venerdì 14 settembre 2012

Pieve di Soligo e Toniolo






Pieve di Soligo

( da Wikipedia e dal blog del Comune di Pieve di Soligo con qualche rittocco. Le foto sono mie.)

Pieve
Il termine “plebs” (pieve) anticamente indicava una giurisdizione ecclesiastica rurale nella quale era stanziata una comunità cristiana dotata di chiesa e di fonte battesimale.
In epoca alto medioevale il termine indicava anche una giurisdizione civile abitata da popolazione latina, alla quale di solito corrispondeva nelle vicinanze un abitato di origine longobarda denominato invece “fara”. 




Pieve di Soligo è un comune di 12.131 abitanti della provincia di Treviso, nel Veneto, in Italia. Di esso si hanno sporadiche notizie come insediamento fin dall’anno 1000.
Il suo territorio e’per 2/3 pianeggiante e per 1/3 collinare, bagnato dai fiumi Soligo e Lierza, Pieve di Soligo è collocato nella parte orientale del Quartier del Piave, di cui è storicamente il capoluogo.
Il colle di San Gallo, che sovrasta il paese di Soligo, chiude idealmente a nord la pianura di Pieve, assieme ai colli che dominano su Solighetto; a sud fanno da confine le colline di Collalto e Colfosco di Susegana.
L'arco delle Prealpi Bellunesi, con le sue cime (le più importanti sono quelle del Monte Cesen e del Col de Moi), incornicia a nord la piana e le colline di Pieve; questo fronte montuoso può essere valicato attraverso i passi di San Boldo e di Praderadego.

Pieve di Soligo si trova sulla Strada del Prosecco, una delle prime strade del vino create in Italia.
E' uno dei più antichi agglomerati rustici del Quartier del Piave.
 Ritrovamenti archeologici indicano un probabile insediamento già in epoca romana.
Anche la cura d'anime è ritenuta molto antica ed è assai verosimile che, all'inizio, dipendesse dal Vescovo di Oderzo, per passare poi a quello di Ceneda che nel XIII sec. la concesse ai Caminesi.
Si suppone che la parrocchia si sorta prima dell'Anno Mille.

 Il fiume Soligo divide il paese in due contrade denominate "Contà" e "Trevisan".
La storia delle due contrade si intreccia con la storia dell’origine del paese.
Civilmente, già in epoca medievale e fino al secolo scorso, Pieve risultava infatti divisa in due parti: Pieve del Trevisan, comprendente la parte a destra del fiume Soligo, che apparteneva al Circondario di Treviso, Cantone di Valdobbiadene, mentre la zona a sinistra del fiume, detta Pieve del Contà, unita alla Gastaldia di Solighetto, faceva parte del Cantone di Ceneda, Circondario di Cison di Valmarino, sotto la signoria dei Conti Caminesi di Sopra prima, e quella dei Brandolini, poi.
Queste due pievi per secoli furono oggetto di attenzione da parte di autorità religiose e civili, che intervennero più volte per dirimere le continue diatribe, sfociate talvolta anche in fatti di sangue, motivate da supposti diritti di giurisdizione che entrambe vantavano.

Questa situazione cessò, una prima volta, durante l'epoca napoleonica, quando il gen. Fiorella, a nome di Napoleone, elesse queste due contrade o Pievi sul Soligo a sede di Municipalità e del giudice di pace, ponendole nel Cantone e Distretto di Treviso.
Nel 1797, in seguito al Trattato di Campoformido, la zona detta Quartier del Piave passò, come la Repubblica Veneta, all'Austria, rimanendo sotto tale dominio fino alla Terza guerra d'indipendenza.
Fu cosi’ che anche "Pieve di Soligo" fu sotto l’Austria.
 Con l'istituzione della Provincia di Treviso il territorio delle due pievi venne a formare, con la Gastaldia di Solighetto, il Comune di Pieve di Soligo, al quale venne aggregato nel 1862 il territorio delle frazioni di Barbisano e Barbisanello e per un periodo di 17 anni, dal 1928 al 1945, venne aggiunto anche tutto il territorio dell'odierno Comune di Refrontolo.
Soprattutto nel corso dell'Ottocento il paese assunse un nuovo assetto urbanistico
e la fisionomia del piccolo borgo medievale, caratterizzato da un ponte di legno tinto di rosso coperto da una singolare tettoia, fu trasformata dalla costruzione di imponenti palazzi.

I conflitti mondiali segnarono una inevitabile battuta di arresto.

