venerdì 2 dicembre 2016

Pensiero e azione in Toniolo

La nuova realta’





Tante volte ormai abbiamo sentito il Santo Padre parlarci di “Chiesa in uscita”, di presenza Cristiana che evangelizza attraverso l’esempio; di inaccettabilita’ della modalita’ del proselitismo che pretende di convertire o evangelizzare senza la mediazione della vita come testimonianza,...
Il pensiero di Toniolo sembra in consonanza con questa scelta del Papa Francesco; il suo pensiero è senz’altro..., o almeno, " come " una premessa o un contributo per comprendere anche le vie per una Pastorale che suona nuova, forse dubbia, mentre in realtà ha basi solide ed antiche...





1-         La chiave della storia.
L'unica spiegazione della storia è data da un'idea suprema e da un fatto corrispondente.
L'idea è il vangelo, la Parola di Dio data all'uomo;
e il fatto è il Verbo fattosi carne, a cui corrisponde il riavvicinamento della persona umana, nella sua natura, alla vita di Dio.
 Questa è la chiave della storia (1).
La storia si riduce così a "un secolare lavorìo,che fra contrasti diuturni , ma infine trionfanti, riconduce alla primitiva unione dell'umano e del divino e procede gradualmente al ricongiungimento dell'umanità alla divinità»(2).
Questo è l'alveo su cui scorre la storia; ma questo è pure il compito che il cristianesimo svolge nei secoli. E’ allora in realtà il cristianesimo che appare la chiave della storia e si manifesta come un popolo in cammino nella storia: un popolo che è chiamato via via a comporsi e a ingrandirsi fino a confondersi con la società universale , un popolo che opera, realizza la storia vera della civiltà collaborando alla redenzione dell'uomo e del proprio ambiente con cui vive solidale.

2-       L'ambiente redento.
Per opera del cristianesimo si palesa nella storia una realtà nuova: l'ambiente sociale redento.
L'uomo, mediante la grazia, senza perdere la propria personalità(3) si identifica con Cristo e si apre alla volontà di Dio,dando una risposta libera e responsabile(4). Ed ecco che "le  restaurate relazioni dell'uomo con Dio rigenerano alla lor volta le relazioni dell'individuo colla società" : è un intreccio di relazioni nuove che fanno di essa un "corpo mistico"(5). La società cioè, con l'individuo che la compone e nel quale solo si attua "la grande unione che è lo scopo della vita terrena ed eterna",si nobilita e viene anch'essa "a partecipare sempre più al coordinamento dell'umano col divino"(6). L'ambiente umano -sociale diviene così luogo di attuazione della modalità dell'incarnazione, facendosi, proprio per questo, ambiente redento. Questo è l’ "ordine normale di civiltà"(7).




3-        Importanza di tale ambiente redento.
Il pensiero antireligioso e la realtà di fatto anticristiana confluirono, come due forze travolgenti, portando la società nelle gravi crisi sociali ( come quella che lamentava Toniolo al suo tempo). Si volle costruire la città dell'uomo al di fuori del disegno di Dio nella storia, gettando la società in una grave crisi che coinvolge tutti i valori sociali(8). L'idea ed il fatto cristiano,il pensiero e l'azione ispirata e animata da Cristo saranno sempre le due forze irresistibili che condurranno avanti la storia dell'uomo. Saranno il segreto per la riuscita di ogni impegno sociale costruttore di civiltà. L'ambiente umano sociale redento, quello cioè che entra nel campo d'azione redentore del Vangelo, di Cristo persona,Parola di Dio e di Cristo mistico, è la risposta definitiva a chi cerca il segreto per raggiungere l'autentica civiltà(9).
La redenzione accolta e testimoniata con autonoma responsabilità in ogni specifica cultura, ecco la legge suprema fattrice di civiltà: ecco in sintesi la morale della civiltà. Infatti città terrena, o regno dell'uomo, e la chiesa, Corpo mistico di Cristo, che unifica tutta la realtà umano - sociale, non sono due regni opposti: essi , per quanto bene distinti, sono tra loro saldamente coordinati; il secondo anzi è la massima realizzazione del primo(10).


