mercoledì 3 aprile 2019

Cammino di civiltà e persona umana


La cultura e la civiltà nel cammino dell'umanità non può ignorare Cristo e la Chiesa.

La cultura  affina  ed esplica le molteplici doti di anima e di corpo della persona umana. Si tramanda e conserva nel tempo. E' un insieme di fattori operativi ed elementi  dinamici della vita umana, realizzazioni parziali in movimento, istituti permanenti o in via di completamento qualitativo; espressioni storiche e attività umane, che danno come risultato una forma  qualificata duratura ed incisiva alla stessa cultura,  anch’essa dinamica ed aperta ad un risultato finale unitario e poliedrico che si può chiamare civiltà umana universale e finale. A quest'ultima tende l’esistenza umana come ad un risultato finale coinvolgente e benefico. Questo risultato finale non può esser estraneo al  Cristianesimo indirizzato alla perfezione della persona umana e la cui efficacia su cultura e civiltà è elevante e feconda; il Cristianesimo infatti conduce ogni civiltà al risultato finale di una civiltà perfettamente umana, la cui perfezione è voluta da Dio.(Ad Gentes, 22; G.S. n.53)

Il pensiero di Toniolo è su questa linea e converge con il pensiero e le affermazioni del Magistero pontificio attuale (Papa Francesco) e precedenti Papi sull' influsso benefico del Vangelo e della Chiesa sulla vita umana.
Diceva, ad esempio, il papa S.Paolo VI in un suo discorso del 18 agosto 1976 ( cfr. Osservatore Romano-settimanale, anno XXIX, n. 34(1486),p.1):
" La Chiesa , che è comunione con Cristo e con Dio nello Spirito Santo, tende ad essere comunione con gli uomini, e questa comunione assume aspetti sociali concreti, il primo dei quali è quello che oggi chiamiamo preferibilmente Comunità"
Papa Francesco affermava nel messaggio per l'anno 2016:
"  L’uomo pensa di essere l’autore di sé stesso, della propria vita e della società; egli si sente autosufficiente e mira non solo a sostituirsi a Dio, ma a farne completamente a meno; di conseguenza, pensa di non dovere niente a nessuno, eccetto che a sé stesso, e pretende di avere solo diritti. Contro questa autocomprensione erronea della persona, Benedetto XVI ricordava che né l’uomo né il suo sviluppo sono capaci di darsi da sé il proprio significato ultimo ; e prima di lui Paolo VI aveva affermato che «non vi è umanesimo vero se non aperto verso l’Assoluto, nel riconoscimento di una vocazione, che offre l’idea vera della vita umana» .

Toniolo afferma esplicitamente :

Cristo entra nella storia umana e, attraverso le persone che l'accolgono realizza il Cristianesimo.
Il Cristianesimo permeando la storia umana attraverso le persone si rende presente nella società.
La società permeata dal Cristianesimo rendendosi consapevole di sè stessa e delle linee da perseguire nel realizzare se stessa, si organizza verso il suo fine ultimo e assume l'organizzazione democratica che punta alla comunità fraterna universale, all'ordine universale di civiltà, quindi al Regno di Dio.
Il Cristianesimo si rivela perciò nella realtà umana fondamento della democrazia e civiltà globale e finale, suo elemento propulsore, suo completamento.

Il pensiero di Toniolo, a modo suo, converge allora con il pensiero e le affermazioni del Magistero pontificio attuale (Papa Francesco) e precedente.


Ne cogliamo le strutture portanti:



Figura 1


figura 1-
Spiegazione:

 Il Cristianesimo influendo sulla persona penetra la società umana, la quale viene sostenuta a realizzare la civiltà finale perfetta passando attraverso le realizzazioni di una democrazia sociale, economica, civile e politica che si infutura nella democrazia di civiltà aperta al Regno di Dio.

Toniolo esprime il concetto di missione provvidenziale come appartenente ad ogni comunità nazionale , che consiste nel compito di realizzare nella storia la comunità fraterna di civiltà universale che si infutura nel Regno di Dio.

La dinamica della realizzazione della Comunità fraterna universale intesa come democrazia di civiltà aperta al Regno di Dio, si può rappresentare, seguendo il pensiero di Toniolo nel modo indicato dalla figura n. 2 (figura seguente).
.