Al termine della seconda guerra mondiale, riprese nella zona il fenomeno dell'emigrazione che era iniziato negli ultimi decenni dell'800 e che si attenuò soltanto a partire dal 1970 con il passaggio da un'economia di tipo agricolo ad una tipo prevalentemente piccolo-industriale.
Proliferarono le piccole e medie aziende artigiane, le industrie meccaniche e soprattutto l'industria inerente la lavorazione del legno, l'edilizia, il terziario e il turismo.
A Pieve abito’ per lunghi periodi il sociologo e Beato Giuseppe Toniolo (1845-1918), le cui spoglie riposano nella parrocchiale. 


Il Duomo di Santa Maria Assunta.

Imponente edificio che sorge nel cuore di Pieve è il duomo intitolato a Santa Maria Assunta  monumento neoromanico (con alcuni elementi neogotici) costruito nei primi anni del XX secolo, ad opera dell'architetto Domenico Rupolo. Fu consacrata nel 1924.
 Trovano qui sepoltura le reliquie del beato Giuseppe Toniolo.
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La facciata a salienti, in laterizio, è sovrastata da cinque pinnacoli e fa intuire la struttura a tre navate degli interni.
L'opera d'arte di maggior valore in essa custodita è la pala d'altare del pittore primo-cinquecentesco Francesco da Milano, rappresentante Assunzione della Vergine e risalente al 1540.
Altre opere pittoriche degne di nota sono Crocifissione di Giovanni Possamai e Vergine con Gesù Bambino di Marta Sammartini, entrambe novecentesche.

















Il monumento ai caduti della grande guerra 1915-18





A sinistra del duomo svetta l'alto campanile, inaugurato nel 1955.




 Folclore
C'è una grande rivalità tra le due contrade, sopra ricordate, denominate "Contà" e "Trevisan", tanto che in occasione della sagra paesana chiamata "Lo Spiedo Gigante"(che nell'ottobre del 2006 ha festeggiato i 50 anni e di cui ideatore fu anche il mio defunto padre, Dall’Antonia rag. Angelo) si svolge, tra i vari eventi, anche il Tiro alla Fune che un tempo si disputava a cavallo del ponte sul Soligo.



Aspetti indimenticabili


Il reliquiario in sagrestia

Arca ove e' sepolto il Beato Toniolo e il suo busto in bronzo opera artistica di Balliana.

L'altare con la Crocifissione

La reliquia del Beato

Il duomo nel suo splendore

Il campanile





Pieve di Soligo ridente tra i colli del Piave, ai piedi delle colline, attraversata dal fiume Soligo, giaceva tra il verde dei prati e dei boschi, piccolo paese. Lì amò ritirarsi più volte Toniolo: ad ogni estate dopo il 1912.
È lì oggi la sua tomba, in marmo rosso, nella romanica chiesa parrocchiale.
Luogo di pellegrinaggio, dopo la sua beatificazione e, da sempre, punto di riflessione, di preghiera e di ripresa a sperare e ad attuare nel nostro mondo le linee di una vita sociale e politica piu' degna dell'uomo, chiamato a testimoniare il Regno di Dio che viene tra noi.


sabato 8 settembre 2012

Il 4 settembre 2012 a Pieve di Soligo

AM

La celebrazione del 4 settembre 2012.



Mi sono raccomandato a Toniolo: "E' ormai un Beato- mi son detto- e mi aiuterà!" e mi son trovato servito , si direbbe, "barba e capelli".
Ho trovato facilmente il modo di avere in uso un'auto per recarmi a Pieve alla solenne celebrazione della sera del 4 settembre. Ma non è che l'abbia proprio cercato, mi è stato accordato in un modo occasionale, direi, semplice, impensato, gentile...
"Che ci sia stata la mano del Toniolo?..."- pensai.
Ed eccoti, all'indomani, quando avrei dovuto trovare l'auto per partire al pomeriggio, ancor inaspettatamente, anzi, ... addirittura provvidenzialmente,  viene un caro confratello a interessarsi se ho trovato l'auto e mi accompagna dal responsabile, finchè non si risolve tutto e bene...
"Ma che ci sia la mano del Toniolo?..."- rifletto ancora.
E parto e vado a Pieve di Soligo.



