sabato 8 luglio 2017

Papa Francesco e Toniolo , prospettive...

Una nuova democrazia internazionale-mondiale?

Un confronto e un approfondimento .






Papa Francesco invita ad attivare una nuova era di sviluppo innovativa, interconnessa, sostenibile, rispettosa dell’ambiente e inclusiva di tutti i popoli e di tutte le persone.

( Vedi  Accorato” appello del Papa ai leader del G20
Lettera di papa Francesco alla cancelliera tedesca Angela Merkel, in Zenit
7 luglio 2017)


Se e’ vero come ricorda Papa Francesco che la realta’ e’ piu’ importante delle idee, le idee pratico-attuative realizzano quella realta’. Ecco alloral'opportunita' di riandare al Pensiero di Toniolo che sostiene e indirizza alle realizzazioni di quella realta’ piu’ importante delle idee: quella nuova era di sviluppo innovativa, interconnessa, sostenibile, rispettosa dell’ambiente e inclusiva di tutti i popoli e di tutte le persone, che risponde alla dignita’ umana ed alle esigenze della persona.

 Papa Francesco afferma :

"La realtà è più importante dell’idea. Le tragiche ideologie della prima metà del secolo XX sono state sostituite dalle nuove ideologie dell’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria (cfr. EG, 56). Esse lasciano una scia dolorosa di esclusione e di scarto, e anche di morte. Nei successi politici ed economici, invece, che pure non sono mancati nel secolo scorso, si riscontra sempre un sano e prudente pragmatismo, guidato dal primato dell’essere umano e dalla ricerca di integrare e di coordinare realtà diverse e a volte contrastanti, a partire dal rispetto di ogni singolo cittadino. In tale senso, prego Dio che il Vertice di Amburgo sia illuminato dall’esempio di leader europei e mondiali che hanno privilegiato sempre il dialogo e la ricerca di soluzioni comuni: Schuman, De Gasperi, Adenauer, Monnet e tanti altri."
...Noi potremmo vedere in quei „tanti altri”, l’eminente pensiero del Beato Toniolo.
Egli parlando della democrazia come elemento di civilta’ futura afferma:





• Il tipo di democrazia a regime parlamentare puro, o regime parlamentare elettivo, manipolato da blocchi partitici, ha condotto ad una democrazia per nulla rispondente alle esigenze della dignità della persona, la quale in molti paesi e circostanze si sente manipolata e insoddisfatta nelle sue reali esigenze ed incerta sul futuro(1).
Questo succede quando si è confusa la democrazia politica con la democrazia sociale: la sostanza della democrazia (democrazia sociale)  è subordinata a ciò che di essa è solo una parte (democrazia politica) ;  e quando non si è capito il concetto di autorità e di libertà e il loro rapporto.

In questa situazione, afferma il Beato Toniolo, si sente allora il bisogno di trovare un nuovo "ancoraggio "(per sanare il senso di sfiducia nato da una politica parolaia, che conduce al naufragio della democrazia.
Si invoca una "rivoluzione culturale" di fronte ad un'autorità che si fonda solo "sulla prassi, o su rapporti di forza, o di diritto formale", senza una precisa coscienza di servizio alla società e in speciale alla povera gente.
Si sostiene la necessità, di un potere veramente democratico. 
Sembra inoltre a lui che la Comunità ecclesiale con la sua storia e libertà abbia da dire una parola nuova su questo problema.

In questo modoToniolo sembra inquadrare linee portanti del nostro problema...

E' il caso di domandarsi  allora se la chiarificazioni di Toniolo circa la democrazia, se il suo dire che la vera democrazia nasce dalla croce ed è servizio, se il suo porre alla base di ogni democrazia la democrazia sociale, se la sua soluzione democratico-politica che prospetta una sociocrazia, non sia la soluzione migliore alle incercertezze del momento.