Figura 2





figura 2-
Spiegazione:

 Il Cristo nella sua pienezza, il Corpo mistico. si fa presente nella storia umana. Realizza il Cristianesimo che permea la società con i suoi valori che sono conformi e a promozione della persona e dell'umanità intera. Le società umane prendendo coscienza di essere comunità in una realtà sociale (ordine sociale costitutivo) tenendo come criterio il fine ultimo, la fraternità universale condivisa (ordine finale ideale) si organizzano in forma democratica che è ordine sociale attivo, economico, civile, politico, che si fa ordine sociale democratico cristiano. Tale forma di società sociale democratica cristiana si apre coscientemente e operativamente all'ordine sociale universale di civiltà, in cui si realizza il Regno di Dio attraverso Cristo e, come Comunità universale fraterna, giunge, per mezzo di Cristo, a Dio.

La dinamica della democrazia di civiltà secondo il pensiero di Toniolo può esser rappresentata
dunque come nella figura 2.

NB.: Le figure seguenti (figg. 3-7) esplicano e completano i vari aspetti del pensiero di Toniolo che ruotano  attorno ai concetti espressi sopra.




Figura 3



figura 3-
Spiegazione:

Origine dell'ordine di civiltà finale:
L'uomo e il cosmo voluto da Dio è orientato a Dio. L'uomo che popola il mondo e il cosmo sono i fattori primi della vita umana, che ha come soggetto la persona. La vita umana appare come una catena di fini e di mezzi proporzionati a raggiungerli, offerti alla persona umana. Fattori primi della vita umana sono Dio come cauza e fine nella sua autorevolezza di legislatore; sono lo spirito umano, la sua coscienza individuale o soggettiva, la coscienza come guida morale e come coscienza sociale aperta al fine ultimo ed al bene comune ed infine l'idea cristiana, il Vangelo. Di qui scocca la dinamica della vita interiore e della vita esteriore umana, che vengono entrambe messe a confronto. Ne scaturisce la coscienza di sé e la conoscenza di Dio come cauza finale e legislatore autorevole . Da Dio conosciuto e dall'uomo cosciente messi a confronto nasce un rapporto, nasce il sentimento e l'idea di dovere e di fine da realizzare in quanto doveroso ed in quanto supremo. La presenza del Vangelo, come idea cristiana operativa, esige una presa di posizione nei suoi confronti. A questo punto la persona umana e con essa l'ordine sociale si qualifica e la comunità ordinata opera sostenuta dalla forza del soprannaturale. Appare l'ordine sociale finalizzato all'ordine di civiltà aperto al Regno di Dio, l'ordine di civiltà finale universale.



Figura 4




figura 4-
Spiegazione:

Toniolo esprime il concetto di missione provvidenzialecome appartenente ad ogni comunità nazionale nel compito di realizzare nella storia la comunità fraterna di civiltà universale che si infutura nel Regno di Dio.



Figura 5







figura 5
Spiegazione:

La società fornata dall'ordine sociale costitutivo e dall'ordine so-
ciale attivo, entrambi animati dal Cristianesimo, converge, passando nella vita
concreta, a1l'ordine finale, organizzandosi in ordine sociale cristiano
e ne prepara la realtà futura definitiva: l'ordine sociale positivo (voluto da Dio)
universale, di cui garante, vindice e custode è la Chiesa; esso si
chiama ordine(socia1e) di civiltà cristiana.(1)

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(1) G. TONIOLO, Introduzione a11'economia. sociale., O.O.; Serie 2,vol. 2, pp. 72- 76, 215.



Figura 6





figura 6-
Spiegazione:

La società attraverso
 l'azione economica, politica,  culturale, religiosa, illuminata dal Vangelo annunciato dalla Chiesa, si struttura in ordine sociale di civiltà aperto al Regno di Dio.



Figura 7





figura 7-
Spiegazione:

La persona umana é al centro della società umana universale e delle sue varie asociazioni minori.
Essa compone con la società, in cui si integra, la comunità umana universale.
Cristo entrando nella comunità umana, eleva e perfeziona la persona e, con essa,
tutta la compagine umana, divenendo così il vertice e l'elemento propulsore della comunità umana.
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Cfr.: G. TONIOLO, Introduzione all'economia sociale.O.O., Scrie II, vol.2,pp. 72-73.
        G. TONIOLO, L'Eucaristia e il risorgimento civile: O.O., Serie V,vol.1, pp. 72-78.
           "    , L'Eucaristia e l'avvenire della società: O.O., Serie V, vol.1, pp. 79-91



CONCLUSIONE

Ciò significa che ogni cultura non può far a meno del Cristianesimo, di Cristo e che la perfetta comunità umana, una autentica civiltà umana si ha nel cristianesimo
vivente nella Chiesa .