"Di fronte al Careni ci doveva esser la Canonica...
Così era una volta quando c'era Mons. Martin..."- penso.
Ma vedo , sotto il campanello della casa di fronte al Careni, due nomi senza la dicitura di Parroco o di Cappellano... Sospetto che la Canonica sia altrove. Vado in Duomo e trovo il sacrestano che mi conforta: "No, la Canonica è proprio lì!"
Torno colà e suono. Mi apre un giovane cappellano: Don Lorenzo, che mi fa gli onori di casa e mi invita ad andare in Chiesa ove avrei trovato il Parroco.
Rifaccio la strada, ma prima bevo un bel bicchier d'acqua nel bar a fianco della Chiesa. Un Pievigino rabbioso parla con la padrona e chiede qualcosa, vuol giocare alla slot-mashine, ma ad ogni due frasi bestemmia... Non me lo sarei aspettato nel paese di un santo...Ma le persone diseducate ci sono sempre...Non intervengo per non peggiorare la situazione, dato il tipo, e saluto cortesemente a voce alta affinché anche lui senta che ci possono essere modi cortesi nel parlare...
Ed eccomi in Duomo.







 Saluto Gesu' e venero il Beato che tanto mi sta a cuore. Mi sento confortato e migliore.
Vado in sacrestia, mentre in presbiterio un coro di cantori, vestiti con tuniche rosse, canta armoniosamente, preparando la funzione. Mancano circa 20 minuti alla Santa Messa solenne.

In sacrestia ho modo di incontrare parecchi Sacerdoti e alcuni Parroci dei luoghi vicini. C'è anche Mons. Padoin. Ho il piacere di riverirlo e di ricordare che quando  ero ragazzo a Pieve, lui era Seminarista e Chierico già.
Incontro poi il Parroco, che avevo conosciuto a Roma alla Beatificazione del Toniolo.
Arriva il Vescovo Corrado ed ho il piacere di salutarlo e di scambiare un breve colloquio con lui.
Sapendomi Salesiano e presente in Romania, con mia meraviglia, mi ricorda Don Sergio Bergamin che Sua Eccellenza ha conosciuto a Campretto, in passato, quando il Vescovo era lì ancora sacerdote vicario. Mi dice di salutarlo tanto tanto e nel suo volto c'è la dolcezza di un sorriso suscitato dal ricordo piacevole di un buon Salesiano.






Poi inizia la solenne celebrazione.
La Santa Messa procede tra canti e preghiere di intenso fervore. All'omelia il Vescovo presenta la figura del Beato Toniolo come uno sposo ed un padre di famiglia esemplare ed impareggiabile, degno stimolo ed esempio da imitare nelle famiglie di oggi.









Terminata la Santa Messa, ci si reca solennemente all'arca che racchiude i resti mortali del Toniolo.
Dal Vescovo Corrado viene benedetto  il busto artistico, opera del Balliana, posto al lato destro dell'arca di marmo rosso, ove è sepolto il Beato.







Un busto a prima vista semplice, ma in realtà, se si guarda bene e da vari lati, splendido, artistico e significativo.


" Lo sguardo, in avanti, verso l'alto, vuol incitare, chi lo guarda, a puntare, nella vita, agli alti ideali, che hanno animato questa grande figura di Santo" - commentava il Parroco.
La cerimonia termina; e, dopo i saluti alle autorità ed ai presenti, si va al Cinema Careni per la presentazione delle nuove pubblicazioni sul Toniolo e la figlia.
E' ormai tardi.
Ritorno a Mogliano contento, con la bendizione di un santo a me caro.
Ho l'impressione che mi sia stato accanto.

giovedì 23 agosto 2012

Celebrazioni




Si sa che la festa liturgica del Beato Toniolo e' stata fissata per il 7 ottobre, giorno del suo passaggio da questa vita al Cielo. Tale memoria tuttavia e' celebrata in un giorno diverso nelle Diocesi di Pisa, Treviso e Vittorio Veneto. Si e' infatti preferito, in quelle Diocesi, celebrarla nel giorno del suo matrimonio con Maria Schiratti e cioè il 4 settembre. Il matrimonio fu celebrato nella chiesa del paese della sposa e cioè a Pieve di Soligo.
Quest'anno tale memoria avrà una solennità particolare a Pieve di Soligo, vedrà infatti il Vescovo Corrado celebrare la Santa Messa solenne alle ore 19 nel Duomo di Pieve.
Spero di poter concelebrare anch'io con il clero locale, sarebbe una grande grazia per me.
Nell'occasione, al cinema Careni, alle 20,30 saranno presentati due libri sul Beato:
"Il beato Toniolo, un santo laico per il terzo millennio-Per una società più cristiana e responsabile", di Piero Furlan. Il secondo libro è in memoria di Maria Pia Toniolo: "Il sorriso di un angelo- Breve profilo biografico e spirituale di suor Maria Pia della Visitazione", a cura di Mario Cutuli.

domenica 5 agosto 2012

Civilta' cristiana

schede


C

Civilta' cristiana.

