprendere anche le vie per una Pastorale che suona nuova, forse dubbia, mentre in realtà ha basi solide ed antiche...





1-         La chiave della storia.
L'unica spiegazione della storia è data da un'idea suprema e da un fatto corrispondente.
L'idea è il vangelo, la Parola di Dio data all'uomo;
e il fatto è il Verbo fattosi carne, a cui corrisponde il riavvicinamento della persona umana, nella sua natura, alla vita di Dio.
 Questa è la chiave della storia (1).
La storia si riduce così a "un secolare lavorìo,che fra contrasti diuturni , ma infine trionfanti, riconduce alla primitiva unione dell'umano e del divino e procede gradualmente al ricongiungimento dell'umanità alla divinità»(2).
Questo è l'alveo su cui scorre la storia; ma questo è pure il compito che il cristianesimo svolge nei secoli. E’ allora in realtà il cristianesimo che appare la chiave della storia e si manifesta come un popolo in cammino nella storia: un popolo che è chiamato via via a comporsi e a ingrandirsi fino a confondersi con la società universale , un popolo che opera, realizza la storia vera della civiltà collaborando alla redenzione dell'uomo e del proprio ambiente con cui vive solidale.

2-       L'ambiente redento.
Per opera del cristianesimo si palesa nella storia una realtà nuova: l'ambiente sociale redento.
L'uomo, mediante la grazia, senza perdere la propria personalità(3) si identifica con Cristo e si apre alla volontà di Dio,dando una risposta libera e responsabile(4). Ed ecco che "le  restaurate relazioni dell'uomo con Dio rigenerano alla lor volta le relazioni dell'individuo colla società" : è un intreccio di relazioni nuove che fanno di essa un "corpo mistico"(5). La società cioè, con l'individuo che la compone e nel quale solo si attua "la grande unione che è lo scopo della vita terrena ed eterna",si nobilita e viene anch'essa "a partecipare sempre più al coordinamento dell'umano col divino"(6). L'ambiente umano -sociale diviene così luogo di attuazione della modalità dell'incarnazione, facendosi, proprio per questo, ambiente redento. Questo è l’ "ordine normale di civiltà"(7).




3-        Importanza di tale ambiente redento.
Il pensiero antireligioso e la realtà di fatto anticristiana confluirono, come due forze travolgenti, portando la società nelle gravi crisi sociali ( come quella che lamentava Toniolo al suo tempo). Si volle costruire la città dell'uomo al di fuori del disegno di Dio nella storia, gettando la società in una grave crisi che coinvolge tutti i valori sociali(8). L'idea ed il fatto cristiano,il pensiero e l'azione ispirata e animata da Cristo saranno sempre le due forze irresistibili che condurranno avanti la storia dell'uomo. Saranno il segreto per la riuscita di ogni impegno sociale costruttore di civiltà. L'ambiente umano sociale redento, quello cioè che entra nel campo d'azione redentore del Vangelo, di Cristo persona,Parola di Dio e di Cristo mistico, è la risposta definitiva a chi cerca il segreto per raggiungere l'autentica civiltà(9).
La redenzione accolta e testimoniata con autonoma responsabilità in ogni specifica cultura, ecco la legge suprema fattrice di civiltà: ecco in sintesi la morale della civiltà. Infatti città terrena, o regno dell'uomo, e la chiesa, Corpo mistico di Cristo, che unifica tutta la realtà umano - sociale, non sono due regni opposti: essi , per quanto bene distinti, sono tra loro saldamente coordinati; il secondo anzi è la massima realizzazione del primo(10).


