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lunedì 12 settembre 2022

Don Luigi Sturzo

 Frutto non remoto della passione sociale 

e delle idee del Beato Giuseppe Toniolo,


Don Luigi Sturzo 



con la sua passione sociale e politica realizzata nell'alveo 

della fede cattolica e sacerdotale.

 lavorò e visse per realizzare il bene di tutti.

Rivolgendo infatti lo sguardo al suo passato, 

Don Luigi Sturzo non ebbe timore

di dire di se stesso e della sua attività svolta proprio 

in conseguenza del suo impegno di ministero sacerdotale: 

“A guardare un passato che non torna,

posso ben dire di aver servito con rettitudine e ardore 

una causa non indegna di un sacerdote cattolico, 

quando all’amore e al servizio per la patria ho unito

quell'ideaIe cristiano e umano della pace, 

della elevazione dei lavoratori nella collaborazione 

tra le classi, delle libertà politiche quali garanzie 

di bene e diprogresso, della ricerca della verità negli studi 

storici e sociologici, 

della difesa dei diritti della persona umana di fronte 

a uno statalismo che invade anche il

campo sacro della coscienza e della religione”.(1)



Nel suo testamento, poi, scrisse parimenti: 

“A coloro che mi hanno criticato per la mia attività 

politica, per il mio amore alla libertà, il mio attacca-

mento alla democrazia, debbo aggiungere, che 

a qaesta vita di battaglie e di tribolazioni non venni 

di mia volontà, né per desiderio di scopi terreni, 

né di soddisfazioni umane; vi sono arrivato portato 

dagli eventi, penetrando quasi insensibilmente 

senza prevedere un termine prestabilito 

o voluto, come portato da forza estranea. 

Riconosco le difficoltà di mantenere intatta 

da umane passioni la vita sacerdotale e Dio

sa quanto mi sono state amare le esperienze

pratiche di 60 anni di tale vita; ma l’ho offerta

a Dio e tutto ho indirizzato alla Sua

gloria e tutto ho cercato di adempiere al servizio 

della verità. 

Difetti, colpe, miserie mi siano perdonati dagli uomini

come son sicuro che mi sono stati e mi

saranno perdonati da Dio per i meriti di Gesù Cristo 

ed intercessione della Vergine Maria che sempre 

invoco ora e nell’ora della mia morte e cosi sia”(2)

-----


(1)L.Sturzo, Coscienza e politica, Brescia 1953, p. 80.

(2) Mons. Luigi Giuliani,Don L.Sturzo uomo di Dio, Roma,1999, 2.a ed. p.34



sabato 20 agosto 2022

Qual partito scegliere?

 Riflettendo un po'


"Il Partito Popolare - dichiarava Don Sturzo a Verona il 16 marzo 1919- e' stato promosso da coloro che vissero l'Azione Cattolica, ma e' nato come partito non cattolico, aconfessionale, come un partito a forte contenuto democratico, e che si ispira alla idealita' cristiana, ma che non prende la Religione come elemento di differenziazone politica".

Il Partito Popolare "promosso da coloro che vissero 
l'Azione Cattolica" richiama il legame di questo movimento 
politico con i principi della sociologia cristiana.


Ma quale partiro oggi si può dire in linea con le nostre scelte 
morali e sociali ispirate dal Cristianesimo?
...
Rimane qualche dubbio sui partiti e sui principi che li muovono
che porteranno conseguentemente a delle scelte sociali e politiche. 
Temiamo le scelte contrarie ai valori di una autentica civiltà. 
Toniolo ci invita con il suo esempio a conoscere bene la realtà politica 
e le scelte promosse dalla propaganda politica
per fare una scelta elettorale ragionevole e opportuna nelle
prossime elezioni politiche e la prudenza ci muove a guardare 
alle persone che prenderanno in mano la vita del paese.

Chiediamo allora al Signore il dono della sapienza, 
della scienza e del consiglio per non cadere in errori 
di cui poi pentirci.
Non ci basta di fare una scelta per "il male minore", 
ma è opportuno fare una scelta che promuova 
di fatto il bene comune, 
il bene di tutto il paese.





lunedì 31 gennaio 2022

Giuseppe Toniolo-sintesi

 

Avviso:

Da un dépliant dell'Istituto Giuseppe Toniolo

supponendo di poterlo usare allo scopo, per la mancanza di avviso contrario

e dal fatto che il dépliant in questione ha un compito di diffusione della conoscenza

 del Beato  Toniolo sociologo, mi permetto di presentarne, quasi uno Share,

 il contenuto, come una sintesi e invito alla conoscenza 

della vita del medesimo.






























domenica 5 gennaio 2020

Politica e doti del politico


Affermava Toniolo:

 "Noi credenti sentiamo nel profondo dell’anima ed urge proclamarlo: chi definitivamente rechera’ a salvamento la societa’ presente non sara’ un diplomatico, un dotto, un eroe, bensi’ un santo, anzi una societa’ di santi.” 