La civilta' cristiana non e' ancora, ma si fa.
Essa infatti e' durevole e vera, ma progressiva; e' poi autentica purche' sgorghi dall'opera redentrice di Cristo e dalla fede in essa. E' possibile fin d'ora: non e' il sol dell'avvenire, ma del presente, anche se non si realizza perfettamente e si presenta come meta da raggiungere nella storia. Presuppone lo spirito cristiano della fede, della carita', del sacrificio espresso nelle virtu' della poverta' castita' e obbedienza.
" Invano si tenterebbe di sfuggre alla ruina... senza il ritorno a que' principi religiosi e a quelle virtu' cristiane di inestimabile virtu' sociali..." quali sono la carita' ed il sacrificio(1).

(1) TONIOLO G.,La Democrazia cristiana, concetti e indirizzi, vol 1: O.O di G. Toniolo, vol 2,p.202-203.




venerdì 1 giugno 2012

E ora?

I tempi stringono.

E ora?
Diceva il Card Tettamanzi al Parroco di Pieve di Soligo , li' nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura a Roma, era il 29 aprile c.a.:
- Speriamo che ora con Toniolo Beato non succeda quello che e' successo per altri Beati. Si e' fatto tanto per arrivare alla Beatificazione e poi tutto e' finito li'...

La speranza e' dunque che non ci si fermi. Siamo alla porta. Apriamola!
Dobbiamo presentare ora la figura di Toniolo al mondo, farla conoscere, studiarla meglio, imparare di piu' da lui. I tempi sono maturi per coglierne il messaggio e far fruttare la Dottrina sociale della Chiesa in iniziative antiche e nuove, in una vita cristiana rinnovata  e feconda nel campo dell'apostolato, in campo sociale e politico, nei settori dell'attivita' umana,... alla luce di questa figura di Beato.
Io ci sto.

lunedì 7 maggio 2012

Beatificazione



Ricordi.


28 aprile 2012.
Nelle due Diocesi sorelle, quella di Treviso e quella di Vittorio Veneto fervono i preparativi per il pellegrinaggio e la partecipazione alla Beatificazione del venerabile Giuseppe Toniolo che si effettuerà domani alle ore 10,30 nella Basilica di San Paolo fuori le mura a Roma.
Ieri, 27 aprile, il Vescovo di Treviso mons. Gianfranco Agostino, nella celebrazione della solennità di San Liberale, patrono della Diocesi, ha fatto una predica solenne nella quale parlando di San Liberale ha voluto affiancare alla grandezza spirituale del santo Patrono la figura del venerabile Toniolo esprimendo il centro vitale della loro spiritualità ed azione di vita: Gesù fondamento della Vita e della Storia, centro del mondo e di ogni autentico progresso. Egli affermava che San liberale nella semplicità della sua condizione sociale ha vissuto questa convinzione e l'ha attuata in ogni momento della sua vita, così Toniolo nella grandezza del suo sapere e del suo impegno sociopolitico e civile da vero laico cristiano e da esemplare sposo e padre ha vissuto questa realtà di fede. Asseriva pertanto il Vescovo che entrambi dimostrano così la semplicità dell'essere all'altezza della propria fede e promotori di essa in ogni condizione umana.
In realtà  come fu per  i grandi Santi della  Storia passata, la figura di Toniolo, con il suo pensiero fornisce  una teologia della storia in cui inserire l’ascesi sociale, cioè l’apostolato mirante alla restaurazione di una civiltà cristiana. Questo pensiero del futuro Beato si allinea alla speranza, alimentata dalla promessa di Fatima — "Infine, il mio Cuore Immacolato trionferà" —, di una grande conversione e di un tempo storico di trionfo della Chiesa cattolica. Il Cristianesimo da lui vissuto con ferma coerenza e da lui proposto attraverso il suo pensiero ed azione, prepara gli eroi che schiacceranno l'indifferentismo distruttore, i santi missionari dei "tempi ultimi"  che lotteranno per la realizzazione del regno di Cristo.

Il cammino del novello Beato incomincio' dal Fonte Battesimale


 e si arricchi' nella vita cristiana della citta' natale: 








... nella casa in cui crebbe, nella chiesa in cui prego' e si accosto' alla Mensa Eucaristica.




