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venerdì 13 gennaio 2023

Pace sperata pace preparata

 Pace duratura...





Il Beato Giuseppe Toniolo  nell'ultimo anno di vita 

di fronte alle potenze riunite per raggiungere un accordo di pace,

 stranamente uscì in questa affermazione:

"Pace, pace! Non siamo preparati alla Pace".


La pace deve essere vera e giusta. Ma alla base 

deve avere il cambio del modo di pensare cioè

che le guerre siano necessarie, 

perché questo pensiero suscita l'altro:

"E' lecita una guerra di difesa".

Si crea allora un cerchio ripetitivo di errori nella storia: 

guerre e guerre si ripeteranno.

La dimostrò la seconda guerra mondiale,... 

e lo dimostra attualmente la terza guerra mondiale  

che avviene "a macchie di leopardo"...


Questa idea è ben presentata da mons. Toso(1) 

in un suo studio edito in questi giorni:

"Le tre strade che conducono alla Pace".

Egli dice così:



"Andrebbe eliminato, anzitutto, 

il diritto di guerra degli Stati. 

Va affermato il diritto alla pace. 

Ma, come insegna la costituzione pastorale “Gaudium et spes”, la guerra non è purtroppo estirpata dalla condizione umana. 

Fintantoché esisterà il pericolo della guerra non si potrà negare ai governi il diritto di una legittima difesa. 

 In sostanza, si è presi entro una morsa 

che non lascia scampoa meno che non sia debellato definitivamente il male ed attuata ovunque la giustizia."



Affermava il Beato G. Toniolo:


"La Religione sola, quale e' rappresentata dal cattolicesimo nel Pontificato romano, in nome delle ragioni spirituali, anzi sovrannaturali, puo' frenare il prorompere delle forze brutali che minacciano di sterminare la civilta'.(2)


E Papa Benedetto XVI nel messaggio di pace del 1 gennaio 2013 affermava:


"Una pedagogia dell’operatore di pace
 Emerge la necessità di proporre e promuovere una pedagogia della pace.
 Essa richiede una ricca vita interiore,
chiari e validi riferimenti morali,
atteggiamenti e stili di vita appropriati.
Difatti, le opere di pace concorrono a realizzare il bene comune e creano l’interesse per la pace, educando ad essa.
Pensieri, parole e gesti di pace creano una mentalità e una cultura della pace, un’atmosfera di rispetto, di onestà e di cordialità. Bisogna, allora, insegnare agli uomini ad amarsi e a educarsi alla pace, e a vivere con benevolenza, più che con semplice tolleranza.
Incoraggiamento fondamentale è quello di « dire no alla vendetta, di riconoscere i propri torti, di accettare le scuse senza cercarle, e infine di perdonare », in modo che gli sbagli e le offese possano essere riconosciuti in verità per avanzare insieme verso la riconciliazione.
Ciò richiede il diffondersi di una pedagogia del perdono. Il male, infatti, si vince col bene, e la giustizia va ricercata imitando Dio Padre che ama tutti i suoi fi gli (cfr Mt 5,21-48).
È un lavoro lento, perché suppone un’evoluzione spirituale, un’educazione ai valori più alti, una visione nuova della storia umana.
Occorre rinunciare alla falsa pace che promettono gli idoli di questo mondo e ai pericoli che la accompagnano, a quella falsa pace che rende le coscienze sempre più insensibili, che porta verso il ripiegamento su se stessi, verso un’esistenza atrofizzata vissuta nell’indifferenza.
Al contrario, la pedagogia della pace implica azione, compassione, solidarietà, coraggio e perseveranza.
Gesù incarna l’insieme di questi atteggiamenti nella sua esistenza, fino al dono totale di sé, fino a « perdere la vita » (cfr Mt 10,39; Lc 17,33; Gv 12,25).
Egli promette ai suoi discepoli che, prima o poi, faranno la straordinaria scoperta di cui abbiamo parlato inizialmente, e cioè che nel mondo c’è Dio, il Dio di Gesù, pienamente solidale con gli uomini.
In questo contesto, vorrei ricordare la preghiera con cui si chiede a Dio di renderci strumenti della sua pace, per portare il suo amore ove è odio, il suo perdono ove è offesa, la vera fede ove è dubbio.
Da parte nostra, insieme al beato Giovanni XXIII, chiediamo a Dio che illumini i responsabili dei popoli, affinché accanto alla sollecitudine per il giusto benessere dei loro cittadini garantiscano e difendano il prezioso dono della pace; accenda le volontà di tutti a superare le barriere che dividono, a rafforzare i vincoli della mutua carità, a comprendere gli altri e a perdonare coloro che hanno recato ingiurie, così che in virtù della sua azione, tutti i popoli della terra si affratellino e fiorisca in essi e sempre regni la desideratissima pace.
Con questa invocazione, auspico che tutti possano essere veri operatori e costruttori di pace, in modo che la città dell’uomo cresca in fraterna concordia, nella prosperità e nella pace"