Ma questo è teocrazia?
 Lo stato e la politica non deve esser neutrale?

Riflettendo sul documento del Magistero cattolico sulla Libertà religiosa affermiamo che l'eticità della politica come dell'economia è una necessità per garantire la libertà della persona e la sua dignità.

Afferma la commissione teologica internazionale nel documento sulla libertà religiosa, al nr. 64-65:



"Ambiguità dello Stato moralmente neutro



La coscienza morale esige la trascendenza della verità e del bene morale: la sua libertà è definita da questo rimando, che indica precisamente ciò che la giustifica per tutti, senza poter essere proprietà disponibile di nessuno. Parlare di libertà della coscienza individuale significa parlare di un diritto sorgivo dell’umano, che non può essere amputato di questo rimando responsabile all’universale umano, sottratto all’arbitrio degli uomini. Per meno di questo non parliamo più di coscienza eticamente inviolabile, ma di un semplice rispecchiamento del mondo dato o dell’arbitrio voluto. L’istanza etica non si sovrappone alla libertà di coscienza e al bene della convivenza come un elemento opzionale o ideologico: è piuttosto la condizione della loro intrinseca armonizzazione con la dignità della persona. Il riferimento a Dio, come principio trascendente dell’istanza etica che abita il cuore dell’uomo, va inteso, ultimamente, come il limite posto ad ogni prevaricazione dell’uomo sull’uomo e il presidio di ogni convivenza fraterna dei liberi e uguali. 

Quando il posto di Dio, nella coscienza collettiva di un popolo, è occupato abusivamente dagli idoli fabbricati dall’uomo, il risultato non è una liberalità più vantaggiosa per ciascuno, bensì una schiavitù più insidiosa per tutti.

La presunta neutralità ideologica dello Stato liberale, che esclude selettivamente la libertà di una trasparente testimonianza della comunità religiosa nella sfera pubblica, apre un varco per la finta trascendenza di un’occulta ideologia del potere".

( Così la pensava pure Toniolo che affermava come la statolatria derivava dal liberismo)


"Papa Francesco ci ha messi in guardia da questa sottovalutazione dell’indifferenza religiosa: «Quando, in nome di un’ideologia, si vuole estromettere Dio dalla società, si finisce per adorare degli idoli, e ben presto l’uomo smarrisce sé stesso, la sua dignità è calpestata, i suoi diritti violati».

65. Il problema sorge, per il cristianesimo, nel momento in cui i cristiani stessi sono indotti a concepirsi come membri di una “società neutrale” che, nei principi e nei fatti, non lo è. In tal caso, la loro condizione di abitatori di comunità diverse, ma non contrapposte (la famiglia, lo Stato, la Chiesa) è indotta a tradursi nella scelta di abitare privatamente (in modo auto-referenziale) la comunità familiare ed ecclesiale, per concepirsi poi come appartenenza neutrale (non-religiosa) alla società liberale e politica. In altre parole, nel solco di questa deriva, i cristiani iniziano a vedersi, nella sfera pubblica, soltanto come membri di quella polis “moralmente neutrale” cui è capitato per caso di formarsi in un contesto storicamente cristiano. Quando i cristiani passivamente accettano questa biforcazione del loro essere in una esteriorità governata dallo Stato e una interiorità governata dalla Chiesa, essi, di fatto, hanno già rinunciato alla loro libertà di coscienza e di espressione religiosa. In nome del pluralismo della società i cristiani non possono favorire soluzioni che compromettano la tutela di esigenze etiche fondamentali per il bene comune[. Non si tratta di per sé di imporre particolari “valori confessionali”, ma di concorrere alla tutela di un bene comune che non perda di vista il riferimento vincolante della “sfera pubblica” alla verità della persona e alla dignità della convivenza umana. Come vedremo ulteriormente nei capitoli successivi, la fede cristiana ha un atteggiamento di cooperazione con lo Stato, proprio in forza della dovuta distinzione dei propri compiti, per cercare ciò che Benedetto XVI ha qualificato come “laicità positiva” nel rapporto fra l’ambito politico e quello religioso".(1)


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(1) cfr. Il documento della Commissione teologica internazionale sulla LIBERTÀ RELIGIOSA
n. 64-65: Vatican.va ,26 aprile 2019.