... Di tappa in tappa sali' fino alla Croce di una vita tutta dono a Dio, alla Chiesa, alla famiglia con la sua sposa Maria Schiratti, per aprirsi ai giovani ed all'umanita' inquieta, lasciando a tutti il dono della sua fede, del suo impegno sociale e umano, della sua scienza e conoscenza, del suo esempio e del suo sacrificio; dalla Croce alla gloria degli onori degli altari, perche' risplenda Cristo nel mondo.








martedì 1 maggio 2012

Il Beato Giuseppe Toniolo




"Il suo messaggio è di grande attualità, specialmente in questo tempo: il Beato Toniolo indica la via del primato della persona umana e della solidarietà."
 Egli scriveva:
 'Al di sopra degli stessi legittimi beni ed interessi delle singole nazioni e degli Stati,
vi è una nota inscindibile
che tutti li coordina ad unità,
vale a dire il dovere della solidarietà umana" (Benedetto XVI.mo).

1 maggio 2012

Noi Salesiani ricordiamo e celebriamo festosamente questo Beato anche perchè è uno dei primissimi Cooperatori Salesiani. Certamente egli non si diceva un salesiano cooperatore, come si dice adesso, ma affermava di sè ed era di fatto un "cooperatore " salesiano come Don Bosco voleva.
Consapevole di non poter fare molte pratiche di pieta', volle iscriversi ai Cooperatori salesiani.
Le cose andarono cosi'....
"Egli aveva desiderato di entrare nel terz'Ordine carmelitano, ma, avendo provato per un mese a recitare l'ufficio della Madonna, come sarebbe prescritto, non vi riuscì mai per la ristrettezza del suo tempo, ed allora desistette dal proposito, consolandosene al pensiero di essere invece cooperatore Salesiano; «ciò abbraccia» diceva, «tutti i terz'Ordini e tutte le indulgenze».
Era entusiasta dei Salesiani, e si capisce. Un giorno s'era imbattuto con Don Bosco all’Arcivescovado di Pisa e il sostenitore dei diritti degli umili e l'educatore dei figli del popolo s'erano subito intesi. Non si può pensare senza fremere di commozione all’incontro di questi due uomini di Dio, chiamati per vie diverse a farlo regnare nella società, di questi due geni divinatori dei bisogni moderni e dei nuovi sentieri dell'apostolato, di questi due italiani, che, lavorando per Gesù Cristo e per il suo trionfo, procurarono il bene d'Italia più di tanti uomini politici. All'udire che insegnava economia politica, Don Bosco gli aveva detto celiando: «Bravo, bravo, venga qui e m'insegni un po' d'economia, ne ho tanto bisogno!». L'animo di Toniolo era in festa per quell’incontro, ed egli incitò il sant'Uomo a mandare i Salesiani a Pisa.
«Ora», rispose Don Bosco, «ho la Patagonia, che mi chiede aiuti speciali e missionari».
«Creda», insistette Toniolo, «che Pisa è proprio una vera Patagonia».
Don Bosco poco dopo mandava i Salesiani a Pisa. Toniolo esultante si iscrisse subito tra i cooperatori, e aperse la sua casa ai primi visitatori, tra i quali un giorno poté ospitare anche il santo successore di Don Bosco: Don Rua."(Elena Da Persico, La vita di Giuseppe Toniolo, p. 54).

Nulla meglio dell'amore ai giovani nobilita le fatiche educative.
Toniolo amava i giovani da buon salesiano cooperatore .
Egli scriveva nei suoi "Scritti spirituali":
Devo "aver massima cura dei miei discepoli, trattandoli come sacro deposito, come amici del mio cuore, da dirigere nelle vie del Signore. Non lasciarmi guidare nelle mie azioni o nel mio contegno verso di loro da alcun motivo di amor proprio, ma solo dalla carità e dalla gloria di Dio".
Bellissimo è il termine usato nei confronti dei suoi giovani: "Amici del mio cuore"!

Le sue lettere indirizzate ai giovani sono una miniera ancor oggi.
Una miniera di spirtualita' e una ricchezza per la direzione spirtuale di tanti giovani.
Chissa' che qualcuno non le voglia rendere pubbliche stampandone stralci in un volume di spiritualita'giovanile...

sabato 14 aprile 2012

A Pieve di Soligo (TV) il Ministro Ornaghi ha ricordato Toniolo

Cominciamo a cogliere i valori del grande studioso, sociologo e cristiano..

Punti salienti che pongono in luce una visione corretta di Toniolo sono stati affermati dal ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi  in una conferenza tenuta a Pieve di Soligo al teatro Careni  il 26 marzo c.a. con queste idee:

-  Toniolo ci da' con la sua vita una lezione attualissima nel rifiuto della rassegnazione con un forte invito alla speranza e all'azione.
 Al pessimismo che porta alla rassegnazione del lasciare le cose come stanno, Toniolo scuote con il suo pensiero, soprattutto con la sua sollecitazione ad agire, a fare, a creare , ad associarsi, ad applicare concretamente il criterio di sussidiarieta'. Toniolo rifiuta il rimpianto, che fa perdere l'impegno, la rassegnazione, che disperde le energie. Il suo pensiero diviene con la sua vita una spinta continua e piena di speranza all'azione.