 

E, per terminare, Papa Francesco ci dice:

 In quanto cristiani, sappiamo che è proprio grazie alla conversione 

del cuore che si decide il destino della pace,

 poiché il virus della guerra proviene dall’interno del cuore umano . 

Dal cuore scaturiscono le parole giuste per diradare 

le ombre di un mondo chiuso e diviso 

ed edificare una civiltà migliore di quella che abbiamo ricevuto. 

È uno sforzo richiesto a ciascuno di noi. 


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(1)mons. Mario Toso 7 Gennaio 2023.

(2) Lettera  di G. Toniolo all' Onorevole Avv. Antonio Boggiano Pico di Genova, primi di agosto 1914, in F. Vistalli, op. cit., p. 837).

 (3) Dal Messaggio di Papa Francesco per la 57.ma giornata mondiale dela comunicazione sociale, 23 gennaio 2023.



martedì 8 marzo 2022

Ucraina

 






Salesiani di Mogliano Veneto (Treviso Italia)

 


CROCE ROSSA


Ucraina  marzo 2022

 

Di fronte alla tragedia di una guerra in Europa

 che cosa possiamo pensare?

Quell’angoscia, che ci invade vedendo e sentendo

tante notizie che ci fanno paura e ci fanno piangere

con chi soffre, ci chiede una risposta.

Certo è bene non stare con le mani in mano e aiutare,

accogliere, consolare guarire e confortare.

Ma come andranno le cose?

In questo momento tragico la preghiera è alzare gli occhi

 al Signore con fiducia e abbandono e questo è necessario .

Gesù tuttavia ci parla nel Vangelo e nelle altre Scritture

per esserci vicino proprio ora, in questo momento.

Prendiamo in mano il libro della Sacra Scrittura. Leggiamo.

Leggendo la Parola di Dio noi siamo certi

che il bene trionferà. Gesù  ci dice infatti:

„Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia;

Io ho vinto il mondo” (Gv. 16,23)

 

Questa è la radice della nostra fiducia e la certezza

che ci sostiene nell’essere operosi e uomini di preghiera,

e accanto e a sostegno di chi soffre.

 

Aggiunge infatti San Giovanni nella sua prima lettera:

„Ho scritto a voi giovani,

perché siete forti,

e la Parola di Dio dimora in voi

e avete vinto il maligno”(1 Gv. 2,14).

***

 

Il pensiero del Beato G. Toniolo

ci conferma in questa fede.

Egli infatti sostiene queste idee:

 

Iddio opera nella storia dei popoli. Egli si ripromette

un disegno che realizza con la loro collaborazione.

Tale disegno é conforme alla realizzazione piena

di ogni persona nella società e di ogni gruppo sociale

nell'umanità intera. L'uomo collaborando con Dio ,

attraverso la propria azione libera e responsabile,

inserito nel proprio ambiente e nel cosmo intero,

intesse dei rapporti sociali, crea degli organismi e

istituti sociali, fonda l'ordine sociale.

L'ordine sociale è il "sistema di relazioni fra tutti

gli uomini converso ad attuare in modo progressivo

i fini complessivi della convivenza, cioè la civiltà"(39).

Nell'ordine sociale, in vista di attuare la

finalizzazione alla civiltà, si ricercano, per viverli,

i beni umani religiosi, etici, intellettuali, economici,

giuridico-politici.

Nella ricerca e nell’uso di tali beni si rispetta la gerarchia

dei valori e il loro coordinamento al fine ultimo(40).