                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                     




mercoledì 21 novembre 2018

Sinodo e Toniolo

Alla conclusione recente del Sinodo dei Giovani
 che si è appena concluso,
 è bello ricordare le parole indirizzate ai giovani 
dal Beato G. Toniolo
 negli ultimi tempi della sua vita mortale  






“Non saremo probabilmente noi vecchi, cui la morte miete ogni dì, a dare mano solerte ed efficace alla Chiesa nell’opera più che mai divina del rinnovamento del domani in Cristo. Pensate, o carissimi giovani, che ciò spetta a voi, forse per una specialissima chiamata del Signore e del suo Vicario, e siate degni della straordinaria missione, che è tutta propria della gioventù colta d'Italia”(1).





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(1) ELENA DA PERSICOLA VITA DI GIUSEPPE TONIOLO,
EDIZIONE - EDITORI Gruppo Buona Stampa -MANTOVA
Pro Familia - MILANO Asola (Mantova) - Stab. Tip. Scalini & Carrara

con prefazione dell’Emin.mo Cardinale Pietro Maffi e  piccoli aggiornamenti lessicali e contenutistici a cura della redazione di totustuus.net II.


domenica 28 ottobre 2018

Celebrazioni del centenario del Beato Giuseppe Toniolo


Dalle Pagine dell'Unità Pastorale 
La Pieve#2 anno2018















Due amici- parenti di Pieve di Soligo mi hanno mandato queste pagine che annunciano le iniziative organizzate, realizzate o da realizzare in questo anno celebrativo del CENTENARIO dalla morte del Beato Giuseppe Toniolo.

 Spero che l'editore non se ne abbia a male di questo uso improprio di un articolo della rivista indicata sopra. 


LINK 
http://www.giuseppetoniolo.net 
https://azionecattolica.it/giuseppe-toniolo-0
http://www.istitutotoniolo.it/natura-e-finalita/storia/il-beato-toniolo/ 
http://www.beatotoniolo.it/a-pieve-di-soligo/ http://www.fondazionesantiac.org/it/testimoni/beati/toniolog 

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Un invito dell'Università Cattolica di Milano
per il 24 novembre 2018:


CONVEGNO NAZIONALE 
 ECONOMIA E SOCIETÀ PER IL BENE COMUNE La lezione di Giuseppe Toniolo 

La sua testimonianza di laico è stata vissuta in tutte le dimensioni della vita: spirituale, familiare, professionale, sociale e politica… Ci si santifica lavorando per gli altri, prolungando così nella storia l’atto creatore di Dio. 

PAPA FRANCESCO, 
48ª Settimana Sociale - Cagliari 2017 




Sabato 24 novembre 2018 Università Cattolica del Sacro Cuore Milano - Largo A. Gemelli 1 


 Vi invitiamo a partecipare al Convegno Nazionale e  a segnalare iniziative a livello diocesano e cittadino ispirate al pensiero e all’opera del Beato  



Comitato Nazionale per il Centenario del Beato Giuseppe Toniolo Comitato di Canonizzazione del Beato Giuseppe Toniolo; Istituto di Studi Superiori Giuseppe Toniolo; Università Cattolica Sacro Cuore; Azione cattolica italiana; Istituto di Diritto Internazionale della Pace Giuseppe Toniolo; Fondazione Ac scuola di santità – “Pio XI”; Diocesi di: Vittorio Veneto, Treviso e Pisa 








Ci vorrei essere anch'io, ma non essendo possibile
seguirò da ...lontano.





domenica 16 settembre 2018

Le celebrazioni nel centenario della morte del Beato G. Toniolo


Beato Giuseppe Toniolo.
(Dal manifesto del Comitato Nazionale)

Nato a Treviso il 7 marzo 1845.
Il giorno della sua morte è il 7 ottobre 1918.
Il 4 settembre è il giorno liturgico della memoria del Beato G. Toniolo.

Il 24 novembre a Milano all'Università cattolica del Sacro Cuore ci sarà una celebrazione particolare:

* Convegno nazionale
 Università Cattolica del Sacro Cuore 
Milano, 
24 novembre 2018

Il Comitato Nazionale per il Centenario
promuove l' incontro e conferenza su  


ECONOMIA E SOCIETÀ PER IL BENE COMUNE 

(dall'affisso edito dal Comitato nazionale 
per il Centenario del Beato Giuseppe Toniolo)

La lezione di Giuseppe Toniolo 
(1918-2018) 


Convegno nazionale Università Cattolica del Sacro Cuore Milano, 24 novembre 2018.