-  Come primo grnade economista e politologo cattolico, afferma una politica genuina ed efficace: quella che non opprime la societa', ma ci lavora dal di dentro per renderla efficiente, migliore, umana.

- Presentando la democrazia come un valore irrinunciabile, non cade nell'equivoco di svilirla e renderla un fantasma di se' stessa, risolvendola in  procedure ed in competizioni tra partiti.
In Toniolo c'e' una concezione altissima e validissima di democrazia. Oggi abbiamo perso  il calore della parola di democrazia, quel calore che vibrava in chi la sosteneva. L'abbiamo perso soprattutto perche' consideriamo la democrazia soltanto sul versante politico. Toniolo la vedeva, invece anche e soprattutto, su quello sociale.
"In questo senso Toniolo parlava spesso di una democrazia cristiana, cioe' di una democrazia che doveva trovare nei principi cristiani la forza del suo sviluppo".(1)

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(1) vedi Francesco Dal Mas, Fu un uomo di azione e speranza: L'Azione, 1 aprile 2012, pag.11.)
      vedi pure , Anteprima: Toniolo al cuore della politica: http://www. Avvenire. it,   15 aprile 2015, 
ove tra l'altro si dice:
"In particolare, per la tempestività e la precisione con cui Toniolo vede legate in modo interdipendente – oltre che indissolubile, se si tiene ben presente la naturale “socialità” dell’essere umano – le vicende della moderna economia di mercato e quelle della democrazia. La cooperazione, e in specie il “credito popolare”, di un tale nesso fra democrazia ed economia sono una delle garanzie più stabili e stabilizzanti; sono uno dei fattori più importanti e decisivi. Senza cooperazione (senza sussidiarietà e solidarietà, diremmo oggi), la democrazia non può che essere in affanno. Lo è rispetto allo sviluppo economico e a ogni sistema di welfare, anche quando non sia intollerabilmente onnivoro e falsamente eguagliatore". 
Ed ove si propone Toniolo come esempio per l'uomo di cultura che attraverso la scienza e la fede vuol arrivare alla sapienza. E lo si pone in parallelo con il pensiero e la figura di Newmann.

mercoledì 4 aprile 2012

Cristianesimo e civilta'



C
(schede)


La via storico-vitale del Cristianesimo nel risanamento della societa' e nella sua rigenerazione o palingenesi.

"Il Cristanesimo trasse la verita' liberatrice" dell'uomo e della societa'  "dalle sublimnita' del sovrannaturale rivelato".

"Inizio' l'opera risanatrice mediante una istituzione, la Chiesa".

"Sprigiono' dal seno dell'umana convivenza energie affatto nuove per la loro efficacia morale-religiosa e per la loro fonte e direzione", le quali "salivano su dall'uomo interiore e dai primi filamenti della vita sociale".

Il che significa che il Cristianesimo storico presento' la Verita' fondata sulla Parola di Dio vivente, che si rivelo' e manifesto' storicamente in Gesu'. Rigenero' l'uomo interiore e gli elementi costitutivi della vita sociale. Raduno' i credenti in " una istituzione originale": la Chiesa (p.18).
Di qui scaturi' una energia di compenetrazione della Religione nella vita civile e politica dei popoli, la cui origine prima fu, dunque, il Vangelo (p.19).
Il Vangelo risulta allora l'energia storico-vitale operante nella realta' attraverso il Cristianesimo storico. Esso, attraverso la storia opera sulla societa' producendo frutti di civilta' perenne.(1)


C
(schede)


L'efficacia del Cristianesimo
percorre la via della vita cristiana intesa come carita' integrale vivente.
Egli dice infatti:
"La carita' completa e non surroga la giustizia". Ma la giustizia senza la carita' non risana e forse aspreggia (rende aspre) le piaghe sociali." La carita' e' come "il sangue dispensatore della vita". ..."Gli alti ideali, i vigorosi impulsi, la diffusione perenne dell'incivilimento si allenterebbero, verrebbero meno con lo spegnersi del fuoco sacro della carita'"
... Del resto, un'ora suprema s'avvicina, ed e' quella in cui il Cattolicesimo con il Pontificato affrontera' la nuova invasione barbarica del socialismo e sciogliera' novellamente in Cristo e per Cristo tutti i problemi sociali. Ma si richiede una inondazione di amore. Quel giorno segnera' il trionfo della Chiesa e del Pontificato..."(2).

