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sabato 9 luglio 2022

Pubblicazione su Toniolo

In giugno sono stato agli Esercizi spirituali 

organizzati al castello vescovile San Martino 

di Vittorio  Veneto in Italia.



Lì ho potuto trovare una pubblicazione su Toniolo. 

Uno studio di Gianpietro Moret realizzato in dieci 

capitoletti nei quali ha raccolto il suo lavoro su 

Giuseppe Toniolo composto da diversi interventi 

sul giornale diocesano de L'Azione nell'anno 2018

 in occasione delle manifestazioni organizzate 

nel centesimo anno dalla sua morte.

Un agile libretto raccoglie questi suoi interventi 

dando alla figura del Beato e grande economista 

e sociologo G.Toniolo un valore attuale interessante.

Eccone la presentazione nel suo aspetto di copertina.





Vale la pena leggerne il prezioso contenuto.

 

venerdì 15 ottobre 2021

I libri e opere di Toniolo Pubblicazioni e opuscoli 1891

 


SCHEDA          Tradizioni.


1891   opuscolo

Le buone tradizioni 
Storia d'Italia,
Lendinara, Buffetti, 1891, 26 p.

lo trovi in

Giuseppe Toniolo,
Dei remoti fattori della potenza economica di Firenze nel medioevo. E scritti storici,
Città del Vaticano, Ed. Comitato Opera Omnia di  G.Toniolo, 1952, pp. 372 - 390

dalla collezione
 
Opera Omnia di Giuseppe Toniolo,
Serie I,
Scritti storici, vol. 4,
Città del Vaticano, (Tipografia Poliglotta Vaticana) 1952, XXIII—548 pp. 
1891: O.O. serie I, vol. 4, ppp.372- 390.


Occasione:

 è data dal libro del prof. Giacomo Schirollo:
Nuovo compendio della storia d'Italia nel Medio Evo, Lendinara,
 Lib: ed. L.Buffetti,1890.

Contenuto:
 Attraverso l'esame del libro citato, Toniolo pone in risalto le buone tradizioni della storia medioevale del nostro paese.
Fa alcune considerazioni sull'opportunità del metodo del prof. Schirollo: fare della storia oggetto di riflessione. Fa una critica alle fonti. 
Offre delle deduzioni ricavate dal libro: 
circa la funzione del Papato; 
il concetto di guelfismo e ghibellinismo; 
il rapporto tra diritto romano e ordine giuridico politico
l'ordine morale-sociale e la letteratura neoclassica; 
la civiltà italiana medioevale e la civiltà europea. 
Rivendica quindi come un'ingiusta condanna l'inferiorità intellettuale attribuita agli Italiani rispetto agli stranieri.





valore:
 
Sta tutto in questa riflessione conclusiva: "Non essere vera civiltà  fuor del cattolicesimo, né più particolarmente grandezza d'Italia, fuorché congiunta alla missione storica del Pontificato"   p. 389.








lunedì 28 ottobre 2019

Lettere - studio

Stimato studioso, scrivo, ora e di quando in quando, le singole opere di Toniolo con il loro commento come da tempo cerco di fare e saltuariamente continuerò a fare. Sono redatte in modo di scheda acciocché si possano consultare e conoscere nella loro posizione bibliografica e nella loro occasionale origine, nel loro contenuto, e nel giudizio di valore... e questo in onore del Beato Toniolo ed anche per una possibile utilità a chi studia il Beato Toniolo Giuseppe sociologo.



E
 Studi economici


scheda



Lettera

In occasione del giubileo didattico di Guglielmo Roscher
Lettera al prof. Luigi Cossa, (Pisa novembre 1888),
Bologna, Edit. Fava e Garagnani,1889, 4 p.
in
Giuseppe Toniolo,
Il periodo storico del decadimento economico: appendice,
In occasione del giubileo didattico i G. Roscher:
Storia dell'economia sociale in Toscana nel Medio evo.

da
La vita economica, v. 2,
Città del Vaticano,Ed. Comitato Opera Omnia di G: Toniolo, 1948,
pp. 565-568:

Opera Omnia di G. Toniolo
Serie I, Scritti storici, vol. 3,
Città del Vaticano,(Tipografia Poliglotta Vaticana 1948,XII—628p., 1889:
O.O.,Serie , vol. 3, pp.565—5568.


