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martedì 8 marzo 2022

Ucraina

 






Salesiani di Mogliano Veneto (Treviso Italia)

 


CROCE ROSSA


Ucraina  marzo 2022

 

Di fronte alla tragedia di una guerra in Europa

 che cosa possiamo pensare?

Quell’angoscia, che ci invade vedendo e sentendo

tante notizie che ci fanno paura e ci fanno piangere

con chi soffre, ci chiede una risposta.

Certo è bene non stare con le mani in mano e aiutare,

accogliere, consolare guarire e confortare.

Ma come andranno le cose?

In questo momento tragico la preghiera è alzare gli occhi

 al Signore con fiducia e abbandono e questo è necessario .

Gesù tuttavia ci parla nel Vangelo e nelle altre Scritture

per esserci vicino proprio ora, in questo momento.

Prendiamo in mano il libro della Sacra Scrittura. Leggiamo.

Leggendo la Parola di Dio noi siamo certi

che il bene trionferà. Gesù  ci dice infatti:

„Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia;

Io ho vinto il mondo” (Gv. 16,23)

 

Questa è la radice della nostra fiducia e la certezza

che ci sostiene nell’essere operosi e uomini di preghiera,

e accanto e a sostegno di chi soffre.

 

Aggiunge infatti San Giovanni nella sua prima lettera:

„Ho scritto a voi giovani,

perché siete forti,

e la Parola di Dio dimora in voi

e avete vinto il maligno”(1 Gv. 2,14).

***

 

Il pensiero del Beato G. Toniolo

ci conferma in questa fede.

Egli infatti sostiene queste idee:

 

Iddio opera nella storia dei popoli. Egli si ripromette

un disegno che realizza con la loro collaborazione.

Tale disegno é conforme alla realizzazione piena

di ogni persona nella società e di ogni gruppo sociale

nell'umanità intera. L'uomo collaborando con Dio ,

attraverso la propria azione libera e responsabile,

inserito nel proprio ambiente e nel cosmo intero,

intesse dei rapporti sociali, crea degli organismi e

istituti sociali, fonda l'ordine sociale.

L'ordine sociale è il "sistema di relazioni fra tutti

gli uomini converso ad attuare in modo progressivo

i fini complessivi della convivenza, cioè la civiltà"(39).

Nell'ordine sociale, in vista di attuare la

finalizzazione alla civiltà, si ricercano, per viverli,

i beni umani religiosi, etici, intellettuali, economici,

giuridico-politici.

Nella ricerca e nell’uso di tali beni si rispetta la gerarchia

dei valori e il loro coordinamento al fine ultimo(40).

L'ordine sociale va così tentando di realizzare, attraverso

le persone e i gruppi, in modo sempre più approfondito,

il progresso di civiltà nella storia.

Questo tentativo, fatto di rinascite e cadute,di vittorie

e sconfitte, costituisce un "procedimento cosciente

dell'umanità, che attua successivamente in modo

sempre più completo la perfezione civile ossia

la civiltà"(4I). E‘ questo l'incivilimento: la condizione

di civiltà storica.

La civiltà storica dei popoli, nata in questo modo,

"attraverso il progressive trionfo dello spirito sulla

Materia” (42), si sviluppa storicamente verso un fine

ultimo che la riconduce alla sua fonte: Dio.

In questa tensione al fine di civiltà, la società

mira a rendere partecipi tutti gli esseri umani in modo

proporzionale del bene integrale della persona,

secondo le loro capacità e secondo le loro esigenze.

Perché succeda ciò la società struttura se stessa

in ordine sociale organico, gerarchico e democratico,

consapevolmente sensibile (nelle persone)

della sua intrinseca finalizzazione a Dio attraverso Cristo,

manifestato dalla Chiesa; l'ordine sociale diviene così conforme

"ai fini spirituali dell'incivilimento che si consuma nel Cielo" (43):

si fa ordine sociale cristiano di civiltà.

La civiltà storica giunge così ad aprirsi alla civiltà cristiana per

giungere definitivamente a Dio attraverso il Regno di Cristo.