Ed ecco oggi 
proposte le “beatitudini del politico”. 

Sono proposte dal Cardinale vietnamita François-Xavier Nguyen Vãn Thuan, 
morto nel 2002, in fama di santità:

• Beato il politico che ha un’alta consapevolezza e una profonda coscienza del suo ruolo.
• Beato il politico la cui persona rispecchia la credibilità.
• Beato il politico che lavora per il bene comune e non per il proprio interesse.
• Beato il politico che si mantiene fedelmente coerente.
• Beato il politico che realizza l’unità.
• Beato il politico che è impegnato nella realizzazione di un cambiamento radicale.
• Beato il politico che sa ascoltare.
• Beato il politico che non ha paura.

Ma certamente - aggiungerebbe Toniolo- beato il politico che vive l' amore cristiano, si ciba dell'Eucaristia e la rende presente in opere ricche di carità cristiana, di giustizia, del senso del dovere e del sacrificio per donare la pace di un vivere fraterno. 


martedì 18 giugno 2013

Per fare politica...

Azione sociale e politica.
Linee e principi di base.

-Caro amico, vuoi forse diventare un uomo politico?...
-Uomo politico!??… Che cosa vuoi dire?
-Voglio dire che la societa’ ha bisogno di te per crescere nei valori di civilta’ e tu hai le possibilita’ di divenire un aiuto a tanti tuoi fratelli che anelano ad un mondo nuovo piu’ umano e meglio governato da altri fratelli capaci di farlo.
-Bah…! E cosa dovrei fare per tutto questo?
-Ricordati che sei cristiano e che non puoi vivere nel tuo guscio, ma uscire allo scoperto e giocare la vita per il bene del tuo prossimo, come ha fatto Cristo che vive in te, …se sei cristiano.
-E lo dubiti?...




Ascolta allora cosa direbbe il Beato Toniolo a te futuro uomo politico.

 “Una corretta analisi della natura umana complessa addita nella persona umana, accanto al principio dell’utile, ancora quello del buono, figlio dello spontaneo riconoscimento di una legge naturale imperante che ingenera la coscienza del dovere.”
E’ proprio la coscienza del dovere  che “ alleandosi con altri piu’ generosi affetti del cuore umano, si traduce in altrettante tendenze”. Sono le tendenze “ della nostra natura immateriale le quali sovrastano per eccellenza quelle del piacere e dell’utile personale, di cui temperano le esigenze ed a cui talora impongono assolutamente il silenzio”(1).
E’ cosi’ che la vita sociale e la vita cristiana  non possono non compenetrarsi.
Questo avviene nella societa’ attraverso la realizzazione dei valori morali fondamentali comuni a tutta l’umanita’e attraverso la coscienza che chiede all’uomo l’unita’ della persona  ad esser responsabile nella coerenza alla propria fede.
Il che vuol dire che l’economia, la politica come l’azione sociale, chiamano l’uomo credente a portare in esse la sua forza, le sue convinzioni morali e l’energia e la luce attinte dalla religione.
Dice infatti Toniolo : “ I problemi, sia economici che politici devono sempre avere da noi una soluzione, la quale sia conforme  all’ambiente sopirituale, in cui si agita tutta la nostra esistenza, nelle diverse forme concrete della nostra attivita’. E quindi la vita economica e la vita politica devono integrarsi con l’ambiente cristiano”. (2)

L’uomo che si impenga nell’azione civile-sociale-politica , secondo Toniolo, deve guardarsi pero’ da alcuni pericoli concettuali e pratici.
E cioe’:

-         “ Menomare  la legitimita’ e la funzione delle classi sociali - prodotto naturale e storico- in nome della uguaglianza individuale e della fratellanza umana”
-         “ Restringere la funzione della carita’  e della equita’ sociale esagerando l’ambito della rigorosa giustizia”.
-         “Offuscare il concetto dell’origine divina dell’autorita’ per ripiegare verso il pregiudizio della sovranita’ popolare”.
-         “Estendere la novita’ e pieghevolezza, pur sempre legittime nei modi di applicazione dei principi, ai principi direttivi cristiani immutabili, confondendo la modernita’ di metodi con certa mondanita’ di idee e di sentire”.
-         “ Propugnare l’azione esteriore sociale a scapito della vita interiore morale dello spirito”.
-         “ Contare soverchiamente sopra gli espedienti umani e meno sopra i presidi  sovrannaturali”.
-         Nascondere sotto l’aspetto puramente umanitario “l’azione che deve essere intimamente e pubblicamente” nota come  espressione di fede Cristiana e cattolica(3).

Toniolo poi suggerisce i mezzi che sono a suo giudizio utili per preservare dagli errori elencati.
 Suggerisce cioe’:
L’ “adesione all’integrita’ del dogma religioso”(4)
La pieta’ (5).
La partecipazione al ”divin sacrificio”  e “ l’interiore ascetico  raccoglimento” (6)
“ Il culto dei santi” (7).
La Comunione e la partecipazione ai Congressi eucaristici” ( 8).