Occasione:
 il Cinquantesimo di insegnamento di G. Roscher ispirava Toniolo ad inviare uno studio a Luigi Cossa (Sintesi Storica delle vicende economiche del Comune fiorentino dal 1370 al 1530).

Contenuto:
Senza fermarsi ad alcuni aspetti dell'opera del grande studioso e senza entrare nella questione del metodo storico, valuta l'opera di Roscher nel suo complesso.
Un'opera aperta a dare un disegno magistrale delle linee dell'ordine storico di civiltà,stabilito dalla Provvidenza, attraverso lo studio e la ricerca storico-economica del Roscher.

Valore:
 presentazione dello studio storico-economico del Roscher.

,

mercoledì 4 settembre 2019

Scheda Opere di Toniolo. Economia Trattato. Dispense



Scheda

E


Economia sociale.

Trattato di Economia sociale,
La circolazione, vol. 3, (a cura di Jacopo Mazzei),Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1921, 8°, IV – 318 p.; 2a. ed.: idem, 1929, IV – 299 p.

(Opera postuma. Aggiunta di dispense sulla circolazione, lezione tenuta nell'anno accademico 1911-1912: 1a ed. IV - pp.234—318;  2a. ed, pp. 234-239;

N.B. Le dispense furono edite con questo titolo:
La circolazione della ricchezza, (concetti generali - moneta – credito-),Pisa, R. Università di Pisa, 1914, 8°, 324 p.


Si trova in
GiuseppeToniolo, Trattato di economia sociale . E scritti economici, v.5, Città del Vaticano, Comitato Opera Omnia di G.Toniolo,1952, pp. 3-405
da
Opera Omnia di Giuseppe Toniolo, Serie II, Economia e statistica, vol. 5, Città del Vaticano, Tipografia Poliglotta Vaticana, 1952, XVI, 617p., 1921: O.O., Serie II, vol. 5, pp. 3-405.




*************


Occasione: Completare il "trattato di economia sociale" (di Toniolo).

Contenuto: sono le bozze parziali di tale trattato trattenute da Toniolo. Aggiunta di appunti affrettati dell'anno accademico 1911-1912, che tuttavia sono tralasciati nell'Opera Omnia. La trattazione riguarda la circolazione della ricchezza nei suoi concetti, nelle sue leggi, nei suoi coefficienti.Lo scambio nella sua genesi storica-sociale, nel suo
sviluppo, nei suoi mezzi.

Valore: Opera postuma, riproducente le bozze rimaste in casa Toniolo, ma non tutte rivedute  allo stesso modo, né completamnnte rivedute.
Toniolo si era proposto di esporre, dopo l'ordine costitutivo e l'ordine operativo, quello che egli chiamava l'ordine finale della ricchezza, ossia il suo impiego secondo le esigenze sociali.
 In quest'ultima parte sarebbero stati trattati i vari problemi della tutela del lavoro e dell'organizzazione professionale, ma questo proposito non poté giungere ad essere realizzato.
 Il trattato manca della parte più propriamente costruttiva e conclusiva.

In questo "Trattato di economia sociale", tuttavia, il Toniolo portò un personale e positivo contributo allo studio ed alla soluzione della questione sociale.(cfr. L. Riva Sanseverino, Toniolo: EF, vol. 4, col. 1267).








domenica 10 luglio 2016

Economia e lavoro- scheda




E

scheda 


Economia sociale.

Trattato di Economia, Sociale, 
La Produzione, vol. 2,
Firenze, Libreria Editrice Fiorentina, 1909, 8°, XII-305 p.

/riedito: Trattato di economia sociale. La produzione, vol.2, Firenze, libreria Fiorentina, 1921,VIII-322p. idem, 1944, VIII-284 p./

in
Giuseppe Toniolo,
Trattato di economia sociale. E scritti economici, v. 3,
Città del Vaticano, Ed. Comitato Opera Omnia di G.Toniolo,1951,
pp. 1-535.

da
Opera Omnia di Giuseppe Toniolo, Serie II,
Economia e statistica, vol. 3,
Città del Vaticano,/Tipografia Poliglotta Vaticana/1951,XV-535 p.
1909: 0.0. , Serie II, vol. III, pp. 1-535.