La civiltà si rivela così un fatto essenzialmente morale(44), 

operato dall'uomo, sotto la guida delle cause finali 

della società (45): Chiesa, Cristo, Dio. 

Queste cause finali in ultima analisi si riducono a Cristo;

sicché si deve dire "non essere vera civiltà

fuor del cattolicesimo"(46):

la vera civiltà è Cristo in tutti e tutti in Cristo.

 

 

 Ne segue che il risultato finale è scontato:

il bene la vincerà sul male.

Cristo infatti ha detto:

„Non abbiate paura,Io ho vinto il mondo” .

-----------

(37) G. TONIOLO, Introduzione all'economia sociale:

O.O., Serie II, Vol. 2, p. 215.

(38) G. TONIOLO, L'Unine cattolica popolare italiana:

O.O., Serie Iv, vol. 3, p. 62.

(39) G. TONIOLO, Il socialismo nella storia degla civiltà:

O.O.,Serie I, vol. I, p. 273.

(40)G.TONIOLO, 1a., pp.273-274,

(41) " , id., p. 274.

(42)G.TONIOLO, Della storia come disciplina ausiliaria ...,.op. cit.:

 O.O., Serie I, vol. 4, p. 4I0.

(43) G. Toniolo, id., p. 405.

(44) " , id., p. 410.

(45) " , id., p, 406. *

(46) G. TONIOLO, Le buone tradizioni della storia itaiiana:

O.O., Serie I, vol. 4, p.389.

martedì 14 settembre 2021

Rinnovare l'annuncio del Vangelo...Come?

 

Consapevole della forza intrinseca del Vangelo, Toniolo preparava i giovani alla novità della Civiltà universale promossa dalla forza del Vangelo:

"fare nuova ogni cosa"

 


                              


A questo ci spinge la parola profetica di un Papa attuale,Francesco


In questo cammino ci invita e ci guida Papa Francesco 

da Bratislava in Slovacchia.


La nostalgia del passato non ci può far perdere la fiducia nella forza innovatrice del Vangelo annunciato, testimoniato e amato. Gesù ci guida a mete di impegno e innovative, ma adatte ai nostri tempi.






*da Vatican News 14 settembre 2021:

- I giovani sono “spesso illusi da uno spirito consumistico che sbiadisce l’esistenza” e le società un tempo fiere delle loro tradizioni ora conoscono le colonizzazioni ideologiche, la riduzione del progresso a guadagno materiale, la rincorsa ai diritti ridotti a desideri individualistici.



Di fronte a tutto ciò, Francesco spiega che la risposta alla secolarizzazione non è chiudersi, perché la Chiesa non è una fortezza o un potentato che guarda il mondo con distanza e sufficienza. C’è bisogno, invece, di una Chiesa umile come Gesù, che cammini insieme, che non si separi dal mondo ma che lo “abiti dentro”. C’è bisogno di una Chiesa che non si rifugi nell’uniformità e nella rigidità, ma faccia crescere la libertà rispettando i percorsi di ciascuno. Una Chiesa creativa come lo furono i santi di queste terre Cirillo e Metodio, che inventarono un nuovo alfabeto per comunicare la fede al popolo. Trovare nuovi “alfabeti” per annunciare il Vangelo, senza nostalgie per un passato ormai passato, è il compito più urgente per le Chiese presso i popoli d’Europa.-

Per attuare questo il cammino passa attraverso 

l'inserimento in un mondo reale e attuale,

aprendoci alla vicinanza con la gente,

 lasciando la nostalgia del passato e il narcisismo di guardare solo a sé stessi,

promovendo la libertà autentica che viene da Cristo Gesù,

e la testimonianza di una vita coerente alla propria fede,

aperti all' ascolto e al dialogo.

con un annuncio del Vangelo che sia creativo e attuale.

 






domenica 24 giugno 2018

Celebrazioni del centenario 1918 - 2018


Centenario della morte 

del  Beato G. 