Il Cristianesimo e' dunque la forza vera e autentica che puo' operare efficacenmente nella societa', per ricomporla, risanarla e rinnovare le sue energie creatrtici di civilta' rendendole perenni. Esso si attua e si esprime atteraverso la vita qualificativamente cristiana, che si presenta come una "inondazione di amore" nel mondo.


Al mondo, che attende la soluzione dei problemi sociali-umani dalla sola giustizia e dall'uomo, fattosi guida a se stesso, Toniolo dice con chiarezza

 che l'unica soluzione e' data dalla giustizia animata e completata dalla carita';

che la vera soluzione che salvera' la societa' e' quella costituita dai cristiani, che, in una comunita' di fede e di vita gerarchicamente servita e guidata e illuminata, nella Chiesa, attuano pienamente il segno additato da Cristo per riconoscere i suoi discepoli: " la figlia primogenita della fede (p.451): la carita'.

A chi rivendica la soluzione dei problemi sociali e di civilta' nel potere e nella forza della violenza o della rivoluzione e dei loro metodi, Toniolo dice che la soluzione sta nei Cristiani autentici e che i metodi non sono una "inondazione di sangue", ma in una "inondazione di amore".(3)

E' cosi' che il Cristianesimo presuppone  la realta' umana e i suoi valori, ma li permea e li rende fecondi.
Il Cristianesimo storicamente permea i valori umani e li eleva al di sopra di ogni contingenza storica  e li infutura in un modo di essere sovra storico e sovra temporale.
Il Cristianesimo storico permeando i valori umani  permea pure la societa' che in esso (Cristianesimo) si trovera' non solo a suo agio, ma rigenerata in meglio.
Esso, permeando in modo speciale i valori di altissimo significato: ragione, responsabilita', liberta', da cui scaturisce il diritto internazionale, avvalora giustifica, rende  doveroso  e da' solidita' perenne allo stesso diritto internazionale rendendolo  universale.
Ne consegue inoltre che il valore di democrazia  sostenuta dal carattere di fraternita', trova forza maggiore dalla paternita' divina sostenuta dal Cristianesimo che unisce ed eleva ciascuna persona e tutti i popoli, "a qualunque scuola o partito" appartengano.
E' per questo che
se ami la societa' umana nella sua forma democratica, non puoi dire se non che essa non puo' non essere cristiana.
Se ami la civilta' umana, non puoi dire se non che essa deve essere cristiana(4).



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(schede)

La Chiesa poi e' l'organismo vivente del Cristianesimo storico.
Ora, "il Cristianesimo non e' la forma piu' eletta del popolo civile, nelle eta' passate, ma e' la civilta' tutta quanta, la civilta' di ieri e quella di domani:
"tutto il bene di ieri, di oggi e di domani e' nel cristianesimo".
E' cosi' che il Cristianesimo storico non si riduce ad un fatto di civilta' passata.
Il Cristianesimo infatti e la civilta' che lo esprime si va progressivamente realizzando secondo una linea ben chiara ed un contenuto ben determinato gia' precostituito e virtualmente sempre presente, ma concretamente ancora implicito e quindi necessitante di progressiva esplicitazione.
Cio' condiziona la Chiesa, organismo del Cristianesimo, a dover  fare continua revisione di se' per rendersi conto se attua  cio' che possiede ed e': "la civilta' di ieri e quella di domani".
Se poi " tutto il buono di ieri, di oggi di domani e' nel Cristianesimo" ne segue che

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(schede)

La Chiesa, che e' da intendersi nella globalita' di realta' organica e gerarchica del Cristianesimo storico, custode essa stessa del Cristianesimo, mediante "la fede, informatrice della morale", opera, 'nell'esercizio costante della sua autorita' dottrinale e pratica in  ordine alla rivelazione ed ai suoi fini soprannaturali"
" a quotidiano contatto della ragione e della coscienza dell'uomo e delle nazioni".
  Diviene cosi' un coefficiente intrinseco della civilta' ed " un coefficiente bensi' estrinseco, ma profondo e continuato della formazione e del progresso della scienza, sicche' tutto cio' che nella fede e' virtu' operativa, si riflette sull'attuazione della civilta' storica , "merce' il connubio della fede divina e del sapere umano" , connubio operato dalla Chiesa e riversato nell'azione umana.(5)
La Chiesa in questo suo compito, influsso e azione  nella storia della civilta', assume una funzione di guida che oltrepassa la durata storica dei mezzi e delle energie naturali, per cui essa si presenta di fronte ad esse sempre libera, capace di disporne e di farne a meno, capace di opporsi e di vincerle.
Il suo oltre-potere o la sua efficacia e' il divino presente in essa; e' il suo persistere nella storia nonostante le vicissitudini umane e il flusso dei fatti storici.