L'ordine sociale va così tentando di realizzare, attraverso

le persone e i gruppi, in modo sempre più approfondito,

il progresso di civiltà nella storia.

Questo tentativo, fatto di rinascite e cadute,di vittorie

e sconfitte, costituisce un "procedimento cosciente

dell'umanità, che attua successivamente in modo

sempre più completo la perfezione civile ossia

la civiltà"(4I). E‘ questo l'incivilimento: la condizione

di civiltà storica.

La civiltà storica dei popoli, nata in questo modo,

"attraverso il progressive trionfo dello spirito sulla

Materia” (42), si sviluppa storicamente verso un fine

ultimo che la riconduce alla sua fonte: Dio.

In questa tensione al fine di civiltà, la società

mira a rendere partecipi tutti gli esseri umani in modo

proporzionale del bene integrale della persona,

secondo le loro capacità e secondo le loro esigenze.

Perché succeda ciò la società struttura se stessa

in ordine sociale organico, gerarchico e democratico,

consapevolmente sensibile (nelle persone)

della sua intrinseca finalizzazione a Dio attraverso Cristo,

manifestato dalla Chiesa; l'ordine sociale diviene così conforme

"ai fini spirituali dell'incivilimento che si consuma nel Cielo" (43):

si fa ordine sociale cristiano di civiltà.

La civiltà storica giunge così ad aprirsi alla civiltà cristiana per

giungere definitivamente a Dio attraverso il Regno di Cristo.

La civiltà si rivela così un fatto essenzialmente morale(44), 

operato dall'uomo, sotto la guida delle cause finali 

della società (45): Chiesa, Cristo, Dio. 

Queste cause finali in ultima analisi si riducono a Cristo;

sicché si deve dire "non essere vera civiltà

fuor del cattolicesimo"(46):

la vera civiltà è Cristo in tutti e tutti in Cristo.

 

 

 Ne segue che il risultato finale è scontato:

il bene la vincerà sul male.

Cristo infatti ha detto:

„Non abbiate paura,Io ho vinto il mondo” .

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(37) G. TONIOLO, Introduzione all'economia sociale:

O.O., Serie II, Vol. 2, p. 215.

(38) G. TONIOLO, L'Unine cattolica popolare italiana:

O.O., Serie Iv, vol. 3, p. 62.

(39) G. TONIOLO, Il socialismo nella storia degla civiltà:

O.O.,Serie I, vol. I, p. 273.

(40)G.TONIOLO, 1a., pp.273-274,

(41) " , id., p. 274.

(42)G.TONIOLO, Della storia come disciplina ausiliaria ...,.op. cit.:

 O.O., Serie I, vol. 4, p. 4I0.

(43) G. Toniolo, id., p. 405.

(44) " , id., p. 410.

(45) " , id., p, 406. *

(46) G. TONIOLO, Le buone tradizioni della storia itaiiana:

O.O., Serie I, vol. 4, p.389.

venerdì 26 novembre 2021

Civiltà cristiana

 

La gioia di annunciare il Vangelo





Papa Francesco, che ha scritto una lettera all'Azione Cattolica nel trentesimo del Forum, fa tre richieste al Forum  dell'Azione Cattolica : 

1- Sentire “molto profondamente l'urgenza di lavorare per la fraternità e l'amicizia sociale come mezzo per ricostruire un mondo ferito”.

2- “Seminare nel cuore di tutti che l'autentica spiritualità cristiana è quella che si radica nel desiderio di santità, che è un cammino che parte dalle beatitudini e si realizza nel Vangelo di Matteo al c.25; amare e lavorare per i nostri fratelli più sofferenti”.

3- Ci sia – e si noti – “lo spirito che anima: quello di essere una Chiesa che esce e vive la dolce e confortante gioia di evangelizzare”.


Questo è il quadro di operosità e il progetto di vita realizzato da Toniolo.

Di qui si può asserire che per lui il Vangelo è il nucleo dinamico e trasformante di ogni società umana. E che la civiltà non potrà essere se non cristiana.










domenica 7 febbraio 2021

Evangelizzazione e promozione umana

 


Evangelizzazione e promozione umana

 

Cosa significa per Toniolo il concetto che lui vivamente propugna in tutta la sua opera che cioè il Vangelo è fautore di vera civiltà e di autentica democrazia?