Toniolo


Avvenimenti





Lo spettacolo teatrale in prima assoluta "Giuseppe Toniolo, la storia è futuro",  fu l’anteprima della manifestazione a Pieve di Soligo del Festival Biblico 2018.

 Lo spettacolo teatrale fu creato in vista delle celebrazioni per il centenario della morte di G. Toniolo nella diocesi di Vittorio Veneto.



E‘ inoltre da tener presente un altro rilevante avvenimento. 

 Il Comitato nazionale per il Centenario del Toniolo, che ha sede a Roma e si avvale della segreteria generale aggiunta dell’istituto diocesano " Beato Toniolo”, sta organizzando un importante convegno sull’attualità del Toniolo per il prossimo 24 novembre all’Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano.



( da Qdpnews.it, 24 giugno 2018)

lunedì 8 maggio 2017

Speranze dalla Francia e per la Francia...


Dalla Francia 
e da Toniolo, 
un insegnamento…?


La vittoria di un giovane politico in Francia e il fatto della fondazione da parte sua negli anni precedenti del movimento "En marce" denota qualcosa...

I Francesi hanno buon senso. Bene!
I Francesi comprendono che il grido di liberté, fraternité ed egalité va realizzato nelle modalita' opportune e costruttive di un mondo che cambia e nel rispetto dei valori di comunità aperta al mondo intero.


In chi ha conosciuto il pensiero di Toniolo non può cherallegrarsi, perche' scopre che in ultima analisi in Europa la si pensa ancora con quel pensiero comunitario ed universalistico che animava i primi fondatori dell'Università Cattolica i quali- come sosteneva Gemelli- si ispiravano al pensiero forte di Toniolo.


**
Ma cosa pensava Toniolo?...
Quale era il suo pensiero forte riguardo alla societa' ?...

Ecco:

Gli uomini realizzano un sistema di relazioni che possiamo chiamare ordine sociale di civilta'. Toniolo lo definisce " Sistema  di relazioni fra tutti gli uomini, converso ad attuare in modo progressivo i fini complessivi della convivenza, cioe' la civilta' nella società" che si fa etica, economica, civile, politica, organica, internazionale, mondiale e cristiana(1).
Tale ordine sociale in tanto e' valido in quanto impone a tutti il dovere di tendere al bene comune e al comune perfezionamento; in tanto e' valido in quanto da' a tutti il diritto e la liberta' di essere aiutati nell'adempimento di questo dovere: in modo cioe' che i doveri gravino maggiormente la' dove sono le possibilita', e i diritti  si trovino in maggior numero ed efficacia dove sono le necessita'.
In tale ordine sociale vi e' uguaglianza essenziale nella dignita' ed eguaglianza morale nel dovere (2); graduazione nei compiti " in proporzione delle rispettive attitudini o facolta' personali e reali" (3); corresponsabilita' e solidarieta' per cui " chi piu' ha piu' deve e chi meno ha piu' riceve"(4). Tale ordine sociale" risultando dal concorso armonico delle classi superiori e inferiori, non solo converge al bene comune cioe' alla tutela e soccorso di tutti, ma riesce a beneficio prevalente dei meno adatti, dei deboli, dei poveri, che sono i piu' numerosi"(5), realizzando cosi' la fraternita'.

Di qui l'augurio e la speranza per una Francia in marcia verso la costruzione di un’ Europa esemplare, aperta alla solidarieta'universale ed alla civilta' mondiale.



Ma  Toniolo conclude dicendo che l' ordine sociale, facendosi, nel modo indicato, democrazia, si “apre” alla civilta' universale, che non puo' non divenire autentica se non e' permeata dal Cristianesimo.
E' un invito forte a sostenere le basi cristiane dell’ Europa, perche' divenga promotrice di solidarieta' universale effettiva, feconda di civilta' autentica.