Idee guida per il Convegno:
(Dal manifesto del Comitato Nazionale)
A un secolo dalla morte di Giuseppe Toniolo, il Comitato per il centenario 1918-2018, presieduto da mons. Domenico Sorrentino, promuove a Milano per la giornata di sabato 24 novembre 2018 un convegno nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. 

 Il convegno conclude un ampio programma di iniziative organizzate nel corso dell’anno in varie parti d’Italia a testimonianza dell’attualità del pensiero e dell’azione di una figura che merita una rinnovata e approfondita considerazione.

 Al nostro presente Toniolo chiede di confrontarsi quotidianamente con il suo potente appello a rinnovare l’antico ancoraggio del sapere cristiano al principio che afferma il bene come fine ultimo della vita dell’uomo nell’intera gamma della sue espressioni, soprattutto nelle relazioni economiche e sociali.

 L’originale via alla santità del professore di economia all’Università di Pisa (segue una breve nota biografica) è stata tracciata dal dono della grazia, dalla devozione e dall’ordine morale, ispiratori di una fervida attività intellettuale e di un impegno attivo e diretto nel movimento cattolico italiano e internazionale di fine Ottocento e inizio Novecento. 


All’avanzare del capitalismo e al riemergere di nuove forme di paganesimo materialista, il pensiero e la testimonianza di vita di Toniolo hanno chiamato l’intero popolo cristiano 
– i laici impegnati, i giovani e le donne in particolare – 
a operare per costruire una società più giusta e realizzare un ordine civile fondato sull’apporto di tutte le forze sociali, economiche e politico-istituzionali.  

Il carisma spirituale di Toniolo ha definito l’orditura di un pensiero in cui si legge, anche dal punto di vista teologico, il legame tra l’umano e il divino secondo una concezione integrale e perciò cristiana della realtà. 

Le sue riflessioni e la sua esperienza di vita, i concetti cui si è applicato e le sue organiche analisi sui dati storici dell’economia e della società collocano questa grande figura di laico – pur non esente dalla datazione storica – nell’orizzonte in cui si svolge la missione della Chiesa. 

Da quest’ordine di considerazioni sul fronte di un’attualissima «teologia del vissuto» prende avvio il convegno per svolgersi poi distinguendo tre grandi aree tematiche e disciplinari coltivate dall’«economista santo».

 Ai relatori, espressione di molteplici discipline scientifiche (teologi, economisti, storici, politologi, sociologi, giuristi), viene chiesto di raffrontarsi in modo incisivo con l’attualità dei concetti guida di Toniolo. 

1
 Innanzitutto, 
i complessi legami etici tra l’attività economica, la persona umana e il ruolo che ciascuno è chiamato a svolgere in una società contemporanea in cui Toniolo vedeva avanzare, accanto al socialismo statalista, le certezze dell’individualismo positivista. 

Nella sua accezione l’economia non è una neutra scienza dell’utile, deputata a valutare il rapporto tra mezzi e fini come se gli obiettivi individuali e collettivi si possano risolvere nei rapporti concorrenziali di mercato affrancandosi dall’etica. 

L’integrazione della scienza economica nel fluire di lungo periodo della realtà storica, l’ha portato a indagare, alla luce della filosofia neoscolastica, sia le premesse dell’economia sociale, sia il rapporto tra aspetti economici e aspetti etico-giuridici della vita civile. Uno scenario in cui si realizza la sintesi tra produttività e carità, tra efficienza e giustizia, ma che sfugge a una compiuta razionalizzazione nelle forme canoniche dell’analisi economica e apre piuttosto a intensi accostamenti interdisciplinari tra le varie scienze dell’uomo.  

2
La sua forma mentis ha portato Toniolo ad aderire a una realtà in costante cambiamento e a sottoporre le sequenze di fatti e di azioni in cui si articola la società contemporanea alla valutazione di una legge morale in grado di indirizzarne e correggerne le dinamiche.  