4- La legge di vita nella vita.
Dove si dovrà allora cogliere la stessa morale cristiana che conduce all'azione creatrice di civiltà?
Nel Vangelo, nell'insegnamento ecclesiastico,... certo! ma alla fin fine dovrà potersi scoprire nella stessa realtà fattasi cristiana, nella stessa vita personale e sociale fattasi ambiente redento. Dice infatti Toniolo: "Ilcomplesso delle verità predicate dal Vangelo non ha soltanto un valore dogmatico religioso, ma da esse rampolla un insieme di dottrine sociali pratiche, le quali trovano poi il loro riscontro nel sistema delle istituzioni di fatto componenti, per opera della Chiesa, l'ordine statico di civiltà"(11). E se è vero per lui che l'idea genera il fatto e dal fatto si ricava l'idea(12), è indubitato che l'ambiente redento è comunicazione dell'idea che redime: la morale di vita è presente nella vita sociale autentica. Incarnando la verità che redime e crea vera civiltà ( e ciò avviene nella civiltà storica cristiana), la società civile mostra palesemente se stessa al mondo, perché in essa si colga la verità che salva. E' in pratica la dottrina della testimonianza.
Ciò è quanto dire che la vera civiltà, che salva, sta nell'identificare il dover essere con il vivere storico. Ora il dover essere è Cristo.
Se perciò vi è una realtà umana che realizza in sé questo dover essere, quella realtà umana testimonia irresistibilmente il dover essere e attira a sé, invoglia a conoscere più a fondo il dover essere e ad attuarlo.
Questa realtà esiste: è l'ordine sociale democratico di civiltà cristiana che storicamente va assimilandosi alla Chiesa, Corpo di Cristo. Tale ordine sociale rivissuto e ricomposto sotto la guida etico spirituale del Pontefice, è parola vivente che manifesta ai popoli impegnati la via all'autentico progresso di civiltà (morale di civiltà).
La   morale di civiltà si potrà allora riscoprire nella vita e ciò sarà la vera salvezza, perché sarà una testimonianza a cui ci si inchina.  
L'ambiente sociale, fattosi consapevolmente ambiente sociale redento nell'attuazione dell'ordine sociale democratico di civiltà cristiana, diviene così parola di Dio che salva i popoli(l3).



5- Importanza di tale considerazione.
La realtà ci rivela l'esistenza del Vangelo, della Religione cristiana, del dogma, della morale, della filosofia etico-sociale cristiana, della prassi cristiana; e l'uno deriva dall'altro, sicché l’uno è un risultato dell’altro(14): un risultato comprensivo tuttavia, ed estensivo, dotato comunque sempre dell'energia che deriva dal primo.
Ora l'energia che deriva dal Vangelo è la Parola vivente del Cristo(15) che risale in ultimo a Dio(16).
Ecco allora che nella prassi cristiana autentica è presente Dio nell'umano, Cristo nell'umano (senza confondersi con esso); è presente il Vangelo, la religione, il dogma, la morale, la filosofia etico-sociale di ispirazione cristiana. L'azione di Cristo è presente nel-l'azione del credente. Ed ecco  nascere i frutti dell'azione cristiana nella società: sono forme di vivere e istituzioni di fatto che compongono l'ordine storico di civiltà(l7). Questo ordine storico di civiltà avrà maggior valore e si avvicinerà maggiormente all'ordine di civiltà provvidenziale (voluto da Dio), in proporzione dell'espansione ed  attuazioe in esso dell'energia del divino, che, ricreando le energie umane, conduce speditamente al termine ultimo.
Ma, supponendo che questo ordine di civiltà storico sia  pienamente conforme alla Volontà divina: in perfetta convergenza al fine, allora nell'ordine storico di civiltà noi troveremmo l'autentica azione di Cristo, la genuina filosofia etico-sociale ispirata a Cristo,l'autentica legge morale di Cristo, la verità di Cristo, il Vangelo: la Parola di Dio fattasi vicina a noi nella storia, Cristo presente nella realtà umana fatta cristiana; Dio in tutti, perché il tutto sia in Lui al di là della storia.
Se ciò è ammissìbile - e tutta l'opera di Toniolo lo suppone, lo afferma e lo esige-, essa diviene per noi un forte richiamo. Questo significa infatti che il cristianesimo, le sue verità, i suoi principi, le sue fonti,... sono realtà lontane finché non sono realizzazione di comunicazione del divino con l'umano, finché non sono concretezza storica, incarnate nell'umano personale comunitario.
Finché il cristianesimo, la Parola di Dio, il dogma, la morale, non è relazione personale di un 'Noi' Trinità in un 'noi' comunitario, che abbracci come testimoni tutti i popoli nella storia (l8), il cristianesimo è incompleto, e’ ancora come... solo sulla carta, qualcosa di astratto:la Parola è presente, ma non nel vivere umano; il dogma, la morale è un insieme di dottrine inerti e il cristianesimo non è sé stesso.
Nel caso contrario il cristianesimo è autenticamnìe se stesso: é realtà, è vita. Allora veramente è la Parola che parla ai cristiani e ai non cristiani; allora il contenuto del vangelo è percepibile: si fa veramente ascoltare, è comunicazione   per divenire comunione. E' allora che la fede e la morale nata dalla vita che è Cristo,si desume dalla vita e rivela la sua efficace presenza in quella  specifica comunità cristiano- sociale divenuta chiesa , ma che deve estendersi alla Comunita’umana universale.