Occasione:

 l’insegnamento di Toniolo nell’Universita’ di Pisa: 1879, segg.


contenuto

dopo una premessa sulle leggi economiche e sull'ordine
economico operativo svolge il tema della produzione della ricchezza in 14 capitoli.
I primi 5 capitoli, dati i concetti di base, trattano dei fattori della produzione: lavoro, natura, capitale e dei loro rapporti. Il 6° capitolo tratta della produzione e dei suoi elementi costitutivi.
I capitoli successivi trattano del progresso della produzione: 
cause della produzione progrediente,
leggi del progresso produttivo,
legge di solidarietà.


valore:       E’ uno sviluppo ed un'applicazione dei criteri direttivi e dei metodi della sociologia di  Toniolo al campo dell'economia. Alla base sta sempre la certezza:  "esser la religione il fattore determinante dell' incivili-mento"  (cfr.: A. Fanfani, Prefazione:  G.T.L’odierno problema sociologico:O.O., serie III, vol. 1, pp. XV-XVI).


martedì 5 gennaio 2016

Opera maggiore

Scheda Opere.

Dottrine sociali.

Societa'
Sociologia

 
04 settembre 2012 a Pieve di Soligo TV (IT)


Alla Beatificazione del Beato Toniolo 04.29.2012


L'odierno problema sociologico.
Studio storico critico,
Firenze, Libreria Editrice Fiorentina,1905,XVII-338 pp.

 in
Giuseppe Toniolo,
L'odierno problema sociologico, studio storico critico
/Prefo Amintore Fanfani/
Città del Vaticano, Ed. Comitato Opera Omnia di G. Toniolo,1947, 3-460 p.


da
Opera Omnia di Giuseppe Toniolo, Serie III,
Sociologia e problemi sociali /sociologici/contemporanei, vol. 1,
Città del Vaticane, Ed. Poliglotta Vaticana, 1947, XXXI-490p.

0.0. , Serie III, vol.1, pp. 3-460.


COMMENTO


Scopo:     prospettare le linee di un'autentica scienza sociologica.

Occasione: la situazione socio-culturale del tempo; il rivolgersi del movimento spiritualista verso la scienza sociale posi­tiva, sintetica, operativa,



Contenuto:  1-  "Il supremo quesito della sociologia e i doveri della
                 scienza nell'ora presente", Roma, T.U.C.E.,190128p.
                        2-  "H. Spencer nelle scuole sociologiche contemporanee",
                 Roma, T.U.C.E., 1904, 49 p.
                       3-  "Gli odierni doveri della scienza nel rinnovamento del­la sociologia"                                      /aggiunta/:           c. VII, pp. 255-381.



Fa proprie le aspirazioni della sociologia positiva, rin­negandone però il metodo. Dimostra che l'evoluzione so­ciologica si identifica con la legge dell'incivilimento cristiano.
In questo volume l'Autore dà un contributo prezioso al rinnovamento della sociologia e della cultura a Lui contemporanea. Cerca di dare, ed in realtà vi riesce,
 una migliore soluzione ai problemi più alti e decisivi della civiltà.

valore:          
Il “Trattato di economia sociale" è l'opera maggiore di Toniolo.
Benché per molti aspetti quest'opera sia superata, è tuttavia ricca di preziosi suggerimenti ancor oggi validissimi(1).
A quest'opera l'Autore assegnò il significato di ponte tra le ultime posizioni assunte da Tarde, Stein, Kidd in seno alla sociologia positivista e la posizione che, partendo da una concezione completa della realta’, non poneva da parte il Cristianesimo.
Tale posizione dell’Autore si puo’ definire visione integrale della realtà.
Tale visione integrale, secondo il Toniolo, e’ concezione cristiana ed era doverosamente da assumere dai seguaci di una sociologia sintetica e normativa.
“...E con tale significativa concezione l'opera s'inserisce davvero nella storia della sociologia" ( cfr. Premessa di Amintore Fanfani a pag XV).
------------------------------------------
(1)Serafino Majerotto, G. Toniolo:  Enciclopedia Biografica, vol.secondo,
                          Roma, Ente librario Italiano

                          –Ed.Cremona Nuova,1958, col. 552,b.

lunedì 7 dicembre 2015

Trattato La Democrazia Cristiana


SCHEDA


Democrazia


Preasentazione del Trattato 

 la Democrazia cristiana.