3
Il superamento dell’antinomia tra solidarietà e mercato secondo Toniolo 
si basa 
- sull’affermazione della centralità della persona sul piano individuale e nelle libere espressioni associate,
- e sul ruolo suppletivo dello Stato a garanzia della sicurezza dei diritti. 

4
Sono pertanto le espressioni del solidarismo orizzontale e verticale ad assumere un ruolo decisivo nella generazione dei processi di sviluppo a partire dalla stretta integrazione a livello locale tra sistema produttivo, territorio e comunità umana.

5
 Secondo Toniolo la dimensione religiosa investe integralmente tutte le espressioni dell’uomo. 

6
Soprattutto l’attività lavorativa, cui egli attribuisce un ruolo centrale, ha valore in sé come esercizio di libertà e di responsabilità personale; le qualità individuali contano almeno quanto il capitale e l’agire produttivo implica un processo di apprendimento che consenta ai mezzi di corrispondere ai fini. 

7
Di conseguenza anche l’impresa si configura come una realtà sociale e produttiva complessa in cui ciascuno può fare la sua parte, ciascuno è in grado di offrire la propria collaborazione e il singolo diventa consapevole di quanto l’agire collettivo può essere complementare al bene individuale. 

8
Il profilo umano che Toniolo scorge nel capitalismo consente di esercitare il solidarismo al di fuori degli schemi economici fondati sulla scarsità e indirizza e rafforza la risposta al bisogno espresso da coloro che il mercato mette ai margini. Una aspettativa che il mondo operaio può concretizzare ridisegnando il ruolo del salariato tramite la partecipazione e fondando le relazioni sociali sulla giustizia e sulla carità cristiana. Un clima cooperativo che si sostiene sull’autonoma azione delle libere associazioni operaie, delle cooperative, delle società di mutuo soccorso.  

9
La costruzione di questo quadro armonico presuppone un ordinamento civile e democratico che affianca alle responsabilità propriamente politiche l’apporto autonomo di tutte le forze sociali, economiche e istituzionali chiamate a dare il proprio proporzionale apporto al bene comune nel nome della giustizia e della fratellanza sociale, così come propugnate dalla dottrina sociale della Chiesa.  

10
La cooperazione internazionale
Nella prospettiva di Toniolo, il dovere della solidarietà umana e la collaborazione all’incivilimento non costituiscono solo la premessa per la convivenza a livello locale o livello nazionale, ma si pongono alle basi della cooperazione internazionale e superano gli interessi delle singole nazioni.






Beato Giuseppe Toniolo Cenni biografici 
(dall'affisso edito dal Comitato nazionale e mons. Sorrentino 
per il Centenario del Beato Giuseppe Toniolo)
Nato a Treviso il 7 marzo 1845, Giuseppe Toniolo si forma in un ambiente famigliare di profonda religiosità. Conseguita la licenza liceale al collegio veneziano di S. Caterina si iscrive alla Facoltà politico-legale dell’Università di Padova dove si laurea in Diritto il 27 giugno 1867. Sotto la guida dei suoi maestri, Angelo Messedaglia, Luigi Bellavite e Luigi Luzzatti, intraprende la carriera universitaria. L’anno successivo viene nominato assistente alla cattedra giuridico-politica dell’Università di Padova; nel 1873 ottiene l’abilitazione alla docenza privata in Economia politica che professa in un istituto veneziano. Nel 1878 sposa Maria Schiratti, dalla quale avrà sette figli. Nel marzo dello stesso anno vince il concorso alla cattedra di Economia politica all’Università di Modena. L’anno successivo si trasferisce all’Università di Pisa dove insegnerà fino al 1917. Dagli anni Ottanta, la sua fervida attività intellettuale lo porta a stabilire intensi rapporti con il mondo scientifico franco-belga e ad approfondire le conoscenze sull’età medioevale al fine di documentare l’apporto della religione cattolica allo sviluppo economico e alla crescita civile. Nel contempo, sospinto dall’amico Stanislao Medolago Albani si impegna attivamente nell’ambito del movimento cattolico affrontando organicamente il problema del rapporto tra i principi cristiani e la realtà contemporanea. I suoi interessi di studio si indirizzano in particolare a declinare la prospettiva etico-spirituale nell’attività economica e nei sistemi socio-politici. Per giungere alla comprensione della realtà in tutta la sua dinamica complessità, Toniolo si applica a molteplici discipline a partire dall’analisi storica della società e delle sue strutture, e identifica nella scienza economica e nella filosofia l’intelaiatura concettuale del proprio pensiero. Propugnatore del ruolo del laicato cattolico, promuove molteplici iniziative e istituzioni scientifiche e culturali e si impegna attivamente a sostegno della presenza dei cattolici nella politica e nei vari campi dell’azione sociale a vantaggio dei ceti popolari. È promotore delle Settimane Sociali dei cattolici italiani, la prima delle quali si tiene a Pistoia nel 1907.