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(1) G: Toniolo , Il socialismo nella storia della civilta': O.O.. serie 1, vol. 1, p.273;
vedi pure:
     G: Toniolo,Introduzione all'economia sociale: O.O., serie 2, vol.1, p.292-293;
     G.Toniolo  , Dell'odierno indirizzo delle scienze sociali economiche: O.O., serie 2, vol. 2, p 413
(2)G: Toniolo,Introduzione all'economia sociale: O.O., serie 2, vol.1, p.296
(3)      id., p. 296.
(4)      id. ivi.

(5) R.Angeli, La dottrina sociale di G. Toniolo, Pinerolo, Ed. Alzani, 1956, p.97.

venerdì 14 settembre 2012

Pieve di Soligo e Toniolo






Pieve di Soligo

( da Wikipedia e dal blog del Comune di Pieve di Soligo con qualche rittocco. Le foto sono mie.)

Pieve
Il termine “plebs” (pieve) anticamente indicava una giurisdizione ecclesiastica rurale nella quale era stanziata una comunità cristiana dotata di chiesa e di fonte battesimale.
In epoca alto medioevale il termine indicava anche una giurisdizione civile abitata da popolazione latina, alla quale di solito corrispondeva nelle vicinanze un abitato di origine longobarda denominato invece “fara”. 




Pieve di Soligo è un comune di 12.131 abitanti della provincia di Treviso, nel Veneto, in Italia. Di esso si hanno sporadiche notizie come insediamento fin dall’anno 1000.
Il suo territorio e’per 2/3 pianeggiante e per 1/3 collinare, bagnato dai fiumi Soligo e Lierza, Pieve di Soligo è collocato nella parte orientale del Quartier del Piave, di cui è storicamente il capoluogo.
Il colle di San Gallo, che sovrasta il paese di Soligo, chiude idealmente a nord la pianura di Pieve, assieme ai colli che dominano su Solighetto; a sud fanno da confine le colline di Collalto e Colfosco di Susegana.
L'arco delle Prealpi Bellunesi, con le sue cime (le più importanti sono quelle del Monte Cesen e del Col de Moi), incornicia a nord la piana e le colline di Pieve; questo fronte montuoso può essere valicato attraverso i passi di San Boldo e di Praderadego.

Pieve di Soligo si trova sulla Strada del Prosecco, una delle prime strade del vino create in Italia.
E' uno dei più antichi agglomerati rustici del Quartier del Piave.
 Ritrovamenti archeologici indicano un probabile insediamento già in epoca romana.
Anche la cura d'anime è ritenuta molto antica ed è assai verosimile che, all'inizio, dipendesse dal Vescovo di Oderzo, per passare poi a quello di Ceneda che nel XIII sec. la concesse ai Caminesi.
Si suppone che la parrocchia si sorta prima dell'Anno Mille.

 Il fiume Soligo divide il paese in due contrade denominate "Contà" e "Trevisan".
La storia delle due contrade si intreccia con la storia dell’origine del paese.
Civilmente, già in epoca medievale e fino al secolo scorso, Pieve risultava infatti divisa in due parti: Pieve del Trevisan, comprendente la parte a destra del fiume Soligo, che apparteneva al Circondario di Treviso, Cantone di Valdobbiadene, mentre la zona a sinistra del fiume, detta Pieve del Contà, unita alla Gastaldia di Solighetto, faceva parte del Cantone di Ceneda, Circondario di Cison di Valmarino, sotto la signoria dei Conti Caminesi di Sopra prima, e quella dei Brandolini, poi.
Queste due pievi per secoli furono oggetto di attenzione da parte di autorità religiose e civili, che intervennero più volte per dirimere le continue diatribe, sfociate talvolta anche in fatti di sangue, motivate da supposti diritti di giurisdizione che entrambe vantavano.