G. Toniolo. La democrazia cristiana,Roma, Società di cultura, 1900, 8°, 121p.
- Estratto in Riv. Intern. Di scienze soc.,anno V,14(1897)325-369;
Comprende altri due scritti :

              L'odierno movimento cattolico popolare ed il proletariato, Roma, Tip. Unione Cooperativa Editrice,1898, 8°,45 p.   / Estratto in Riv. Intern.scienze soc.,anno VI,16(1898)165-183;373-393;
              Le responsabilità sociali nell'odierno movimento cattolico popolare, Roma, Tip. Unione Cooperativa Editrice, 1898, 8°,18p. /Estratto in Riv. Intern.scienze soc.,anno VI,16(1898)3-18.

Tutto si trova   in

Toniolo Giuseppe, Democrazia Cristiana. Concetti e indirizzi, I, Città del Vaticano, Comitato Opera Omnia di G.Toniolo,1949, pp. 172. Prefazione editoriale di Alcide De Gasperi ,pp.VII-XII.

Reperibile in

  Opera Omnia di Giuseppe Toniolo, Sociologia e problemi sociologici contemporanei,OO. Serie III,vol 2,,Citta’ del Vaticano, Tipografia Poliglotta Vaticana/1949,8° ,XXIII ,345,
 alle  pp 15-172.


           
Occasione

La confusione di idee sul concetto di democrazia diede occasione a questa conferenza divenuta poi uno scritto integrato da altri due. E un'opra indirizzata ai cattolici impegnati nel campo sociale-politico. Tale opera fu promossa anche da un invito rivolto a G,Toniolo da Mons. Radini Tedeschi di svolgere opera di chiarifi­cazione e dal desiderio del Papa Leone XIII0. (Vistalli, Giuseppe Toniolo, Roma, Comitato Giuseppe Toniolo, 1954, 4°,pp. 449-451).

              il fatto.

               I cattolici nella seconda metà del secolo XIX elaborarono, promulgarono e accettarono un programma dottrinale e pratico di riforma della società. Questo programma trovò forma nelle encicliche di Leone XIII0.Da allora il programma sociale dei Cattolici ebbe il suo posto tra i partiti riformatori o agenti in campo socia­le. Ma i Cattolici operanti socialmente, presero due di­rettrici: conservatore dell'assetto sociale passato o rinnovatore. Il bisogno.
               Si sentì la necessità di tro­vare un'espressione sintetica e programmatica che unis­se le menti e l'opera dei Cattolici. Ecco apparire il nome e la idea nuova di Democrazia cristiana.

             I contrasti.

               Correnti secolari si trovarono a cozzare ed a non comprendere la nuova idea, per motivi storici e ideologici,
Era dunque necessaria una chiarificazione filosofica, religiosa, storica. E' quello che compie l'Autore svol­gendo questa tematica:
-  derivazione del concetto di Democrazia.
-  la Chiesa e la Democrazia.
-  l'elemento essenziale e l'elemento accidentale nel concetto.
-  la Democrazia anticristiana.
Questo sforzo di chiarificazione venne poi integrato da altri due scritti che danno all'opera l'aspetto di un triplice trattato con un nuovo contenuto.


                contenuto:

1- Il concetto cristiano della democrazia.
2- L'odierno movimento cattolico popolare e il proletariato.
3- Le responsabilità sociali nell'odierno movimento popolare.

                 Giudizi e loro critica.