4- La legge di vita nella vita.
Dove si dovrà allora cogliere la stessa morale cristiana che conduce all'azione creatrice di civiltà?
Nel Vangelo, nell'insegnamento ecclesiastico,... certo! ma alla fin fine dovrà potersi scoprire nella stessa realtà fattasi cristiana, nella stessa vita personale e sociale fattasi ambiente redento. Dice infatti Toniolo: "Ilcomplesso delle verità predicate dal Vangelo non ha soltanto un valore dogmatico religioso, ma da esse rampolla un insieme di dottrine sociali pratiche, le quali trovano poi il loro riscontro nel sistema delle istituzioni di fatto componenti, per opera della Chiesa, l'ordine statico di civiltà"(11). E se è vero per lui che l'idea genera il fatto e dal fatto si ricava l'idea(12), è indubitato che l'ambiente redento è comunicazione dell'idea che redime: la morale di vita è presente nella vita sociale autentica. Incarnando la verità che redime e crea vera civiltà ( e ciò avviene nella civiltà storica cristiana), la società civile mostra palesemente se stessa al mondo, perché in essa si colga la verità che salva. E' in pratica la dottrina della testimonianza.
Ciò è quanto dire che la vera civiltà, che salva, sta nell'identificare il dover essere con il vivere storico. Ora il dover essere è Cristo.
Se perciò vi è una realtà umana che realizza in sé questo dover essere, quella realtà umana testimonia irresistibilmente il dover essere e attira a sé, invoglia a conoscere più a fondo il dover essere e ad attuarlo.
Questa realtà esiste: è l'ordine sociale democratico di civiltà cristiana che storicamente va assimilandosi alla Chiesa, Corpo di Cristo. Tale ordine sociale rivissuto e ricomposto sotto la guida etico spirituale del Pontefice, è parola vivente che manifesta ai popoli impegnati la via all'autentico progresso di civiltà (morale di civiltà).
La   morale di civiltà si potrà allora riscoprire nella vita e ciò sarà la vera salvezza, perché sarà una testimonianza a cui ci si inchina.  
L'ambiente sociale, fattosi consapevolmente ambiente sociale redento nell'attuazione dell'ordine sociale democratico di civiltà cristiana, diviene così parola di Dio che salva i popoli(l3).



5- Importanza di tale considerazione.
La realtà ci rivela l'esistenza del Vangelo, della Religione cristiana, del dogma, della morale, della filosofia etico-sociale cristiana, della prassi cristiana; e l'uno deriva dall'altro, sicché l’uno è un risultato dell’altro(14): un risultato comprensivo tuttavia, ed estensivo, dotato comunque sempre dell'energia che deriva dal primo.
Ora l'energia che deriva dal Vangelo è la Parola vivente del Cristo(15) che risale in ultimo a Dio(16).
Ecco allora che nella prassi cristiana autentica è presente Dio nell'umano, Cristo nell'umano (senza confondersi con esso); è presente il Vangelo, la religione, il dogma, la morale, la filosofia etico-sociale di ispirazione cristiana. L'azione di Cristo è presente nel-l'azione del credente. Ed ecco  nascere i frutti dell'azione cristiana nella società: sono forme di vivere e istituzioni di fatto che compongono l'ordine storico di civiltà(l7). Questo ordine storico di civiltà avrà maggior valore e si avvicinerà maggiormente all'ordine di civiltà provvidenziale (voluto da Dio), in proporzione dell'espansione ed  attuazioe in esso dell'energia del divino, che, ricreando le energie umane, conduce speditamente al termine ultimo.
Ma, supponendo che questo ordine di civiltà storico sia  pienamente conforme alla Volontà divina: in perfetta convergenza al fine, allora nell'ordine storico di civiltà noi troveremmo l'autentica azione di Cristo, la genuina filosofia etico-sociale ispirata a Cristo,l'autentica legge morale di Cristo, la verità di Cristo, il Vangelo: la Parola di Dio fattasi vicina a noi nella storia, Cristo presente nella realtà umana fatta cristiana; Dio in tutti, perché il tutto sia in Lui al di là della storia.
Se ciò è ammissìbile - e tutta l'opera di Toniolo lo suppone, lo afferma e lo esige-, essa diviene per noi un forte richiamo. Questo significa infatti che il cristianesimo, le sue verità, i suoi principi, le sue fonti,... sono realtà lontane finché non sono realizzazione di comunicazione del divino con l'umano, finché non sono concretezza storica, incarnate nell'umano personale comunitario.
Finché il cristianesimo, la Parola di Dio, il dogma, la morale, non è relazione personale di un 'Noi' Trinità in un 'noi' comunitario, che abbracci come testimoni tutti i popoli nella storia (l8), il cristianesimo è incompleto, e’ ancora come... solo sulla carta, qualcosa di astratto:la Parola è presente, ma non nel vivere umano; il dogma, la morale è un insieme di dottrine inerti e il cristianesimo non è sé stesso.
Nel caso contrario il cristianesimo è autenticamnìe se stesso: é realtà, è vita. Allora veramente è la Parola che parla ai cristiani e ai non cristiani; allora il contenuto del vangelo è percepibile: si fa veramente ascoltare, è comunicazione   per divenire comunione. E' allora che la fede e la morale nata dalla vita che è Cristo,si desume dalla vita e rivela la sua efficace presenza in quella  specifica comunità cristiano- sociale divenuta chiesa , ma che deve estendersi alla Comunita’umana universale.