L’idea che pone poi  a base di un tale impegno responsabile nella vita sociale e civile e’ l’idea del merito .
Afferma cioe’ che  a nessuno nelle condizioni normali del vivere civile deve “esser consentito di sedere al banchetto della vita, fuorche’ all’unico titolo comune dell’attivita’ meritoria, di braccio, di mente, di morali energie, di civili e proficue prestazioni”(9)
Guarda quindi al capitale ed al possessore di esso e dichiara che l’orientamento del capitale e’ al lavoro, che viene “assicurato mediante il possesso del capitale” perche’ il capitale esige che il capitalista porti “ la veste onorata di imprenditore”( 10).
Toniolo vede “nell’alleanza delle classi operaia ed imprenditoriale il felice risultato del capitale  che confida le proprie sorti all’operosita’ del lavoratore, a cui venga offerta a sua volta la possibilita’ di diventare imprenditore, oppure, nel caso di lavoro agricolo, comproprietario.
Nel caso infine delle persone cadute in necessita’ economiche addita l’importanza della realizzazione di beni posti in comune per una doverosa assistenza: “vorrei vi fossero beni comuni che ai poveri e ai derelitti aggiungessero un supplemento alle necessita’ della vita, o un rifugio per il di’ della sventura”.
L’uomo nobilitato dal lavoro, “non deve tuttavia esser vittima di esso - afferma Toniolo - ma tale che sotto la giubba dell’operaio viva pur della vita dello spirito, ne’ dimentichi di essere marito, padre, cittadino e partecipi al flusso quotidiano del progresso sociale”(11).
E con parole forti dice:
“ A chi perdura ancora ad inneggiare ad una pretesa religione del lavoro da sostituirsi a quella del sovrannaturale, si risponda sdegnosi con il Faust: - No, il lavoro che non e’ altro che lavoro, viene a nausea: noi aneliamo ai rivi della vita”(12).

Sono questi alcuni sprazzi di luce che invitano ad impegnarsi nel sociale e  nel politico, ma in un cammino di azione sociale,  politica e civile, generosa, equilibrata e valida.




(1) G. TONIOLO, Dell’elemento etico quale fattore intrinseco delle leggi economiche…: Trattato di economia sociale e scritti economici, vol 2 in O.O. di G. Toniolo, serie 2, vol.2, pp.270-271.
(2) G.TONIOLO, Parole all’apertura delle giornate sociali di Milano, 1907: Democrazia Cristiana, Concetti e Indirizzi, vol. 2: O.O. Serie 3, vol.3, p. 305.
(3 G. TONIOLO,Indirizzi e concetti sociali all’esordio del secolo XX, Democrazia Cristiana, 1900, vol.2: O.O. serie 3, vol.3,  pp. 276-277.
(4)op.cit, p. 277.
(5)op.cit., p. 279
(6)op.cit., p.280
(7)op cit., p. 281
(8)op. cit., p. 281
(9) )G TONIOLO,  Se io fossi un riformatore sociale…, 1894: Democrazia e concetti .. vol.1: OO
 serie 3, vol.2, pp.237-238.
(10) op. cit. ivi, p.237.
(11) op. cit., p. 238.
(12) G.TONIOLO, L’odierno problema sociale, 1905: O.O. serie 3, vol 1, p.73.




sabato 26 gennaio 2013

Chiesa Cristianesimo e politica


Mandato politico alla Chiesa?...

La risposta racchiude idee che ci aiutano a comprendere meglio il Toniolo o che fanno da premessa - secondo me- ad ulteriori approfondimenti del suo pensiero.

E' la questione dell'autonomia nel campo politico garantita al laico e del suo legame, rispettoso del compito riservato alla Chiesa attraverso il suo Magistero  gerarchicamente costituito.(Toniolo) 
La Chiesa rispetta l'autonomia del campo politico e la liberta' di scelte responsabili del laicato.
La rivelazione, "non e' per il suo contenuto, ne' esplicitamente ne' implicitamente, una teoria politica o una guida all'azione, ma solo un messaggio di salvezza."(E.W. Boeckenforde, Mandato politico alla Chiesa?: Studi Cattolici (107) 1970, p98-105).
La trasposizione pratica del messaggio di salvezza provoca indubbi effetti sociali e politici, questi non possono pero' venir definiti e farsi scelte comportamentali definite e concrete nelle singole situazioni pratiche scavalcando la liberta' di scelta delle persone e la loro autonomia politica di scelte concrete. I comportamenti politici cioe' non sono oggetto, ma conseguenza del messaggio della rivelazione. Essi vanno riportati e confrontati con il messaggio di salvezza, ma e' solo la coscienza del singolo, illuminato dal Magistero della Chiesa che puo' determinare e tradurre quel messaggio e quella luce in scelte concrete.