Ciò che maggiormente colpisce in quest'opera è il concetto cristiano di democrazia. Su di esso sorsero approvazioni e dissensi.
De Gasperi Alcide così affermava nella prefazione all'opera, pp. VII-XIII: "Toniolo fu portato a definire la democrazia in senso troppo lato e vago, trascurando il carattere politico che la storia le aveva ormai assegnato. Anzi nell'urgenza di opporre allo Stato avvenire socialista un ideale cristiano, valutò forse esageratamente, come tributo di una democrazia futura, gli elementi costitutivi della democrazia comunale e corporativa medievale;  elementi reali e magnifici, ma aspetti luminosi di un'epoca della quale non si erano messi in sufficiente rilievo le ombre".
Toniolo in realtà propone un esempio: rifacendosi alla societa’ medievale, ne presenta le scoperte, realizzazioni e valori, come per dare un esempio, ma distingue bene la sostanza da ciò che è relativo e ambientale, l'assetto sociale e politico cristiano medievale, dall'ordine sociale e politico cristiano per il futuro.
Quanto ad aver trascurato "il carattere politico". Non è esatto. Ne prospetta infatti il necessario divenire con affermazioni che preannunciano assetti politici; sostiene invece l’anteriorità storica di ciò che sta all’origine di questi sviluppi della democrazia; si attiene poi alla concretezza della situazione nella quale egli scrive "Il resto viene storicamente da sé", scriverà Toniolo a Mons. G. Ballerini, ma si esige la "palingenesi cristiana":  "il popolo affrancato, onorato, elevato, educato".( Toniolo Giuseppe, Lettere,2, Città del Vaticano, Ed. Comitato Opera Omnia di G. Toniolo, 1952, lettera n. 184).
Mi pare poi opportuno notare come sarebbe stato troppo superficiale, se Toniolo avesse ridotto la Democrazia nella sua essenza a democrazia politica: un aspetto non è l'essenza di una realtà. La definizione di Toniolo ci dà l'elemento formale della Democrazia: e’ questo che a lui interessa e non gli elementi materiali o concretizzazioni necessarie e successive, che suppone o in parte suggerisce.


Teca delle reliquie  nella chiesa ove riposa il Beato


venerdì 3 ottobre 2014

Vangelo

AM

scheda 

VANGELO
  


Afferma Don  Fabio Attard  SDB:

"Il Vangelo e' guida nella ricerca di identità e di senso, illuminante per la formazione della coscienza; si presenta come modello sublime per l'autenticità dell'amore, ed offre l'orizzonte più chiaro e impegnativo alla dimensione sociale della persona".

Consapevole di questo, Toniolo educava i suoi figli alla luce di questa verità; istruiva inoltre i suoi allievi illuminando le sue affermazioni scientifiche e studi di sociologia con la forza e la luce del Vangelo. Per questo motivo tutta la sua opera e' inscindibile da questa base.

Continua F. Attard: " Il Vangelo ispira i criteri di giudizio, guida le scelte fondamentali della vita, illumina la condotta etica privata e pubblica, regola i rapporti interpersonali e indica l'orientamento dell'operare e del vivere.
La dignità della persona viene elevata nell'interazione con la fede.
Nell'incontro con la buona notizia la persona giunge al vertice dell'immagine di di Dio, che rivela alla vita il suo destino trascendente, mentre ne illumina di luce nuova tutti i diritti"(*).

Ecco la chiave di volta del pensiero di Toniolo, ecco la chiave di interpretazione del suo insegnamento.

Ma il pensiero di Toniolo e' anche più profondo e più articolato come si può cogliere dalle riflessioni che seguono.

La Parola: il Vangelo.