 E' allora che l'ambiente umano sociale, fattosi ambiente redento, diviene luogo d'incontro tra Dio e l'uomo, parola di vita, Parola di Dio ai popoli e segno efficace del progresso storico di civiltà, spinta alla civiltà universale finale.
Cosi’ la Comunità umana universale composta di società organiche, incamminate per vie diverse all'unica civiltà, vivendo in tutte quelle la giustizia e la carità cristiana, ove tutti sono per l'uno e l'uno per i tutti  sara’ nello stesso tempo quella democrazia e quella civilta’  autentica che non possono essere che cristiane.

Di qui due certezze.
1-        La realtà storica di un ambiente sociale redento, il quale si estenda all'umanità intera, rivela il vero concetto di cristianesimo: il cristianesimo storico, personale, comunitario, incarnato,  fonte di salvezza e mediatore di democrazia e di civilta’.
2-        Il vero cristianesimo riscoperto come incarnato ci impegna alla sicura attuazione di un ordine sociale universale democratico in cui il vangelo sia fermento di civiltà.

Questo ci ha detto Toniolo.








Alla base dell’insegnamento del Papa Francesco possiamo scoprire sottesi questi concetti, la cui paternita’ si radica anche in Toniolo.


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(1)       G. TONIOLO,L'Eucaristia e l'avvenire della società: 0.0., Serie V,vol. I, pp. 81-83.
(2)       G. TONIOLO,id., p. 82.
(3)(4)   G. TONIOLO, id.,p. 83.
(5)       G. TONIOLO, id., p. 83.
(6)                   "        , id., p, 84. Toniolo esclude assolutamente il concet-
to di'assorbimento' o di 'compenetrazione' delle diverse realtà(quel-
la umana e quella divina). Asserisce così l'idea dell'incarnazione:
           G. TONIOLO, Problemi ed ammaestranienti sociali..., op. cit.: l. cit., p. 13.
(7)       G. TONIOLO, L'Eucaristia e l'avvenire della società..., op. cit.:
l. cit., p. 84.
(8)       G. TONIOLO, Il socialismo nella storia della civiltà:O.O., Serie
Serie1, vol. 1, pp. 271-446.
(9)       "il responso alle leggi della civiltà",cfr.:
          G. TONIOLO, L'Eucaristia e l'avvenire della società, op. cit.: l. cit., p. 82;
G. TONIOLO, Il socialismo nella storia..., op. cit.:l. cit. pp.442-446.
(10)     G. TONIOLO, Problemi e ammaestramenti sociali ...: O.O., Serie 1l
vol. 1, pp.20-21,24.
(11)     G. TONIOLO, Prefazione ad A. LUCARINI, Chiesa e popolo: O.O.,
Serie III, vol. 3, p. 344.
(12)     G. TONIOLO, Dei fatti sociali nei rapporti del metodo induttivo:
O.O., Serie II, vol. 2, pp..219-265.
(13)     Questa è vera redenzione, se è valida l'idea dello Schoonenberg
modificata da Alszeghy e migliorata da M.V.Ferrari circa il peccato
originale come impossibilità dell'ambiente umano di essere tramite
di grazia originale data da Dio. Il concetto di Toniolo si accorderebbe perfettamente con queste ricerche. Cfr.:
MARIO VALENTINO FERRARI, L'universale necessità della conversione sul presupposto del peccato originale: Rivista di Teologia morale 10 ( 1971) 201-227.
(14)     G-. TONIOLO, Pref. ad A. Lucarini, op. cit.: l.cit., p.345.
(15)     "       , id., ivi: "fatti..., parole..."
(16)     G. TONIOLO, id., p. 345: Toniolo dice chiaramente questo!
(17)     G. TONIOLO, id., p. 344.