D
(schede)

 Dio, per Toniolo, e' il Dio della storia, Cristo e' l'alfa e l'omega della Storia, il vertice della civilta' umana; percio' non vi puo' essere civilta' che non sia cristiana e  non si puo' arrivare alla civilta' senza la Chiesa"organismo del Cristianesimo".
Egli afferma di conseguenza che "il pensiero cristiano e' l'essenza della civilta', di qualunque vera civilta' " e che" non c'e' idea bella e sana e sublime che non si isterilisca se non e' passata attraverso le viscere feconde del popolo" di Cristo(6).



D
(schede)


Se la democrazia e' certamente legge per l'incivilimento, la Chiesa la persegue, tuttavia senza legarsi a nessuna  direzione...: per lei democrazia non va ne' a Mosca, ne' a Roma, ma verso la conformita' alla vera civilta', che e' quella cristiana, la cui legge e' l'amore del Padre in Cristo (7).






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(1) G. Toniolo, Problemi ed ammaestramenti sociali dell'eta' Constantiniana, 1913:
Opera Omnia, serie 1, vol 1, pp. 18-19.
(2) G. Toniolo,Per la storia della carita' in Italia,1893:Opera Omnia, serie 1, vol.4, p.453.
(3) G. Toniolo, op. cit, p. 453.
(4)G. Toniolo, Lineamenti di un istituto cattolico di diritto internazionale, 1917: Opera Omnia, Serie 4, vol.3, p.205.
(5) G. Toniolo, Indirizzi del sapere contemporaneo e la Chiesa, 1911: Opera Omnia, Serie 5, vol.2, pp.192. 206. -
(6)G. Toniolo, Parole di apertura delle giornate sociali di Milano, 1907: Democrazia Cristiana. Concetti ed indirizzi, vol 2: Opera Omnia, Serie 3, vol. 3, p. 307. Potrei dire che questa e' la base teologica, indicataci da Toniolo, per il cosidetto `Cristianesimo anonimo`, che tuttavia apre la via alla salvezza eterna.(Gaudium et Spes c.IV)
(7) G. Toniolo, Democrazia cristiana, Concetti e indirizzi, vol 1: Opera Omnia, Serie 3, vol. 2, pp.135-136.

Civilta' e Cristianesimo

C
(schede)


La fede cristiana, nella sua  realizzazione storica della Parola di Dio, e' un credo efficace storico, vivente, che si identifica con la Chiesa ed opera nella societa' attraverso i suoi membri, mettendo in mostra un fatto storico creativo e sorprendente: il Cristianesimo fattore di civilta' perenne e percio' stesso civilta' cristiana.
Dice infatti Toniolo:
Il "cristianesimo storico vivente", frutto del "sovrannaturale divino rivelato e sua evoluzione storica perfetta", "nel suo cammino millennario, dietro la guida luminosa della fede, rinnovo' le idee, il sentire, il costume, il diritto, le istituzioni private e pubbliche, l'ordine sociale, il genio delle nazioni, la solidarieta' universale degli umani, riuscendo infine a generare quell'unica civilta' perenne, indefinitamente progressiva, che reca con se' il germe e il succo della immortalita', qual e' la civilta' cristiana."(1)


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(1) G. Toniolo, Il dovere dei giovani, 1915 : Iniziative culturali e di Azione Cattolica,  Opera Omnia,  Citta' del Vaticano, 1951, Serie 1, vol.4, p. 468.

Associazionismo


A
(scheda)

L'associazionismo operaio in Toniolo.

U­na delle sue accuse all'assetto sociale del capitalismo liberista riguardava l' "atomizzazione" della società. Una società for­mata da individui isolati dove il più forte inevitabilmente domi­nava. Bisognava ricostruire la compagine sociale.Ma se si esclude la violenza del­la rivoluzione e la lotta di clas­se, come ottenere questi obiet­tivi? La via per giungervi, se­condo il Toniolo, non era certo la rivoluzione civile e neanche tanto l'intervento dello Stato, che non escludeva, ma l'iniziativa dei soggetti interessati, lavoratori e proprietari, che si dovevano as­sociare per poter creare dei sog­getti capaci di stabilire giusti contratti, validi per tutti e rapporti socio-politici costruttivi. L'in­tervento dello Stato era neces­sario, ma per sancire a livello le­gislativo ciò che era stato rag­giunto dalle iniziative che par­tivano dalla base. Fu questo il punto sul quale egli insistette maggiormente.