Per capire il significato che Toniolo dà al "Vangelo", è necessario considerarlo in connessione,con la sua normale premessa: gli scritti dell'Antico Testamento(1).
La Bibbia, afferma Toniolo, costituisce "l'antica fonte religiosa di tutta la civiltà cristiana fino ad oggi "(2) .  Essa non fu e non è un codice della civiltà, il suo scopo infatti era eminentemente religioso, tuttavia è "un insieme di insegnamenti assoluti ed immutabili" che rispecchiano "la legge eterna divina e le relazioni essenziali fra Creatore e creatura"(3); sicché, accanto ad una parte che "ebbe un valore storico relativo"(4), essa porge dall'altra "le fondamenta dell'ordine sociale e... le leggi dell'incivilimento(5)". Tali leggi, presenti nella   Parola di Dio divenuta "fatto storico"(6) (soprannaturale incarnato nell'umano), sono segnate nella Bibbia "direttamente dal dito di Dio"(7). Condividono la ricchezza e perennità della "verità religiosa, che, senza alterarsi nel suo contenuto oggettivo, si può innovare in certo senso in definitivamente... "(8). 
La Bibbia dunque per Toniolo è l'anello di congiungimento fra due immense civiltà"(9):  
quella in attesa di Cristo e quella con Cristo, "la fonte religiosa di tutta la civiltà cristiana 
fino ad oggi. "(10)
In particolare poi, il Vangelo,  "nelle sue verità immutabili e’ perfezionamento e
 sublimazione"(11) di quelle dell'A. T. ; esso è "nel suo riferimento e nelle applicazioni, 
universale e perenne: è dato cioè non ad una nazione, ma all'umanità, e vale per 
tutte le età dell'esistenza di questa nel tempo"(l2).
 Il Vangelo di cui Toniolo parla è anche da intendersi come la "dottrina di Cristo 
nella sua proclamazione e nella sua propaganda"(13). Una dottrina viva, che si può 
definire "un sistema di principi, di forze effettrici e di concrete istituzioni, aventi virtù"(l4); 
aventi cioè mordente storico, capacità operativa nella storia: sicché il Vangelo è una 
realtà storica ed insieme una "virtù divina storicamente indefettibile"(l5).
I l Vangelo è pure la buona novella fatta vita d'uomo, vivente negli uomini. 
E' infatti un'idea intellettuale che involge tutta la persona, che viene trasmessa 
da persone e che di fa esigenza di vita(l6).
I l Vangelo cioè diviene Vangelo vivente in chi lo accoglie integralmente e lo attua; 
cosicché il Vangelo "avente virtù" storica(17), si riduce in ultima analisi al cattolico autentico.
I l Vangelo è dunque certamente dottrina e legge, ma è anche il luogo "ove il dogma 
diviene precetto o norma morale e ambedue fattori di rinnovamento sociale"(18); 
ciò non può avvenire che in una dimensione, quella dell'incarnazione: nell'uomo.
Dove il Vangelo "virtù divina", "dottrina" e "legge", "dogma" e "precetto
diviene "virtù divina storicamente indefettibile" e si converte nel fatto, se 
non nel cristiano e nella Chiesa?(l9)
Se Toniolo, infatti non intendesse questo, come potrebbe parlare di "virtù divina 
storicamente indefettibile del vangelo e della Chiesa"? (20). Vangelo e 
Chiesa sono da lui in qualche modo identificati: la congiunzione "e", 
il medesimo predicato "virtù divina" attribuito ad entrambi lo esige. 
L'avverbio "storicamente" che qualifica l'indefettibile 
non può richiamare se non l'idea dell'incarnazione del divino nell'umano. 
La convinzione di Toniolo secondo cui l'idea si converte nel fatto attraverso l'uomo 
e secondo cui l'azione creatrice di civiltà è spiegata dalla dinamica dell'idea ohe si 
pone come esigenza doverosa all'azione umana, tutto ciò, fa sì che l'idea, la forza 
divina per la storia, che è il Vangelo,  si distingue realmente in dottrina dogmatica e 
morale, in "sistema di principi", di "forze effettrici" e di "concrete istituzioni", 
ma che, in ultima anali si, il Vangelo e’ per lui una totalità che si identifica 
con la natura personale sotto l'azione della grazia e della Parola di Dio. 
L'uomo redento che si lascia condurre dall'obbedienza della Fede, 
agisce nel mondo, e vive della palingenesi che opera la Buona novel­la 
accolta e trasmessa: diviene ed è Vangelo.
Il Vangelo è dunque, nel suo rapporto finale con l'uomo storico, 
con la società umana e con la storia della civiltà, il cattolico autentico, la Chiesa.