Che significa il concetto di civiltà che si fa cristiana e di  democrazia che si fa cristiana?

E perché per Toniolo la democrazia cristiana si può realizzare in sistemi politici diversi ( Es. Regno e Repubblica)?

Quando allora si ha vera democrazia?




Il suo pensiero può essere evidenziato attraverso queste affermazione di un attuale Cardinale della Chiesa cattolica : Sua Eminenza Raniero Cantalamessa.


II tema "evangelizzazione e promozione umana” non

si esaurisce nel tracciare, in modo statico, il loro rapporto

reciproco. Si tratta di vedere cosa, dinamicamente, in

ordine alla prassi, l’una cosa significa per l'altra;

 in particolare, cosa rappresenta il Vangelo  per la promozione umana?

e l’agire di Cristo per l’agire della Chiesa?...

" L’opera della redenzione di Cristo ha, per natura sua, come fine la salvezza degli uomini, ma abbraccia anche l'instaurazione di tutto l'ordine temporale. Di conseguenza, la missione della

Chiesa non è soltanto portare il messaggio di Cristo e la

sua grazia agli uomini, ma anche animare e perfezionare

l'ordine temporale con lo spirito evangelico” (Apost. actuositate, 5).

 In due modi, l’evangelizzazione -- cioè l'annuncio del

veniente regno di Dio — può agire da lievito per migliorare le strutture sociali e la qualità della vita umana:

a) mediante una critica radicale;

b) mediante un imperativo radicale.

Con la prima, il Vangelo — per esempio il Vangelo delle beatitudini —

 mette in crisi ogni assetto politico e

sociale del mondo, smascherando le ingiustizie e convincendo

il mondo di peccato (Gv. 16, 8) e questo non solo in modo generico,

ma anche su punti concreti, che toccano i rapporti umani. 


Con l’imperativo radicale —- che si identifica, in pratica, con " l' Amerai il 

prossimo tuo come te stesso " —— si pone un principio assolutamente 

radicale che, alla luce del nuovo significato della parola  prossimo (cf. la 

parabola del samaritano), si risolve sempre a favore del più bisognoso e, 

quindi, a favore dell’uguaglianza e della solidarietà umana.

Su tale imperativo si fonda in gran parte l’attualità e

l'universalità del Vangelo ai fini della promozione umana.


L’amore del prossimo non è legato a un tipo particolare

di realizzazione storica. 


Se in passato, in un certo contesto

sociale, esso si è tradotto in beneficenza, in assistenza e in

condivisione spontanea dei beni (" l’esercizio della carità "), 

questo non vuol dire che quella è l’unica realizzazio-

ne storica possibile del Vangelo. Oggi, esso potrebbe dar

luogo a forme diverse di promozione umana, più adeguate

alla comprensione che abbiamo dei meccanismi socio economici,

 permettendoci di attaccare alla radice il generatore

stesso di tanti mali sociali che è l’egoismo e con la sua logica

del più forte.

Il movente sociale del Vangelo non è l'elemosina in

sé (come lo è invece per il Corano), ma l’amore del prossimo

e, come tale, è un movente radicale, sempre attuale.

Applicarlo, significa ogni volta fare dell’autentica pro-

mozione umana, non solo nei confronti di chi riceve, ma anche di chi dà,

 perché si è più uomini nella misura in cui si aiutano gli altri a diventarlo.

( cfr. Fratelli tutti di Papa Francesco)

Il Concilio rivolge in modo particolare ai laici il discorso sulla promozione 

umana (cf. la Costituzione sull'Apostolato dei laici)

e al clero quello dell’evangelizzazione. Ma ci dev’essere un punto di 

incontro, in cui la promozione umana, fatta dal laico diventa, per la sua 

testimonianza di fede, annuncio del Regno e l’annuncio del Regno fatto dai

 sacerdoti diventa promozione umana:Paolo 1 Corinti 9,16-19.22-23 dice:

 annunciare gratuitamente il Vangelo, farsi debole con i deboli e povero

 con i poveri.

Cosa speriamo di ottenere con questo nostro evangelico sforzo per  Ia 

promozione umana? Forse che la vita dell’uomo sulla terra non sia più "un

 duro lavoro " e " un soffio", ma, come si usa dire, una cuccagna? No!