Questa situazione cessò, una prima volta, durante l'epoca napoleonica, quando il gen. Fiorella, a nome di Napoleone, elesse queste due contrade o Pievi sul Soligo a sede di Municipalità e del giudice di pace, ponendole nel Cantone e Distretto di Treviso.
Nel 1797, in seguito al Trattato di Campoformido, la zona detta Quartier del Piave passò, come la Repubblica Veneta, all'Austria, rimanendo sotto tale dominio fino alla Terza guerra d'indipendenza.
Fu cosi’ che anche "Pieve di Soligo" fu sotto l’Austria.
 Con l'istituzione della Provincia di Treviso il territorio delle due pievi venne a formare, con la Gastaldia di Solighetto, il Comune di Pieve di Soligo, al quale venne aggregato nel 1862 il territorio delle frazioni di Barbisano e Barbisanello e per un periodo di 17 anni, dal 1928 al 1945, venne aggiunto anche tutto il territorio dell'odierno Comune di Refrontolo.
Soprattutto nel corso dell'Ottocento il paese assunse un nuovo assetto urbanistico
e la fisionomia del piccolo borgo medievale, caratterizzato da un ponte di legno tinto di rosso coperto da una singolare tettoia, fu trasformata dalla costruzione di imponenti palazzi.

I conflitti mondiali segnarono una inevitabile battuta di arresto.

Al termine della seconda guerra mondiale, riprese nella zona il fenomeno dell'emigrazione che era iniziato negli ultimi decenni dell'800 e che si attenuò soltanto a partire dal 1970 con il passaggio da un'economia di tipo agricolo ad una tipo prevalentemente piccolo-industriale.
Proliferarono le piccole e medie aziende artigiane, le industrie meccaniche e soprattutto l'industria inerente la lavorazione del legno, l'edilizia, il terziario e il turismo.
A Pieve abito’ per lunghi periodi il sociologo e Beato Giuseppe Toniolo (1845-1918), le cui spoglie riposano nella parrocchiale. 


Il Duomo di Santa Maria Assunta.

Imponente edificio che sorge nel cuore di Pieve è il duomo intitolato a Santa Maria Assunta  monumento neoromanico (con alcuni elementi neogotici) costruito nei primi anni del XX secolo, ad opera dell'architetto Domenico Rupolo. Fu consacrata nel 1924.
 Trovano qui sepoltura le reliquie del beato Giuseppe Toniolo.
.







La facciata a salienti, in laterizio, è sovrastata da cinque pinnacoli e fa intuire la struttura a tre navate degli interni.
L'opera d'arte di maggior valore in essa custodita è la pala d'altare del pittore primo-cinquecentesco Francesco da Milano, rappresentante Assunzione della Vergine e risalente al 1540.
Altre opere pittoriche degne di nota sono Crocifissione di Giovanni Possamai e Vergine con Gesù Bambino di Marta Sammartini, entrambe novecentesche.

















Il monumento ai caduti della grande guerra 1915-18





A sinistra del duomo svetta l'alto campanile, inaugurato nel 1955.




 Folclore
C'è una grande rivalità tra le due contrade, sopra ricordate, denominate "Contà" e "Trevisan", tanto che in occasione della sagra paesana chiamata "Lo Spiedo Gigante"(che nell'ottobre del 2006 ha festeggiato i 50 anni e di cui ideatore fu anche il mio defunto padre, Dall’Antonia rag. Angelo) si svolge, tra i vari eventi, anche il Tiro alla Fune che un tempo si disputava a cavallo del ponte sul Soligo.



Aspetti indimenticabili


Il reliquiario in sagrestia

Arca ove e' sepolto il Beato Toniolo e il suo busto in bronzo opera artistica di Balliana.

L'altare con la Crocifissione

La reliquia del Beato

Il duomo nel suo splendore

Il campanile





Pieve di Soligo ridente tra i colli del Piave, ai piedi delle colline, attraversata dal fiume Soligo, giaceva tra il verde dei prati e dei boschi, piccolo paese. Lì amò ritirarsi più volte Toniolo: ad ogni estate dopo il 1912.
È lì oggi la sua tomba, in marmo rosso, nella romanica chiesa parrocchiale.
Luogo di pellegrinaggio, dopo la sua beatificazione e, da sempre, punto di riflessione, di preghiera e di ripresa a sperare e ad attuare nel nostro mondo le linee di una vita sociale e politica piu' degna dell'uomo, chiamato a testimoniare il Regno di Dio che viene tra noi.