•        Si invoca una democrazia che sia veramente a livello di base, che investa tutti i campi della vita: da quello economico, a quello politico, sociale, internazionale.
•        Anche oggi si parla di democrazia come "potere degli esclusi",
a cui già pensava Toniolo, quando, presentando Georges Goyau e trattando della sua morte riferiva le sue parole oscure dette prima di morire: "Pregate per i popoli che non sono!".
E la soluzione che indicava Toniolo al contrario di quella di Goyoau, la sua dottrina era ed e' ancora costruttrice, aperta al futuro, potremmo dire perenne.

Egli ha prospettato la soluzione del problema accennato, partendo dall'autoelevazione e, attraverso un' educazione e riforma tenace partita dal basso, ha promosso il senso della solidarietà e del servizio, indicando la spinta e lo sviluppo nella democrazia arricchita dai valori scaturiti dal Vangelo. Ha introdotto cosi’la aprospettiva di una democrazia, che,solo in quanto non è attuata o in quanto non è compresa, è osteggiata e diffidata, ma che in realta' e' la democrazia che ora disperatamente si cerca.

-      La dottrina di Toniolo sulla democrazia come lo strumento di una civilta’autentica e progressiva perche' cristiana è il risultato di tutto il suo piano di studio. Il concetto di civilta’democratica e cristiana è il vertice della sua opera di studioso, quella che lo ha fatto entrare più a fondo nel campo scientifico e lo ha indicato come uno dei maestri, se non il fondatore  della scuola sociologica in Italia.

La dottrina etico-filosofica, illuminata dal Vangelo e comprovata dai fatti in larga misura, deve stare alla base di ogni azione sociale - così la pensava Toniolo- e fu quindi la guida della sua stessa azione sociale e della sua idea politica . 
Ogni problema economico, civile, politico risaliva per Toniolo ad un problema etico-religioso(2). La storia,che è di grande aiuto all'economia, gli poneva di fronte il cristianesimo generatore di un mondo nuovo di idee e di energie; gli indicava inoltre nella Chiesa l'apportatrice dei valori evangelici per realizzare l’autentica civiltà.
Nella scienza filosofica scorgeva un'alleata, capace di aprire la via alla scoperta di un bisogno di assoluto e, al di là di esso, l'esistenza di quel valore assoluto ricercato.
Al di sopra della scienza trovava una luce per non smarrirsi: la fede.
Riconosceva infine nelle parole di Cristo "quando sarò elevato tutto trarrò a me!" (3), il "lampo che dà unità a tutta la storia della civiltà"(4). Egli incentrava cosi’ tutta la sua dottrina sociale e tutta la realtà in Cristo e proclamava Cristo fine della persona e della società, chiave della storia e fulcro della civiltà.
Avveniva così che lo scienziato incontrasse il cattolico e Toniolo divenisse un apologeta.
Toniolo richiamava ogni uomo ed ogni gruppo sociale alla realtà predicata dal Vangelo e sperata dal popolo credente che è la Chiesa. Egli affermava che la persona e la società intera avrà la salvezza entrando in una storia, in una vita, in una esperienza nuova: quella cristiana.
Poneva con chiarezza questo messaggio:
 'Il cristiano nel mondo non deve costruire la sua vita spirituale secondo i dettami del secolo nel quale vive, ma seguendo quelli dati dalla Chiesa, in cui Cristo rimane sorgente di santità; deve d'altra parte strutturare la sua vita sociale su due dimensioni convergenti: la dimensione umana, che gli è propria e nella quale vive, e la dimensione divina, che è quella a cui è chiamato e che gli viene da Dio attraverso la Chiesa;  sicché Cristo sorgente di una nuova interiorità umana è anche motivo di ogni autentico progresso di civiltà.'
Di qui appare perciò nel suo pensiero l'idea di civiltà cristiana; 
e si delinea pure la figura del laico.
E’ quest'ultima la visione di un uomo inserito nel mondo, come ogni altro uomo; inserito nella vita sociale e nell'impegno per il progresso civile; senza alcuna particolarità che lo distingua, se non quella di rispecchiare nella sua vita le esigenze del Regno. Il laico appare colui che ha come primo campo d'azione il mondo in cui vive e che deve elevare (santificare) sicche’l’autonomia della realta’ secolare sia coordinata all'ultimo risultato finale a cui è destinata la storia e la realtà: tutto sia ricapitolato in Cristo(5)