Il concetto di Vangelo in Toniolo è dunque molto complesso, 
ma si va via via incentrando in una realtà storica-umana rigenerata
dalla Gra­zia.
E’questa realtà storico-umano-divina che dà ad esso semplicità di definizione.
 Vangelo = Chiesa.


E il pensiero della Chiesa attualmente espresso da Papa Francesco e' il seguente:

Conosciamo, infatti, come nel Vangelo ci siano una forza e una tenerezza
 capaci di vincere ciò che crea infelicità e violenza. Si, nel Vangelo c’è la salvezza
 che colma i bisogni più profondi dell’uomo! Di questa salvezza — opera della misericordia
 di Dio e sua grazia — come Chiesa siamo segno e strumento, 
sacramento vivo ed efficace (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 112). 

Se così non fosse, il nostro edificio resterebbe solo un castello di carte 
e i pastori si ridurrebbero a chierici di stato, sulle cui labbra i
l popolo cercherebbe invano la freschezza e il “profumo del Vangelo” (Ibid., 39).

(dal discorso del Papa alle famiglie, 5 ottobre 2014; fonte Rete Sicomoro).



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 (1)G.TONIOLO talora chiama l'A. T. col nome improprio di "Bibbia",cfr. :
G. TONIOLO, Indirizzi del sapere contemporaneo e la Chiesa,: 0.0. Serie III, vol.2, pp. 203,203. Altrove 
invece egli intende Bibbia nel senso esatto e complessivo dei “libri riconosciuti come divinamente ispirati", 
cfr.: G. TONIOLO, Introduzione all'economia sociale0.0. , Serie II,vol.1,p.174.
(2)G. TONIOLO, id.,ivi.                                                                                                    
(3)G. TONIOLO, Indirizzi del sapere..,op.cit.,p.202.(4)G. TONIOLO, id.,p.203.                                                                       
G. TONIOLO, Introduzione all'economia s.,op. cit..,p.189: dice infatti:"nei riguardi sociali economici, raccoglie 
e designa autorevolmente una serie
di principi, di norme, di istituzioni, che porge l’addentellato a più maturi svolgimenti delle età posteriori”.
(5)G.TONIOLO, Le virtù cristiane e la sociologia0_.0. , Serie V,vol.1,p.106.
(6)G. TONIOLO,id.,p.108
(7)G.TONIOLO,id;p.106.(8)G. TONIOLO, Indirizzi del sapere...,op.cit.:loc..cit.,p.203.(9)G. TONIOLO,Introduzione all'economia s.,op.cit.,p. 189.
(10) TON IO LO, id, , p.174
(11)   G. T0N I O LO , Indirizzi del sapere contemporaneo e la Chiesa,op.cit,p.203.
(12)  G. TO N I OLO , id. , ivi.
(13)  G. TON I OLO,Cenni sulle crisi sociali e sulle corrispondenti dottrine socialistiche,
Roma,Tip. UCE.,1902, p.25.
(14)  G.  TON IO LO, id., p.  25.
(15)  G.TO N I O LO , E.C.Périn: 0.0. ,Serie I,vol.4, p.489.
(16)  G.TONIOLO, Indirizzi e., concetti s...,op.  cit.,p.489: "I cattolici desiosi null'altro che
 di affratellare sotto la legge del Vangelo..."
(17)  G.TO NI O LO,,Cenni sulle crisi soc.,oo. cit., p. 25.
(18)  G.TO N I O LO   , Prefazione al libro di A. Lucarini, Chiesa e popolo0.0. , Serie II I, vol.3,p.345.
(19)   "il sovrannaturale...quel punto di partenza, per cui l a nostra
vita diviene tramite che congiunge la terra al cielo",cfr.
G. Toniolo, Il card. Mariano Rampolla: 0.0. ,Serie V, vol. 2, p.280.
(20) E.C.Périn, op. cit.:loc.cit.,p.489.




(*) Dicastero della Pastorale giovanile salesiana, Quadro di riferimento; ATTARD F., La Pastorale Giovanile Salesiana, 2014, Roma, 3 .a ediz. extrac., Tipografia Grafisur S.L., pp.62-63.