La lunga frequentazione dei più avanzati ambienti del movimento cattolico europeo ha consentito a Toniolo di liberarsi dalle vischiosità dell’irrisolta questione romana.

 Durante la prima guerra mondiale, con grande energia l’ormai anziano professore, si è fatto operatore di pace, proponendo di affrontare in profondità gli snodi culturali dei conflitti tra i popoli e le nazioni per trovare risposte non nei formalismi giuridici e istituzionali ma nei valori fortemente radicati nella coscienza morale. 




Il medesimo slancio creativo riconoscibile nei semi da lui posti per la futura Università Cattolica del Sacro Cuore


 Muore a Pisa il 7 ottobre 1918. Dal 1940 la sua salma riposa nel Duomo di Pieve di Soligo. 

Il 14 giugno 1971 Paolo VI ne decreta le virtù eroiche e lo dichiara Venerabile. 

A seguito del miracolo della guarigione di Francesco Bortolini, avvenuto per sua intercessione viene approvata la sua beatificazione.

E' proclamato Beato il 29 aprile 2012 nella Basilica romana di San Paolo fuori le Mura. 
S.E. il Card. Salvatore De Giorgi presiede la cerimonia di beatificazione.






















LINK 

http://www.giuseppetoniolo.net https://azionecattolica.it/giuseppe-toniolo-0 http://www.istitutotoniolo.it/natura-e-finalita/storia/il-beato-toniolo/ http://www.beatotoniolo.it/a-pieve-di-soligo/ http://www.fondazionesantiac.org/it/testimoni/beati/





lunedì 3 settembre 2018

Santita'


Un articolo interessante che ci apre 
il cuore alla speranza ed alla gioia.








La santità giovanile

Una domanda: «É ancora l’ora dei santi nel tempo dell’indifferenza religiosa, nell’epoca che tace su Dio, negli anni della “notte etica”?» La risposta più saggia è che proprio oggi è l’ora dei santi.
E questo perché tutti, oggi, desideriamo la testimonianza della vita più che delle parole, vogliamo prima constatare la coerenza della vita e poi accettiamo le parole.
«Non pensiamo solo ai Santi già beatificati o canonizzati. Lo Spirito Santo riversa santità dappertutto nel santo popolo fedele di Dio. Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio». (Gaudete et Exultate, 7)

«Sant’Ambrogio diceva: "Ogni età è matura per Cristo". La santità non è riservata a una particolare stagione della vita, ma è una realtà per tutte le stagioni. 
La venerazione ancora viva verso figure come sant’Agnese o santa Cecilia e tanti altri giovani martirizzati nelle persecuzioni dei primi secoli dell’era cristiana dimostra che la loro santità non perde mai di attualità, così come un gioiello d’oro è prezioso in ogni tempo. Il martirio, come la santità, non conosce età, così dal tempo dei Santi Innocenti fino ad oggi sono innumerevoli i santi giovani, siano essi martiri o «confessori» che restano sempre attuali.
Il 1° ottobre del 2000 è stato canonizzato un gruppo di martiri cinesi. Tra di essi ci sono alcuni giovanissimi, come i piccoli Paolo Lang Fu, di appena 7 anni, Andrea Wang Tianqing, di 9 anni, e Maria Zheng Xu di 11 anni. Anche durante la persecuzione alla fine degli anni Trenta in Spagna ci furono giovanissimi seminaristi che andarono al martirio col sorriso sulle labbra e perdonando i loro carnefici. Ma con questo non si deve pensare che la santità giovanile sia riservata solo ai martiri. Ci sono anche tanti santi «confessori », coloro, cioè, che hanno vissuto in modo eroico il Vangelo delle beatitudini vivendo una sorta di martirio incruento. Come la tredicenne Imelda Lambertini, beatificata da Leone XII nel 1824 o gli ultimi in ordine di tempo, i pastorelli Francesco e Giacinta Marto, di 11 e 10 anni, canonizzati il 13 maggio 2017 a Fatima. La loro santità vissuta da bambini non si fonda solo sul fatto di essere i veggenti della Vergine, ma anche sulla testimonianza davvero eroica delle virtù della fede, della speranza e della carità». (card. Angelo Amato)