Al contrario, Toniolo considerava la separazione della dottrina sociale dal cristianesimo la causa di una degenerazione dell'ordine etico-giuridico che infine si ripercuote nella degenerazione dell'ordine economico e quindi nella degenerazione degli ordini politici. Per Toniolo infatti ogni problema economico è destinato a farsi problema giuridico-civile, politico, sociale, etico, religioso.

Da queste convinzioni Toniolo deduceva la necessita' di due scelte concrete. La prima, una vita storica ricca di valori (civiltà) posta al servizio degli umili (ordine sociale democratico). La seconda scelta doveva essere quella di vivere Cristo in una società redenta (ordine sociale cristiano): sicché le persone e i gruppi sociali, animati da una sola fede, speranza e amore, costituissero il corpo visibile di Gesù,iniziando già, in germe, ad essere la comunità perfetta dei tempi lontani, quelli ultimi, in cui saremo nell'amore di Dio(6) (ordine sociale di civiltà cristiana).

Tutta la dottrina di Toniolo sulla società e sulla civiltà è in realta’, dunque, la costruzione di un credente. Per l'ateo e per il razionalista Toniolo non può interessare: le sue parole hanno alcunché di insignificante o, al più, sono un tentativo filosofico-scientifico, un'ipotesi tra le tante, ricca per di più di alquanto romanticismo (7).

Per il credente le affermazioni di Toniolo sono invece un'inquietudine;
 per il cattolico sono una rivelazione; 
per chi l'ha accostato furono invito ad un impegno nella vita personale, civile, sociale e politica più profondo e vitale; nella speranza di poter finalmente costruire un mondo fatto nuovo più civile, piu’ umano, piu’ solidale , piu’ universale e di civilta’, perche’ piu’ cristiano(8).  

….E dice Papa Francesco nella sua lettera al G 20 del 7 luglio 2017:  
 In tale senso, prego Dio che il Vertice di Amburgo sia illuminato dall’esempio di leader europei e mondiali che hanno privilegiato sempre il dialogo e la ricerca di soluzioni comuni: Schuman, De Gasperi, Adenauer, Monnet
 e tanti altri."(9)








...Noi potremmo vedere in quei „tanti altri”, l’eminente pensiero del Beato Toniolo.

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(1) F. VITO, Gli scritti politici di Giuseppe Toniolo: Vita e pensiero, 40 (1957) 837.