(18)     G. TONIOLO, Introduzione all'economia sociale: O.O. Serie II,vol.2, p.215.




martedì 15 novembre 2016

La Pira Giorgio e Giuseppe Toniolo



L'Osservatore Romano di giovedi' 27 ottobre 2016,
nel numero 43 a pag.20


Si parla della Pira 
che nel 1946 scriveva 
a Fioretta Mazzei una lettera.




L’ articolo si dice:
"La Pira è stato sì uomo del dialogo, aperto al confronto, ma nel quadro di un'impostazione chiara e una strategia precisa: il patto costituzionale avrebbe dovuto garantire i valori di libertà e tutelare il conseguimento di obiettivi di giustizia secondo l'ispirazione cristiana. 
Eletto nella commissione dei settantacinque che predispose il testo per la discussione in plenaria, fu incaricato, insieme a Lelio Basso, di redigere la relazione sui principi fondamentali e i diritti e doveri dei cittadini."

E nella lettera alla Mazzei Giorgio La Pira scrive :



"  ...nel progetto di costituzione,  un primo articolo che vorrei desse il tono a tutta la costituzione, disegnandone l'architettura e definendone l'ispirazione, suona così: nello stato italiano che riconosce l'origine e la destinazione divina dell'uomo, scopo della costituzione è il presidio e il potenziamento della persona umana e degli enti sociali nei quali essa si integra e progressivamente essa si espande..."

E commenta l’Osservatore Romano:

„L'impegno internazionale di La Pira è basato sul presupposto della teleologia della storia che, diceva, «inevitabilmente tende all'unità della famiglia umana», ed è quindi caratterizzato dal situare l'azione presente nel quadro di una strategia storica. In questo prospetto il Mediterraneo rappresentava un vero laboratorio: da un lato costituiva la frontiera tra una parte del nord e una del sud del mondo e, dall'altra, era esso stesso attraversato dalla frontiera tra est e ovest. Ma, al tempo stesso, La Pira vedeva nel Mediterraneo il nuovo lago di Tiberiade, il luogo in cui è destinata a convivere la «triplice famiglia di Abra­mo»: ebrei, cristiani, musulmani".(p. 21)


Di dove attingeva queste idee La Pira?..
o meglio: con chi condivideva queste idee La Pira?

Con Giuseppe Toniolo.
E' indiscutibile.

La Fonte primaria e' certamente il Vangelo, ma la sorgente e' il Pensiero cattolico che risale all'Associazionismo cattolico arricchito dalla dottrina cattolica sostenuta dal pensiero di Giuseppe Toniolo.

Toniolo riveveva in La Pira e il suo pensiero assumeva il carattere pratico- politico voluto da lui (Toniolo) ma riservato ai giovani a cui lui indirzzava la sua cultura, il suo insegnamento e gli incontri a Vezza d’Oglio..

Dice infatti l'Osservatore Romano:

"In buona sostanza La Pira e' un intellettuale di punta
del rinato associazionismo cattolico".(p.21).