La Chiesa poi non e' un potere come quelli dei regni umani, un potere  assoluto ( senza legami): se e' una monarchia dal punto di vista gerarchico, in essa tuttavia vive e opera la democrazia insegnataci da Gesu'.
( Nota poi che per Toniolo anche il regno puo' essere democrazia ispirata da Cristo - servizio).
Come la vita cristiana e' autentica se e' democratica ( il piu' forte a servizio del piu' debole), cosi' la Chiesa conserva la sua autenticita' in modo integrale se e' democrazia (servizio). Se il Cristianesimo e' ricchezza di contenuti democratici ( Toniolo), tale ricchezza deve trovarsi nella Chiesa che e' custode e annunciatrice del Vangelo. Qualora non apparissero esplicitamente attuati, cio' non toglie che essa possieda tali principi in se' in modo virtuale ed abbia in se' l'esigenza ad esplicitarli. E' cosi' che essa deve essere come un buono scriba  che trae dal suo tesoro cose nuove e vecchie per arricchirsi ed arricchire chi in essa vive e chi  a lei guarda! Il che significa che la Chiesa sara' se stessa se attua nelle sue manifestazioni esterne ed interne in maniera piena la spirito cristiano , che, essendo eminentemente democratico fara' di essa una vivente "democrazia cristiana".

( Vedi per questo il discorso di Paolo VI : L'autorita'nella Chiesa e' per il servizio ai fratelli: L'Osservatore Romano, anno CIX, 262(33.240) 13 novembre 1969, p.1).  Il suo esempio e la sua ricchezza originata da Cristo  venuto a servire pur essendo il Maestro e Signore, (Gv. 13,12-17) diffondera' nel mondo quella luce che illumina il cammino civile, culturale e politico offrendo cose vecchie e nuove per la realizzazione del mondo nella sua pienezza. 
La civilta' nella societa' e la societa' stessa sara' a sua volta autenticamente se stessa se risultera' imbevuta e realizzatrice  nei suoi membri ed istituzioni di quella democrazia cristiana (nata da Cristo) che fa si' che chi comanda e dirige sia a servizio di chi e' comandato e governato.(Toniolo)

Allora anche per questo "Cristo sara' tutto in tutti e tutti saranno in Lui". 
Questo e' il messaggio che scaturisce come conseguenza dal concetto dell'evangelicita' della democrazia propugnata da Toniolo e di quel dire che la civilta' "o sara' cristiana o non sara'".
"Sapendo queste cose, sarete felici, se le metterete in pratica" (Gv. 13,17).

Ecco allora la questione:
" Il mandato politico della Chiesa e' una pretesa teologicamente legittima, cioe' corrisponde alla missione della Chiesa secondo i dettami della rivelazione?"

Precisiamo i termini della domanda postaci.

Per politica:  
politica va intesa in senso ampio di impegno civile e sociale nella citta' terrena organizzata od 
in via di organizzazione.
Chiesa:
va intesa la Chiesa istituzionale, la Gerarchia; non la totalita' dei fedeli, Chiesa militante. 
Mandato:
e' il compito di...
Mandato politico:
non riguarda  il compito del singolo cristiano, ma della Gerarchia e della teologia come scienza della rivelazione.  
Si intende per mandato politico il diritto e il dovere di svolgere un'azione politica coordinata, la quale miri automaticamente ad un certo successo politico, di ideologia e di parte.

La missione della Chiesa:
genericamentee', secondo la rivelazione, l' annuncio del Messaggio divino diSalvezza.

Da cio' segue che
Il ministero nella Chiesa e' in primo luogo pastorale di mediazione e di trasmissione del messaggio della salvezza per le persone. Il Magistero della Chiesa e' posto al servizio della missione pastorale. Il messaggio della salvezza da mediare, da trasmettere e da conservare comporta una esigenza intrinseca che determina subordinatamente la competenza del ministero ecclesiastico quanto al suo oggetto ed al modo di operare circa la mediazione.
L'evento salvifico consiste nel fatto che gli uomini sono stati redenti e riconciliati con Dio. Esso comporta una esigenza intrinseca ed un nvito ad entrare nel rapporto vitale con Dio, che Lui stesso ha voluto instaurare ed a testimoniarlo attivamente nel mondo. Tale invito si estrinseca nell'appello alla metanoia, ( Mt. 3,2; 4, 17; Mc 1,4; Lc 10,13; 13,2 ) al rinnovamento interiore che coinvolge tutto l'uomo ( Mt. 5,7; Mc 12, 31ssgg. Lc. 10,27; Ro. 13,8 ssgg. 1 Cor. 13, 3 ssgg.) e nell'invito ad entrare in una nuova comunione di vita con Dio che vivifica la nostra speranza ed illumina la nostra azione pratica.
Di qui il compito del cristiano:


Il compito del cristiano


Il cristiano e la comunita' cristiana, di fronte al messaggio di salvezza ed all'evento salvifico, in cui si inserisce, entra in un rapporto nuovo con la realta' profana: un rapporto di liberta' e di giudizio.
1- Un rapporto di liberta'. .
La persona umana inserendosi nella linea della salvezza viene liberata dalla minaccia di un esclusivo assorbimento mondano e dalla dispersione del suo essere nel mondo, come pure dall'alienazione di credere e di agire in nome di una astratta finalita' universale. Creato a immagine di Dio, figlio di Dio nella sua esistenza concreta redenta, ha una sua specifica dignita'. Il suo posto esistenziale viene proiettato al di la' del tempo e del mondo.
Di qui la novita': egli e' sottratto alla pura immanenza, non si riduce ad un momento dell'evoluzione storica, ha una certa distanza dal mondo in cui vive, ha cioe' una profonda liberta' di fronte ad esso, liberta' di plasmarlo e di trasformarlo alla luce del divino messaggio di salvezza.- cosa impossibile in una realta'  immanente, puramente materiale e storicamente fissata nel tempo. Ecco allora l'altissimo suo compito . Egli e' chiamato a tradurre nella pratica le esigenze della sua nuova esistenza, libero dagli irretimenti profani e del tempo, apre al nuovo la realta' sociale e civile in cui vive e la proietta al di la' del momento che passa. Come?
Facendo penetrare il messaggio di salvezza nel comportamento sociale e politico proprio e della comunita'. Egli diviene il fermento vivificatore della societa' traducendo in essa il Vangelo di salvezza. La sua linea di azione e' quella di mettere in pratica lo spirito evangelico nella vita quotidiana civile e sociale ed impegnarsi a mutare in conformita' con esso la propria mente ed il proprio comportamento. ( La riforma comincia da se stesso- diceva il Toniolo).
Accettato il messaggio salvifico e convertita la propria vita, il mutamento del mondo e' una conseguenza.
 ( Cfr.: H.R. Schlette, Die Aussagen des Neuen Testaments uber den Staat: Archiv f. Rechts und Sozial-philosophie 48(1962) 179-197. 186 ssgg. 194. che interpreta in tal senso i passi  Ro. 13,1; 1 Pet. 2,13 ss.; 1Tim.6,1).
Il singolo non viene cosi' scavalcato dal Messaggio della salvezza, ma impegnato ad essere- conformemente alla sua dignita'- attore responsabile nelle decisoni concrete della sua vita storica progrediente. Il cristiano, incarnando in se' la Parola e l'evento di salvezza ricevuto attraverso il ministero della Chiesa, traduce nella realta' le esigenze vive e vitali del Messaggio di salvezza e dell'evento salvifico operato in lui, non riceve un programma politico  concreto ne' delineato e nemmeno un semplice appello all'azione politica, ma vive in conseguenza di quel nuovo che lo trasforma.

2- Un rapporto di giudizio nei confronti della realta' umana
 sociale civile e politica, in vista del suo miglioramento.

Il tipo di vita, che deriva al cristiano dall'attesa escatologica, lo pone in una situazione di giudizio che esprima la precarieta' ed incompiutezza fondamentale di ogni ordinamento umano ed anche della giustizia che vi si deve instaurare. Lo pone cioe' in situazione di conversione  e di invito alla conversione continua che egli rivolge a se stesso, agli altri, ai gruppi sociali ed alla societa' mettendone in risalto le carenze, le vanita', ipocrisie e facendosi testimone e promotore di pentimento e conversione secondo il Messaggio di Gesu'.
Conformemente a quel Messaggio egli provuove una vita di amore e di perdono,  una accettazione degli ordinamenti sociali e giuridici, ma in vista di un miglioramento di essi ed in vista di inserire in essi lo spirito del Sermone della montagna e del Comandamento dell'amore.

Cio' detto, da queste certezze deriva una linea di soluzione circa la posizione che la Chiesa "ministeriale" deve assumere di fronte alla politica.

Mandato politico alla Chiesa?...

Al tempo di Gesu' sorse un conflitto tra il messaggio di Gesu' e gli Scribi e i Farisei, un conflitto e religioso e politico. Il conflitto politico era basato  sulla premessa dell'ordinamento ebraico eminentemente teocratico, tale che ogni questione religiosa diveniva questione politica:
si fondevano insieme religione e politica che erano un tuttuno.
Diversa e' la situazione in cui la questione politica diviene questione religiosa: in questo caso non si confondono i campi, ma  l'agire politico non rispetta la dimensione religiosa dell'uomo, usurpa. E' allora che la Chiesa ha pieno diritto di esprimersi.
1- Dalla Rivelazione cristiana non risulta un incarico politico diretto alla Chiesa.

