domenica 22 settembre 2013

Un apprezzamento ed un collegamento

Toniolo

 La figura del Beato Toniolo fa parte di quella luminosa schiera di cattolici laici che, 

nonostante le difficoltà del loro tempo, vollero e seppero, con l’aiuto di Dio, percorrere strade 

proficue per lavorare alla ricerca e alla costruzione del bene comune. Con la loro vita e il loro 

pensiero essi hanno praticato ciò che il Concilio Vaticano II ha poi insegnato a proposito della 

vocazione e missione dei laici. 

"Per loro vocazione è proprio dei laici cer­care il regno di Dio trattando le cose temporali e 

ordinandole secondo Dio. Vivono nel secolo, cioè implicati in tutti e singoli i doveri e affari del 

mondo e nelle ordinarie condizioni della vita familiare e sociale, di cui la loro esistenza è 

come intessuta. Essi sono da Dio chiamati a contribuire, quasi dall'interno a modo di 

fermento, alla santificazione del mondo mediante l'esercizio del proprio ufficio e sotto

la guida dello spirito evan­gelico, e in questo modo, a manifestare Cristo agli altri, 

prin­cipalmente colla testimonianza della loro stessa vita, e col ful­gore della loro fede, 

della loro speranza e carità. 

A loro quindi particolarmente spetta di illuminare e ordinare tutte le cose temporali, alle quali 

sono strettamente legati, in modo che sempre siano fatte secondo Cristo, e crescano e siano 

di lode al Creatore e Redentore".(cfr Cost. dogm. Lumen gentium, 31)



L' esempio dei laici come Toniolo costituisce un incoraggiamento 

sempre valido per i cattolici laici di oggi a cercare a loro volta vie efficaci per la medesima 

finalità, alla luce del più recente Magistero della Chiesa.


"Lo Stato che vuole provvedere a tutto, che assorbe tutto in sé, diventa in definitiva un'istanza 

burocratica che non può assicurare l'essenziale di cui l'uomo sofferente — ogni uomo — ha 

bisogno: l'amorevole dedizione personale. Non uno Stato che regoli e domini tutto è ciò che ci 

occorre, ma invece uno Stato che generosamente riconosca e sostenga, nella linea del 

principio di sussidiarietà, le iniziative che sorgono dalle diverse forze sociali e uniscono 

spontaneità e vicinanza agli uomini bisognosi di aiuto".

(cfr Benedetto XVI, Enc. Deus caritas est, 28).


Ed ora una domanda...

- Chi ha detto:

"Lo spirito di carita' non si oppone per nulla all' esempio provvido ed ordinato dell'azione

 sociale e caritativa" ......?

- Toniolo?...!

Potrebbe! infatti corrispondere al suo pensiero.

L'ha detto invece il Concilio Vaticano secondo nel documento "Chiesa e mondo 

contemporaneo"al numero 88 c. 

Vedi quindi come e' vera la premessa...!


Nessun commento:

Posta un commento