Per Toniolo l'Umanita' e' in cammino verso la civilta' universale che non puo' non esser che cristiana. Ogni nazione poi  ha un orientamento che non puo' essere di chiusura, ma di apertura agli altri popoli nella realizzazione della missione propria, che si coordina a quella della societa' di tutte le nazioni: l'associazione internazionale. " Questa grande associazione internazionale ha per membri le nazioni e per territorio il globo"(cfr. G. Toniolo, L'Unione cattolica per gli studi sociali in Italia: O.O., Serie 4, vol. 3,p103).

     



martedì 18 ottobre 2016

Cibo e alimentazione .

Il cibo e l’alimentazione.


Messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale dell'alimentazione 2016, lunedì 17 ottobre 2016(ReteSicomoro)



Dice il Papa:
i livelli di produzione mondiale permettono di assicurare alimenti per tutti, purché ci sia un’equa distribuzione. Ma possiamo ancora continuare su questa linea, se poi le logiche di mercato seguono altre strade giungendo a fare dei prodotti agricoli una merce qualsiasi, ad usare sempre più il cibo per scopi non alimentari o a distruggere alimenti per il solo fatto che sono in eccesso rispetto al profitto e non ai bisogni?

Sappiamo, infatti, che il meccanismo della distribuzione rimane teorico se gli affamati non hanno un accesso effettivo agli alimenti, se continuano a dipendere da apporti esterni più o meno condizionati, se non si crea un corretto rapporto tra fabbisogno e consumo e, non ultimo, se non si eliminano gli sprechi e non si riducono le perdite di cibo.


… La volontà di operare non può dipendere dai vantaggi che ne possono derivare, ma è un’esigenza legata ai bisogni che si manifestano nella vita delle persone e dell’intera famiglia umana. Bisogni materiali e spirituali, ma comunque reali, non frutto delle scelte di pochi, di mode del momento o di modelli di vita che fanno della persona un oggetto, della vita umana uno strumento, anche di sperimentazione, e della produzione di alimenti un mero affare economico, a cui sacrificare addirittura il cibo disponibile, destinato per natura a far sì che ognuno possa avere ogni giorno alimenti sufficienti e sani.
….
Penso di interpretare il desiderio di tanti nell’auspicare che gli obiettivi delineati dall’Accordo di Parigi non rimangano belle parole, ma si trasformino in decisioni coraggiose capaci di fare della solidarietà non soltanto una virtù, ma anche un modello operativo in economia, e della fraternità non più un’aspirazione, ma un criterio della governance interna e internazionale.”




 Confrontando il pensiero del Papa e quello di Toniolo:


circa    La produzione economica circa il cibo e l’alimentazione.

Esaminando cio' che dice il Papa:

i livelli di produzione mondiale permettono di assicurare alimenti per tutti, purché ci sia un’equa distribuzione.
Non esser cosa giusta fare dei prodotti agricoli una merce qualsiasi, a usare sempre più il cibo per scopi non alimentari, distruggere alimenti per il solo fatto che sono in eccesso rispetto al profitto e non pensare ai bisogni, non garantendo cosi' per gli affamati un accesso effettivo agli alimentied in generale un corretto rapporto tra fabbisogno e consumo.

Asserisce  ancora il Papa :
esser doveroso che si eliminino gli sprechi e si riducano le perdite di cibo.
Infatti  dice :… la volontà di operare non può dipendere dai vantaggi 
ma dai bisogni  materiali e spirituali.
Bisogni che devono essere comunque reali, non frutto delle scelte di pochi, 
di mode del momento o di modelli di vita che fanno della persona un oggetto,  che fanno della vita umana uno strumento, anche di sperimentazione,
e della produzione di alimenti un mero affare economico, a cui sacrificare addirittura il cibo disponibile...



Esaminando cio' che dice Toniolo...