Vogliamo solo testimoniare che "la vita non è già de-

stinata ad essere un peso per molti, e una festa per alcuni,

ma per tutti un impiego, del quale ognuno renderà conto”

(A. Manzoni, I Promessi Sposi, c. 22).

Per il resto, non dimentichiamo che nel Vangelo c’è

scritto anche: "Beati coloro che piangono perché

saranno consolati"!

 

(Raniero Cantalamessa, La Parola e la Vita, anno B, pp. 187-190).





Allora sarà vero che


Autentica democrazia si ha in una società civile quando "la vita non è  realizzata sicché sia un peso per molti, e una festa per alcuni, ma per tutti un impiego, del quale ognuno renderà conto” e che fa sì che il più forte si prenda cura del più debole per fare tra tutti eguaglianza.






domenica 25 ottobre 2020

L' eticità dell'economia

 

Nelle Università si riafferma l'eticità nell'attività economica.


L'etica insieme all' estetica permette di raggiungere quella bellezza autenica di cui scrive Papa Francesco nella "Laudato sì". 

Di questo parla nel suo articolo Dal Mas Silvio: " Con Laudato sì l'armadio dei salesiani" in L'Avvenire del 17 0ttobre 2020.(cfr: L' Avvenire, n.17, ottobre 2020, anno LIII n. 247, inserto, p. III.).

L'articolo afferma infatti che nell'Università salesiana IUSVE di Mestre Venezia, Italia, si sta realizzando una novità didattica nel campo dell'insegnamento universitario circa l'inquinamento prodotto dai tessuti usati per la moda. Tale iniziativa è intitolata "L'Armadio etico" ed ha lo scopo di riaffermare l'importanza dell'eticità nell'economia.

Tale attività didattica, promossa dai docenti Bonotto e Saviano, Direttore di Radio Cube, è condotta attraverso corsi in collegamento con una Rubrica della stessa Radio Cube. 

L'importanza di tale iniziativa, che potrebbe sembrare secondaria, sta nel fatto che una Università, come al tempo di Toniolo, vada riaffermando ciò che il maestro sciologo Toniolo affermava: l'eticità necessaria all'economia attuale e di sempre.

Ricorda la prolusione del prof. Toniolo nel lontano 1873 nell'Università di Padova e il suo Trattato di economia sociale e Scritti economici: O.O., Serie II. voll. !-2, lezioni di economia politica, tenute all'Università di Pisa.



Centralità e orientamento della Persona nell'economia .

Le persone, sono loro che formano le società, e le società strutturano una unica umanità, chiamata da Dio adnessere il suo Popolo di elezione (dal Messaggio del Papa per il Patto educativo,rivolto ai Religiosi educatori)12-14 novembre 2020.

Toniolo, un focolarino anzi tempo?

 

Squarci di verità

Toniolo, un focolarino anzi tempo?

No. Un cristiano „doc”!


Un confronto tra l’animo attuale che orienta la Chiesa,

le speranze e gli impegni assunti da persone di buona volontà nel tempo presente 

e il desiderio espresso chiaramente negli scritti dal Beato Toniolo .

 

Dal

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO 

AI PARTECIPANTI AL MEETING ORGANIZZATO 

DAL MOVIMENTO DEI FOCOLARI "NUOVE VIE VERSO L'ECOLOGIA 

INTEGRALE:  A CINQUE ANNI DALLA LAUDATO SI’"  

[Castel Gandolfo, 23-25 ottobre 2020] Da Vatican.va

 

 Dice Papa Francesco nel suo discorso ai CONVENUTI:

Il vostro Incontro, con il tema “Nuove vie verso l’ecologia integrale: a cinque anni dalla Laudato si’ ”, imposta una visione relazionale dell’umanità e della cura del nostro mondo a partire da diversi punti di vista: etico, scientifico, sociale e teologico. Nel ricordare la convinzione di Chiara Lubich che il mondo porta in sé un carisma di unità, confido che questa sua prospettiva possa guidare il vostro lavoro nel riconoscimento che «tutto è collegato» e che «si richiede una preoccupazione per l’ambiente unita al sincero amore per gli esseri umani e un costante impegno riguardo ai problemi della società» (Laudato si’, 91).