2- La Rivelazione non e' per se' annuncio della Verita' con specifica determinazione di soluzioni concrete applicate alla vita; ma dall'applicazione pratica di questo messaggio derivano soluzioni molteplici nel campo sociale e politico, che solo in caso di effetti negativi trovano un limite.
3- Le soluzioni concrete civili e politiche non sono oggetto di per se' del messaggio di salvezza, bensi' ne esigono correlazione e conformita'. Esse vengono determinate dalla riflessione e dalla ricerca ponderata e dalla decisione selettiva di cui le persone dispongono per concretizzare e mettere in atto il Messaggio di salvezza di cui sono portatrici.
Se e' vero che la Chiesa gerarchico-ministeriale trova il fondamento ed i limiti del suo mandato nella Rivelazione, se ne deduce che essa deve rimanere fedele al contenuto di questo Messaggio.
Se il Messaggio pone il Cristiano in una situazione di liberta' responsabile, la Chiesa deve rispettare questa dignita' e compito lasciato da Dio all'uomo: non e' compito della Chiesa sostituirsi ai fedeli decidendo aprioristicamente in loro vece e soffocando la liberta' di scelta cui hanno diritto di ricorrere nel loro sforzo per concretizzare la Rivelazione. Suo compito e' piuttosto quello di stimolare i fedeli e metterli in grado- attraverso l'approfondimento del Messaggio- di prendere da soli le proprie decisioni. Cio' posto,dal Messaggio annunciato si sprigiona tutta l'energia che gli e' propria.
Il mandato politico della Chiesa si riduce al rispetto di queste linee :
1- prendere atto delle conseguenze socio-politiche                                                                                                                                                                                                      che scaturiscono dal messaggio annunciato ( ad esempio i valori irrinunciabili).
2- Mediare tali conseguenze nel sociale, nel civile e nel politico attraverso l'opera dei cristiani operanti nel campo sociale-civile e politico con liberta' ed autonomia dalla Gerarchia.
3- Rispettare il pluralismo delle applicazioni del Messaggio alla vita concreta senza esclusivismi.
4- Esercitare la sorveglianza pastorale sul rispetto dei valori cristiani. Cosa che le compete dato il loro legame all'annuncio della Buona novella di cui e' custode e mediatrice.
La sorveglianza si estende al campo dei limiti dell'agire umano, al di la' dei quali non esiste piu' liberta' di azione, ma licenza e opposizione all'evento salvifico.
 .Nell'esercizio della sorveglianza la Chiesa deve parlare in termini assoluti e vincolanti, come si conviene alla proclamazione del Messaggio divino. 
 Essa si estende anche a tutte le  posizioni dei fedeli prese in base ad argomenti desunti dalla rivelazione.
In tale campo il compito della Chiesa e' solo quello di ammonire, di invitare alla saggezza cristiana, di indicare orientamenti di principio, di approvare o disapprovare sulla linea del messaggio e dell'impegno cristiano, di chiarire e di incitare a soluzioni. Ma non spetta ad essa le decisioni concrete. Non ha alcun incarico nell'ambito dei mezzi e degli scopi politici di indicare con competenza specifica la via. 
Cio' non toglie ad essa la facolta' di esprimere pareri ed incitamenti alle persone od agli uffici competenti ( ad esempio con encicliche, lettere e pastorali...).

Quando non siano rispettate le reciproche autonomie, si ha lo scadimento dell'autorita'.
E cio' in concreto
- quando non si distingue tra rivelazione e opinione.
- quando si auspica per la Chiesa il coraggio di parlare in modo contingente ed ipotetico, dimenticando che cio' sopprime l'autorita; della Gerarchia e la liberta' dei fedeli e riduce la Chiesa a semplice associazione mondana ed i laici ad una solidarieta' priva di autonomia operativa.
- quando si parla di teologia della rivoluzione o di teologia della rstaurazione,... dimenticando la radicale diversita' tra rivelazione ed ogni ordinamento politico, tra teologia ed ogni ordinamento politico. Si darebbe infatti valore assoluto a teorie ed opinioni politiche, che presentano qualche motivazione religiosa, ma che non si possono spacciare per conclusioni teologiche, snza porre con cio' stesso in questione la  teologia come scienza della Rivelazione.

Concludendo:

 Anche la Chiesa cattolica, come ogni gruppo religioso, avrebbe la tendenza ad assolutizzare, ma ne ha coscienza e si lascia docilmente condurre dallo Spirito di Gesù sulla sua strada di misericordia. 

La Chiesa non puo' con la sola sua presenza non avere un'incidenza politica, ma cio' non fa si' che essa debba affermarsi come un'entita' politica. La Chiea gerarchica ha una sua missione ed un suo compito e questo ha da svolgere. Inserita nella storia essa ne fa parte, ma il suo incidere nella politica deve rimanere nell'ambito del suo compito. Anche se la Chiesa  gerarchica negli stati secolari non ha  alcuna potesta' diretta, essa non puo' eludere questa sua testimonianza pastorale necessaria, che puo' essere causa di conflitto.
Rimane tuttavia nell'ambito del suo compito anche se la  testimonianza del suo annuncio cristiano divenisse espressione politica.
Cio' fa parte delle conseguenze possibili dell'annuncio, le quali non si identificano con l'annuncio stesso, ma ne sono realizzazione a testimonianza concreta e necessaria. 
All'annuncio cristiano si puo' e si deve accomunare un'attivita' sociale e civile -politica in tanto 
in quanto essa e' conseguenza concreta ed inevitabile dell'annuncio stesso operata da cittadini cristiani e proprio perche' cristiani. 
( Vedi E. W. Boeckenfoerde, Kirche und Politik. Zu einigen Neuerscheinungen uber das Verhaeltnis der Kirche zum Dritten Reich: Der Staat 5(1966)234 ssgg.).