Fa eco Toniolo, quando dice:  - Il rinnovamento sociale si ispira alla legge del progresso che e' quella del dovere, del lavoro e del servizio; si ispira ai valori personali di liberta', uguaglianza e fratellanza; si incentra nella carita' che eleva e che non distrugge, che si inchina e non umilia, che perfeziona la legge del dovere e si fa sacrificio (cfr. G. Toniolo, Riforme agricolo sociali; L'Unione cattolica per gli studi sociali in Italia; L'economia capitalistica moderna; La funzione della giustizia e della carita' nell'odierna crisi sociale).

e poi...:

C'e'  un valore che Toniolo considera fondamentale, democratico e che fonda l'autentico progresso:  la tradizione espressa in campo economico dalla "costante vocazione delle famiglie, classi, popolazioni a certi rami dell'industria, dalla perduranza di caratteristici consumi popolari. Sono queste tradizioni che temperano la precarieta', incertezza, irregolarita' dei rapporti economici e salvano dal pericolo di affrettati cambiamenti suggeriti da subiti guadagni"

E ancora:

Nella economia, egli afferma,e' indispensabile la presenza delle consociazioni locali, che tengono conto del bene locale e generale, intrecciandolo insieme. Raggruppano infatti, industrie, attivita' economiche e classi economiche di quel luogo, inserite nelle circostanze locali, cioe' rispettose della natura del mondo esterno e sensibili alle opportunita' della produzione e coscienti delle richieste concrete di acquisto e consumo: sono utili, focolai di produzione, garantiscono la stabilita' nell'economia anche nazionale...
( cfr. L'Unione cattolica per gli studi sociali in Italia:O.O., serie 4, vol.3, pp.102-105)




Il Papa concludendo afferma:

 far sì che ognuno possa avere ogni giorno alimenti sufficienti e sani.
….fare della solidarietà e della fraternità non più un’aspirazione, ma un criterio della governance interna e internazionale.”



Dice in proposito Toniolo :











"L'economia va attuata nel contesto sociale in conformita' con la solidarieta' umana e secondo i fini che garantiscono la prosperita' e la pace delle classi sociali" (Parole all'apertura delle giornate sociali di Milano:O.O., serie 3, vol.3, p.305).
L'economia deve essere rispettosa della persona, delle necessita' delle moltitudini e della solidarieta' tra le classi" ( L'Unione Cattolica per gli studi sociali: O.O. serie 4, vol.3, p.94).

 Questa realta' economica deve poi inserirsi in una organizzazione universale che prevenga i conflitti materiali tra le nazioni, regoli uniformemente i rapporti economici, favorisca il progresso di tutti, difenda dalla concorrenza le moltitudini operose.( cfr. L'Unione cattolica per gli studi sociali in Italia:O.O., serie 4, vol.3, pp.102-105)

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Tutto questo ci conferma sulle linee della dottrina sociale della Chiesa, come fermento per una sana ed equilibrata economia democratica e di vera civilta'.












lunedì 17 ottobre 2016

Trattato di Economia sociale vol 3



Economia e lavoro- scheda





E

scheda 


Economia sociale.

Trattato di Economia Sociale, vol. 3
La circolazione 2,

 A cura di Jacopo Mazzei/Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1921, 6°, IV-3l8 p; 2a. ed.:idem, 1929, IV- 299p./Opera postuma. Con aggiunta: dispense sulla circolazione, lezioni tenute nell'anno accademico 1911-1912: nella  1a ed. Sono le pp.234-318; nella 2a. ed. Sono le pp. 234-239/. N.B. Le dispense furono edite con questo titolo: La circolazione della ricchezza, (concetti generali - moneta - credito—), Ed.Fisa, R. Università di Pisa, 1914, 8°, 324p.


in
GiuseppeToniolo, Trattato di economia sociale . E scritti economici, v.5, Città del Vaticano, Ed. Comitato Opera Omnia di G. Toniolo, 1952,pp. 3-405.


da
Opera Omnia di Giuseppe Toniolo, Serie II, Economia e statistica, vol. 5, Città del Vaticano,/Tipografia Poliglotta Vaticana/1952,XVI-617p.


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   Occasione:


Completare il "trattato di economia sociale" di Toniolo.