 

Tra tali problemi c’è l’urgenza di un nuovo e più inclusivo paradigma socio-economico, che possa riflettere la verità che siamo «un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana, come figli di questa stessa terra che ospita tutti noi» (Enc. Fratelli tutti, 8). Questa solidarietà tra noi e con il mondo che ci circonda richiede una ferma volontà di sviluppare e attuare misure concrete, che favoriscano la dignità di tutte le persone nei loro rapporti umani, familiari e lavorativi, combattendo allo stesso tempo le cause strutturali della povertà e lavorando per proteggere l’ambiente naturale.





La civiltà universale proiettata nel futuro dal Beato Toniolo

ha chiaramente questi risvolti.

Per questo potremmo dire chei il Beato Giuseppe Toniolo

è un Focolarino anzi tempo, 

un profeta del futuro.

venerdì 17 gennaio 2020

Giovani del futuro








Oggi si cerca di realizzare un clima di formazione solida dei giovani, animata da principi e valori perenni illuminati dalla fede Cristiana, come appare da una dichiarazione di un grande realizzatore di un centro universitario di formazione quale è lo IUSVE di Venezia Mestre (Italia).




Giovani preparati.

“Noi educatori salesiani dobbiamo continuare a creare un
ambiente supportivo per aiutare i giovani, particolarmente
quelli più poveri ed emarginati, a realizzare la propria
crescita e un vero impegno sociale.... Per farlo, dobbiamo
creare un clima di responsabilità condivisa facendo uno
sforzo per promuovere processi democratici in cui i giovani
possano giocare un ruolo attivo e decidere.  Ispirati dalla
dottrina sociale delle Chiesa, noi dobbiamo incoraggiare i
giovani ad assumere responsabilità e a prendersi cura degli
altri nel proprio ambiente nel nuovo mondo globalizzato.
Attraverso ciò i giovani saranno in grado di comprendere il
concetto di “bene comune” e la necessità di ingaggiarsi in
questo servizio”(D. Walter Cusinato).




Ieri

La vita e l’attività del grande sociologo e cristiano , il Beato Giuseppe Toniolo, aveva aperto lo sbocco a questa linea formativa dei giovani.

Dopo lo scioglimento dell'Opera dei Congressi era il tempo della ricostruzione della compagine delle forze cattoliche: rieducare, riunire. Il compito era di Toniolo, che aveva riacquistato fiducia presso il Pontefice. Di fronte allo smarrimento generale e alla sfiducia diffusa, Toniolo operò pazientemente: sorse l'Unione dei cattolici, federazione che riannodò le forze cattoliche in Italia e fece da anello. Essa fu un fatto compiuto nel 1906. Risultò formata dall'Unione popolare, di cui Toniolo fu il primo presidente; dall'Unione economica; dall'Unione elettorale; e dalla Gioventù Cattolica Italiana.
Le prime iniziative promosse dall'Unione popolare furono quelle per la libertà dell'insegnamento e le settimane sociali: riunioni di studio e di dibattito sociale aperte a tutti i cattolici.
La prima settimana sociale fu tenuta a Pistoia nel 1907. Attirò le ire dei socialisti che giunsero a far prendere a sassate la coppia Toniolo. Ma una pioggia di fiori gettati dal popolo li ricopriva quella sera, mentre rincasavano incolumi.
Nel 1910 la missione di Toniolo nell'Azione Cattolica parve compiuta. Egli si ritirò al suo posto di studioso e animatore degli studi cattolici, lasciando ogni presidenza.

Continuò tuttavia ad essere maestro all'azione cristiana per i giovani che lo raggiungevano nel recesso alpestre di Vezza d'Oglio. In quei convegni si faceva promotore tra i giovani di ideali cristiani, distruggendo il pessimismo, trasformandoli in persone rinnovate, pronte all'azione e, ben presto, iniziatori di essa.

Tra quei giovani vi fu Alcide De Gasperi.



 Oggi

Il desiderio di giovani preparati e formati a creare un mondo più umano
rimane sempre vivo nell’invito del Papa Francesco ai giovani di entrare nel modo sociale e politico formati e coraggiosi, ricchi di un speranza che non muore e di sogni che si avvereranno(1 )




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(1) cfr. CHRISTUS VIVIT ,ESORTAZIONE APOSTOLICA POST-SINODALE DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI GIOVANI E A TUTTO IL POPOLO DI DIO.