***


" Il programma di una civilta' materialistica contro il cattolicesimo, unico e vero rappresentante del sovrannaturale e' l'antica opposizione secolare delle due citta', quella del mondo e quella di Dio"...(G. Toniolo )

"I beni esteriori- della ricchezza, delle garanzie sociali-civili e della potenza politica degli Stati
non sono che mezzo e presidio alla civilta', che si consuma e perenna in Dio".(G. Toniolo)



(G. Toniolo,  Indirizzi e concetti sociali all'esordire del  XX  secolo (conferenza ): Democrazia Cristiana. Concetti ed indirizzi, pp. 20; 213. 214: O.O. serie III., vol 3)



martedì 11 dicembre 2012

La politica del Padre nostro


La politica del Padre nostro.




L’azione politica del cristiano:
un segno della presenza del Regno di Dio.
Questa e’ l’idea del Beato G. Toniolo.


Né per il potere né contro di esso.
E’ la Politica del Padre Nostro.

La “politica del Padre nostro” significa dare alla gente impegnata in politica, per mezzo della Parola di Dio e dell'educazione, e nei luoghi di aggregazione, ragioni, mezzi e motivi da apportare alle soluzioni, alle scelte  e ai mezzi propri della vita impegnata nel sociale ed in politica per vivere e per combattere le proprie cause pacificamente e con uno spirito nuovo, portatore di frutti duraturi.
 “La Rivelazione non e’, per il suo contenuto, ne’ esplicitamente, ne’ implicitamente una teoria politica o una guida all’azione  ma solo un messaggio di salvezza”(1). Il che significa che i comportamenti politici non sono oggetto, ma conseguenza del messaggio rivelato; vanno quindi riportati e confrontati sul messaggio di salvezza, ma e’ solo la coscienza del singolo che puo’ determinare la traduzione di quello nelle sue scelte concrete per la costruzione della societa’ pacifica e democratica. Di qui appare l’importanza della “Politica del Padre nostro”, che anima la politica nel concreto di ogni giorno e nei suoi programmi per il futuro.  
‘Ciò che è cambiato ora, rispetto a certe situazioni del secolo diciannovesimo, è il fatto che noi oggi non siamo soltanto davanti a dei poveri, ma davanti alla povertà come fenomeno globale e strutturale.
In una società disuguale bisogna perciò domandarsi che significa oggi essere “onesti cittadini” ed “uomini politici”. In società spesso soggette all'ingiustizia, o in altre travagliate da problemi morali o in quelle in cui i diritti umani - e dei minori in particolare - sono pubblicamente e impunemente lesi, significa schierarsi in una lotta pacifica e coraggiosa per la giustizia, per creare un reale spirito di fraternità, per portare attenzione agli ultimi, per elevare la moralità pubblica. Su questo impegno scende confortante la luce del Vangelo che si concentra nella “Politica del padre nostro” e che la Chiesa chiama “sociologia cristiana”., di cui formidabile promotore fu nel XIX.mo secolo il Beato Toniolo.
La Chiesa, nella sua esperienza, è giunta a distinguere le diverse possibilità che ha un laico da quelle di un religioso o di un pastore a riguardo degli interventi nell'area politica.
Il criterio globale consiste nell’ evitare tutto ciò che può allontanare dal bene comune ed in particolare dal povero, dalla gioventù e dalla sua educazione integrale; allo stesso tempo, porta ad un atteggiamento di costruttivo dialogo con tutte le persone responsabili del bene comune, al di là della stessa loro fede religiosa e politica.
Se l’uomo “politico” e’ chiamato ad offrire una testimonianza radicale per la giustizia e la pace, a rifiutare tutto ciò che favorisce la miseria, e a cooperare con coloro che costruiscono una società più degna dell'uomo, di fatto il suo impegno sociale e politico non puo’ sgorgare che dalla sua qualità di cristiano e questo in primo luogo chiede che le parole e gli interventi abbiano come sorgente e anima viva la carità del Cristo Salvatore; come motivazione le esigenze del Vangelo e la volontà di soccorrere Cristo stesso in coloro che soffrono ingiustizia; come scopo cooperare all'affermazione del Regno, animando l'ordine temporale con lo spirito del Vangelo; come stile quello di una bontà dialogante che procede per le vie dell'amore. La politica “del Padre nostro”.
Dice a proposito Toniolo:

”Ecco il balsamo che ci preserva dalla corruzione e insieme ci avvalora d’intima fortezza, nel compito immenso e formidabile di preparare con il rinnovamento di civilta’ nel prossimo avvenire....Puo’ sorridere a questo richiamo di pieta’, in un compito si’ arduo e poderoso, chi non sa quale sublimazione di tutte le potenze umane si effettui nella conversazione con Dio (Eucaristia), e dimentica che l’incivilimento non e’ che la storia della congiunzione dell’umano col divino. Ma noi credenti sentiamo nel profondo dell’anima ed urge proclamarlo: chi definitivamente rechera’ a salvamento la societa’ presente non sara’ un diplomatico, un dotto, un eroe, bensi’ un santo, anzi una societa’ di santi.” (2)

L'unità nell'azione socio-politica è assicurata dalla coscienza del cristiano, guidata e illuminata da un riferimento fondamentale: l'amore liberatore di Cristo che si attua attraverso diversità di azioni. Qualunque cosa il cristiano faccia, quindi,  vuole essere «segno e portatore dell'amore di Dio” all’uomo, ad ogni uomo.(3)




(1)Ernst Wolfang Boekenfoerde,Mandato politico della Chiesa?: Studi cattolici 107(1970) pp 98-105.
 (2)B. GiuseppeToniolo in una Conferenza a Roma citata da Anichini, Toniolo Giuseppe, Bari, 1955,pp. 168-169.
(3)Sergio. Dall’Antonia SDB, Per una democrazia diretta, Acc. Alfonsiana Roma, Tip. Salesiana San Giorgio- Venezia, dic.1972, pp.76.


martedì 22 novembre 2011

Cristianesimo e azione politica

Riscoprendo il pensiero di Toniolo.

Analizzando lo scritto di Gianfranco Morra, "Antropologia cristiana e impegno politico", in Studi cattolici, 104 (1969) 755-761, si puo' riscoprire le linee del pensiero di Toniolo circa la questione della fecondita' del cristianesimo sulla persona che agisce sul piano sociale e politico o comunque sull'uomo di azione.

Nella visione cristiana. l'uomo, teso tra eternita' e tempo, escatologia e storia, acquista il senso del proprio essere nel riferimnento a Dio ed agli uomini. Figlio di Dio per adozione e uomo tra gli uomini, ciascuno non si esaurisce nella dimensione storica ne'in quella sociale. Infatti nel mondo egli sta con gli occhi fissi alla salvezza finale anche se vive e si conserva nella societa'. Per la sua trascendenza personale, sta al di sopra di ogni forma culturale e storica, ma anche al di sopra della societa' in cui vive, e riceve da cio' sicurezza di liberta' sull'immanente e garanzia di essere attore della cultura e del progresso sociale. Chiamato ad un destino ultramondano, e' allo stesso tempo,impegnato dalla sua fede a redimere il mondo: egli vive nell'unitarieta' con la societa' e le contingenze storiche, che si sforza di redimere ed elevare al livello della sua dimensione umana proiettata al di la' del tempo in una realta' metastorica, definitiva, trascendente.
La dinamica dell'agire umano e' retta dall'opzione dei fini, affermata secondo un ordine svelato dalla struttura stessa della persona umana: "L'uomo e' veramente un malato di Dio"; " ...Per te ci hai fatto ed il nostro cuore non trova pace finche' non riposa in Te" (Agostino).
Nell'agire umano si impone, allora, un equilibrio tra due tipi di opzione: l'opzione definitvia escatologica, che si rifa' a Dio concepito come Fine supremo e l'opzione provvisoria o subordinata alla prima che si rifa' all'impegno umano, terreno: impegno politico, sociale, civile, scientifico, culturale, economico, tecnico,...
Nella dinamica dell'agire umano si impone allora una gerarchia, cosicche' le scelte operative vanno finalizzate in modo che cio' che e' qualitativamente superiore non venga negato, misconosciuto, distrutto e sacrificato per cio' che e' qualitativamente inferiore. E cio' e' conforme alla struttura della persona umana.
Nel Cristianesimo questa dinamica e' affermata e posta come impegno vitale e operativo per ogni cirstiano.
Il Cristianesimo realizza cosi' in pienezza i parametri umani definiti dalla tensione della persona tra eternita' e tempo e dalla relazione che essa ha verso Dio e gli uomini ed attua la persona umana nel suo essere fine della societa', autonoma, responsabile e libera nel rispetto e conformita'alla legge divina, redimendo attraverso di essa la realta' in cui essa vive.
L'apparente antinomia dell'azione nel provvisorio e dell'azione per il definitivo e' superata dal cristiano nell'assumere l'impegno per il provvisorio come via alla realizzazione del definitivo.
Il Cristianesimmo da' cioe' senso all'essere ed all'agire umano, gli porge una energia nuova, lo eleva e gli dona la capacita' di produrre civilta' imperitura.
( E' il pensiero di Toniolo;vedi "L'Unione cattolica popolare italiana ,1905, p.12 e vedi L'Indirizzo dei Cattolici italiani a Sua Santita' Papa Pio X,pp.65-66; vedi tutto il pensiero di Toniolo).