    Contenuto:
Le bozze parziali di tale trattato trattenute da Toniolo. Aggiunta di appunti affrettati dell'anno accademico '1911-1912, che tuttavia sono tralasciati nell'Opera Omnia. La trattazione riguarda la circolazione della ricchezza nei suoi concetti, nelle sue leggi, nei suoi coefficienti» Lo scambio nella sua genesi storica-sociale, nel suo sviluppo, nei suoi mezzi.


    Valore
Opera postuma, riproducente le bozze rimaste in casa Toniolo, ma non tutte rivedute allo stesso modo, ne completamente...Toniolo si era proposto di esporre, dopo l'ordine costitutivo e l'ordine operativo, quello che egli chiamava l'ordine finale della ricchezza, ossia il suo impiego secondo le esigenze sociali.
 In quest'ultima parte sarebbero stati trattati i vari problemi della tutela del lavoro e dell'organizzazione professionale. Ma questo proposito non potè giungere ad essere realizzato. Il trattato manca della parte più propriamente costruttiva e conclusiva. In questo "Trattato di economia sociale", tuttavia, il Toniolo portò un personale e positivo contributo allo studio ed alla soluzione della questione sociale.
(cfr. L. Riva Sanseverino, Toniolo: Ed. Fisa, vol.4, col.  1267).


domenica 21 agosto 2016

Democrazia e realtà

Appaiono oggi due concetti contrastanti.


Democrazia rappresentativa

Essa trasmette il potere politico a degli eletti che governano sotto il controllo del Parlamento che viene eletto dal popolo e che lo rappresenta.


Democrazia partecipativa


Gruppi di interesse della minoranza radicale, finanziati con denaro invisibile, che non fa cioè conoscere il suo percorso e fondazioni che operano su tutto il globo e sono extra statali (ONG)
operano con la burocrazia internazionale formando un gruppo di potere a raggio mondiale. Questi costituirebbero la cosiddetta "democrazia partecipativa", che cerca di controllare e orientare la vita delle popolazioni e dell'umanità intera.
Si e' innescato allora un potere occulto che non ha a che fare con la democrazia di cui parlava Toniolo e che fondava la politica di ispirazione cristiana.
A questo nuovo stile antidemocratico sembrano essersi adattate le Nazioni Unite , che dopo la seconda guerra mondiale sono state una luce di speranza per le popolazioni del mondo ed ora invece sono la punta di diamante per un cambiamento rivoluzionario della civiltà globale in opposizione a  valori cristiani che stanno alla base della civiltà europea. ( cfr. Gabriele Kuby, Revolutia sexuala globala, Sapientza, 2014, p.124.)

E' questa una situazione, che, se è reale, come sembra, inquieta e sollecita le giovani forze a entrare in politica per migliorare la situazione orientandola verso una democrazia autentica, di civiltà autentica, che Toniolo chiamerebbe " di ispirazione cristiana".
 

domenica 10 luglio 2016

Economia e lavoro- scheda




E

scheda 


Economia sociale.

Trattato di Economia, Sociale, 
La Produzione, vol. 2,
Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1909, 8°, XII-305 p.

/riedito: Trattato di economia sociale. La produzione, vol.2, Firenze, libreria Fiorentina, 1921,VIII-322p. idem, 1944, VIII-284 p./

in
Giuseppe Toniolo,
Trattato di economia sociale. E scritti economici, v. 3,
Città del Vaticano, Ed. Comitato Opera Omnia di G.Toniolo,1951,
pp. 1-535.

da
Opera Omnia di Giuseppe Toniolo, Serie II,
Economia e statistica, vol. 3,
Città del Vaticano,/Tipografia Poliglotta Vaticana/1951,XV-535 p.
1909: 0.0. , Serie II, vol. III, pp. 1-535.