 E' allora che l'ambiente umano sociale, fattosi ambiente redento, diviene luogo d'incontro tra Dio e l'uomo, parola di vita, Parola di Dio ai popoli e segno efficace del progresso storico di civiltà, spinta alla civiltà universale finale.
Cosi’ la Comunità umana universale composta di società organiche, incamminate per vie diverse all'unica civiltà, vivendo in tutte quelle la giustizia e la carità cristiana, ove tutti sono per l'uno e l'uno per i tutti  sara’ nello stesso tempo quella democrazia e quella civilta’  autentica che non possono essere che cristiane.

Di qui due certezze.
1-        La realtà storica di un ambiente sociale redento, il quale si estenda all'umanità intera, rivela il vero concetto di cristianesimo: il cristianesimo storico, personale, comunitario, incarnato,  fonte di salvezza e mediatore di democrazia e di civilta’.
2-        Il vero cristianesimo riscoperto come incarnato ci impegna alla sicura attuazione di un ordine sociale universale democratico in cui il vangelo sia fermento di civiltà.

Questo ci ha detto Toniolo.








Alla base dell’insegnamento del Papa Francesco possiamo scoprire sottesi questi concetti, la cui paternita’ si radica anche in Toniolo.


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(1)       G. TONIOLO,L'Eucaristia e l'avvenire della società: 0.0., Serie V,vol. I, pp. 81-83.
(2)       G. TONIOLO,id., p. 82.
(3)(4)   G. TONIOLO, id.,p. 83.
(5)       G. TONIOLO, id., p. 83.
(6)                   "        , id., p, 84. Toniolo esclude assolutamente il concet-
to di'assorbimento' o di 'compenetrazione' delle diverse realtà(quel-
la umana e quella divina). Asserisce così l'idea dell'incarnazione:
           G. TONIOLO, Problemi ed ammaestranienti sociali..., op. cit.: l. cit., p. 13.
(7)       G. TONIOLO, L'Eucaristia e l'avvenire della società..., op. cit.:
l. cit., p. 84.
(8)       G. TONIOLO, Il socialismo nella storia della civiltà:O.O., Serie
Serie1, vol. 1, pp. 271-446.
(9)       "il responso alle leggi della civiltà",cfr.:
          G. TONIOLO, L'Eucaristia e l'avvenire della società, op. cit.: l. cit., p. 82;
G. TONIOLO, Il socialismo nella storia..., op. cit.:l. cit. pp.442-446.
(10)     G. TONIOLO, Problemi e ammaestramenti sociali ...: O.O., Serie 1l
vol. 1, pp.20-21,24.
(11)     G. TONIOLO, Prefazione ad A. LUCARINI, Chiesa e popolo: O.O.,
Serie III, vol. 3, p. 344.
(12)     G. TONIOLO, Dei fatti sociali nei rapporti del metodo induttivo:
O.O., Serie II, vol. 2, pp..219-265.
(13)     Questa è vera redenzione, se è valida l'idea dello Schoonenberg
modificata da Alszeghy e migliorata da M.V.Ferrari circa il peccato
originale come impossibilità dell'ambiente umano di essere tramite
di grazia originale data da Dio. Il concetto di Toniolo si accorderebbe perfettamente con queste ricerche. Cfr.:
MARIO VALENTINO FERRARI, L'universale necessità della conversione sul presupposto del peccato originale: Rivista di Teologia morale 10 ( 1971) 201-227.
(14)     G-. TONIOLO, Pref. ad A. Lucarini, op. cit.: l.cit., p.345.
(15)     "       , id., ivi: "fatti..., parole..."
(16)     G. TONIOLO, id., p. 345: Toniolo dice chiaramente questo!
(17)     G. TONIOLO, id., p. 344.

(18)     G. TONIOLO, Introduzione all'economia sociale: O.O. Serie II,vol.2, p.215.