Rivolgendosi direttamente ai giovani San Giovanni Paolo II in una delle sue prime udienze generali, il 22 novembre 1978 diceva: «Rifletteteci bene - diceva - voi giovani, che siete proprio nell’età in cui si tiene tanto ad essere belli o belle per piacere agli altri! Un giovane, una giovane devono essere belli anzitutto e soprattutto interiormente. Senza tale bellezza interiore, tutti gli altri sforzi diretti solo al corpo non faranno, né di lui né di lei, una persona veramente bella. Ed io vi auguro, figli carissimi, di essere sempre raggianti di interiore bellezza!»   

«Quanti santi, anche tra i giovani, annovera la storia della Chiesa! Nel loro amore per Dio hanno fatto risplendere le proprie virtù eroiche al cospetto del mondo, diventando modelli di vita che la Chiesa ha additato all'imitazione di tutti. Tra i molti basti ricordare: Agnese di Roma, Andreas di Phú Yên, PedroCalungsod, Giuseppina Bakhita, Teresa di Lisieux, Pier Giorgio Frassati,Marcel Callo, Francisco Castelló Aleu o ancora Kateri Tekakwitha, la giovane irochese detta "il giglio dei Mohawks". Prego il Dio tre volte Santo che, per l'intercessione di questa folla immensa di testimoni, vi renda santi, cari giovani, i santi del terzo millennio!». (san Giovanni Palo II alla XVII GMG).

La giovinezza è una tappa-chiave della vita di ogni uomo, delle nazioni e delle società, di ogni famiglia e dell'intera umanità, della Chiesa stessa. Un bene dell'umanità. Ci sono diversi passi nei Vangeli, in cui Gesù di Nazareth incontra i giovani - particolarmente suggestive sono le due risurrezioni: quella della figlia di Giairo (cfr. Lc 8,49-56) e quella del figlio della vedova di Naim (cfr. Lc 7,11-17) -; senz'altro, però, il colloquio con “il giovane ricco” è l'incontro più completo e più ricco di contenuto. Ha carattere più universale e ultratemporale. «Cristo parla così con un giovane, con un ragazzo o una ragazza - scriveva Giovanni Paolo II nella lettera apostolica Dilecti Amici - conversa in diversi luoghi della terra, in mezzo alle diverse nazioni, razze e culture. Ognuno di voi in questo colloquio è un suo potenziale interlocutore».

Giovanni Paolo II in occasione della XIX Giornata Mondiale della Gioventù del 2 aprile 2004 facendo appello al desiderio di vedere Dio, che abita il cuore di ogni uomo e di ogni donna, affermava: «Che ne siamo coscienti o no, Dio ci ha creati perché ci ama e affinché lo amassimo a nostra volta. Ecco il perché dell’insopprimibile nostalgia di Dio che l’uomo porta nel cuore: “Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto” (Sal 27, 8).
Grandi prodigi il Signore ha operato in Maria e nei Santi! Penso ad esempio aFrancesco d’Assisi e Caterina da Siena, patroni d’Italia. Penso anche a giovani splendidi come santa Gemma Galgani, san Gabriele dell’Addolorata, santa Maria Goretti, i beati Piergiorgio Frassati e Alberto Marvelli. E penso ancora ai molti ragazzi e ragazze che appartengono alla schiera dei santi "anonimi", ma che non sono anonimi per Dio. Per Lui ogni singola persona è unica, con il suo nome e il suo volto. Tutti, e voi lo sapete, siamo chiamati ad essere santi!»

«Noi facciamo consistere la santità nello stare sempre allegri», diceva il quattordicenne san Domenico Savio. Una caratteristica è certamente la gioia. Nei piccoli le virtù cristiane sono praticate con tanta spontaneità e facilità da sembrare un abito di vita fin dal loro battesimo. Questi giovani sono persone piene, colme di grazia divina e di esemplarità umana, alla scuola del Vangelo, fonte autentica di umanità.
                   
                                 Don Ferdinando Colombo




Nel centenario della morte del Beato Giuseppe Toniolo
un invito ai giovani, che tanto egli amava, a puntare verso grandi ideali che riempiono il cuore 
di speranza e di gioia.