Occasione:

 l’insegnamento di Toniolo nell’Universita’ di Pisa: 1879, segg.


contenuto

dopo una premessa sulle leggi economiche e sull'ordine
economico operativo svolge il tema della produzione della ricchezza in 14 capitoli.
I primi 5 capitoli, dati i concetti di base, trattano dei fattori della produzione: lavoro, natura, capitale e dei loro rapporti. Il 6° capitolo tratta della produzione e dei suoi elementi costitutivi.
I capitoli successivi trattano del progresso della produzione: 
cause della produzione progrediente,
leggi del progresso produttivo,
legge di solidarietà.


valore:       E’ uno sviluppo ed un'applicazione dei criteri direttivi e dei metodi della sociologia di  Toniolo al campo dell'economia. Alla base sta sempre la certezza:  "esser la religione il fattore determinante dell' incivili-mento"  (cfr.: A. Fanfani, Prefazione:  G.T.L’odierno problema sociologico:O.O., serie III, vol. 1, pp. XV-XVI).


giovedì 26 maggio 2016

Famiglia




In questo tempo e' uscita l'Esortazione apostolica AMORIS LAETITIA

del Santo padre Francesco. 

Scrive il Papa:

 Ho ritenuto opportuno redigere una Esortazione Apostolica postinodale per arrecare anche "coraggio, stimolo e aiuto alle famiglie nel loro impegno e nelle loro difficoltà".

Questa esortazione acquista un significato speciale nel contesto di questo Anno Giubilare della Misericordia. In primo luogo perche' la intendo come una proposta per le famiglie cristiane, che le stimoli a stimare i doni del matrimonio e della famiglia, e a mantenere un amore forte e pieno di valori quali la generosita', l'impegno, la fedelta' e la pazienza.In secondo luogo perche' si propone di incoraggiare tutti ad essere segni di misericordia e di vicinanza li' dove la vita famigliare non si realizza perfettamente o non si svolge con pace e con gioia.




Mi pare allora bello vedere in pratica il pensiero e l'impegno del Beato Giuseppe Toniolo a divenire fonte di incoraggiamento e di vicinanza alle famiglie attraverso l'esempio di famigliari, due nonne, in un libretto composto in occasione del matrimonio della cognata Rosa Schiratti con il prof. G.B. Salvioni: sono i ricordi domestici più cari.

Presento per questo lo scritto seguente e la scheda corrispondente.

Il commento allo scritto di Toniolo in collaborazione con la sua sposa Maria Schiratti entra in piena sintonia con la sensibilita' di Papa Francesco e incoraggia a seguire l'insegnamento della Chiesa nel realizzare una famiglia vera, matura e santa.


Ove riposa la salma del Beato

La chiesa arcipretale
F

Scheda



Diario /  Famiglia




Nonna Emilia e nonna Isabella,
Alcune pagine di un diario domestico diretto ai nostri figli. Pieve di Soligo (TV.), edizione privata   1888, 38 p.

in
Giuseppe Toniolo,
Scritti spirituali. Religiosi. Familiari. E vari, vol.  1,
Città del Vaticano, Ed. Comitato Opera Omnia di G.Toniolo,1952,
pp. 125-165.

da
Opera Omnia di Giuseppe Toniolo, Serie V,
Scritti vari, voi.  1,
Città del Vaticano^Tipografia Poliglotta Vaticana/1952,XXIV-351P, 1888
 0.0. , Serie V, vol. 1. pp.125-165.


 occasione:
Le nozze della cognata Rosa Schiratti con il prof. G.B.
Salvioni: fare un omaggio dei ricordi domestici più cari.

contenuto:

descrive la figura della nonna Emilia Schiratti e della nonna Isabella Toniolo.
Premette una dedica agli sposi e la presentazione motivata del dono.
Le due nonne appaiono assai diverse per natura.
Questo vuol mostrare come fede e grazia siano elementi determinanti della personalità, senza togliere l'originalità personale, anzi arricchendola.


valore:      

Composte da Giuseppe Toniolo e Maria Schiratti in Toniolo, sono pagine delicate; senza preconcetto laudativo. In esse non si nascondono i difetti, ma si dà una lezione.

Il soprannaturale nell'umano accompagnato dalla coerenza della vita forma le semplici figure delle umili famiglie cristiane, domando ad esse luce di esemplarità.

Palazzo Schiratti

Farmacia Schiratti

La fontana di fronte al Palazzo Schiratti