(2) G. TONIOLO, L'Unione fra le donne cattoliche d'Italia: 0.0.,Serie IV, vol.3,p,299: "qualunque rinnovamento ha origine da un ridestarsi della pietà religiosa, fonte ed alimento di fede e di carità, nonché di ogni operosità salutare e progressiva".
G. TONIOLO, La genesi storica dell'odierna crisi sociale econonomica:0.0., Seriel, vol.1, p.I93: la "degenerazione dell'ordine sociale cristiano e' prodotta da un pervertimento..." 
(3) Jo, 12,32.
(4)Da un foglio inedito riportato da: E. DA PERSICO, La vita di Giuseppe Toniolo, Mantova, Ed. Gruppo Buona Stampa,I929, p.77.  
(5)     E' la visione del laico oggi tanto cara! cfr.:G.GIORDANO, La teologia spirituale del laicato nel vaticano II,Roma, Ed. "La civiltà cattolica",1970, 2I4 p.
(6) Hebr. 12,23.
(7) "L'idealista impenitente, che da dieci anni ci ricanta quasi con le stesse parole un canto palingenesiaco, che nell'economia, nella filosofia della storia, nella tattica dei partiti porta ed applica con immensa fiducia i rigidi criteri dell'assoluto".Cfr.:
ROMOLO MURRI: Coltura sociale, 16 giugno I903;
citato da E. DA PERSICO, La vita di Giuseppe Toniolo, Mantova, Ed. Gruppo Buona Stampa, I928, p. 208.
(8)La dottrina di Toniolo trova riscontro nella Lettera apostolica di SS. Paolo VI per l'ottantesimo anniversario della Rerum Novarum,14 maggio 1971. Ciò può avvenire per parecchie affermazioni che troviamo nel documento magisteriale. Lì ove parla della società politica; della rinascita delle utopie e di contro dell'impegno del cristiano abitato da una forza che lo sollecita a sorpassare ogni sistema ed ogni ideologia; ove accenna all'ambiguità del progresso,dimentico dello sviluppo nei rapporti umani della qualita' e della verita', come della crescita della responsabilita; lì ancora ove parla della giustizia nella ripartizione dei beni, della promozione dello sviluppo in ogni paese, della priorità del dovere internazionale; lì ove si asserisce la necessità dell'amore e della disponibilità al servizio; del passaggio dalla cruda economia internazionale alla politica economica e sociale internazionale; del potere politico armonizzato all'autonomia e alla libertà del singolo; del dovere di ogni cristiano di dare una risposta evangelica di carità e servizio ai problemi in cui vive ;della necessità di inventare nuove forme di democrazia,impegnando ciascun uomo ad una responsabilità comune e facendo dei gruppi umani delle comunità di partecipazione; lì infine ove fa un richiamo continuo a perdersi nel Risorto. Cfr.:
PAOLO VI, Octogesima adveniens : L'osservatore Romano, 111(33/690),15 maggio I97I,pp.4-6'

 Le affermazioni di Toniolo in quanto sono una convinta riflessione sulla originalità dell'apporto cristiano a vantaggio di una trasformazione positiva della società, si addicono bene all'asserto del Vaticano II:COSTITUZIOHE PASTORALE, Gaudiura et Spes,11: A.A.S.,58(1966)1033.


(9) A.FANÉANI, Prefazione a L'odierno problema sociologico: Giuseppe Toniolo: 0.0., Serie  III, voi, I,p. XIII. Dice di Toniolo con un po' di amarezza: "precursore senza seguito e intuitore felice, senza discepoli utilizzatori"...



venerdì 30 giugno 2017

Toniolo desta sempre interesse



A Pieve di Soligo.

In giugno di quest'anno 2017 una delegazione della Diocesi di Teviso si e' recata in visita alla tomba del Toniolo. A guida di quel distinto gruppo di persone era il Vescovo  di Treviso sua Eccellenza mons. Gianfranco Agostino. Nella celebrazione Eucaristica il Vescovo Mons. Gianfranco Agostino ha posto in rilievo la figura del Beato, sempre attuale pur nella diversita' del tempo. La preghera alla Tomba del Beato si e' rivolta al Signore per chiedere la canonizzazione di questo Beato, esempio di dedizione totale a Cristo e di amore sincero alla Chiesa ed ai valori Evangelici, nonche' inisigne professore, attento ai giovani allievi ed alla loro formazine integrale; padre esemplare di famiglia e sposo delicato e amoroso; sociologo e profeta di tempi nuovi e di scelte politiche coerenti.

Questo episodio di cronaca invita ad una riflessione attenta sul Beato Toniolo.






Alcune osservazioni sulla dottrina di Toniolo.

- La dottrina di Toniolo  sembra  presentare una concezione che può parere in parte utopia
.
Egli afferma che Dio vuole la società umana e vuole la chiesa. Queste due realtà Dio non le vuole separate, ma coordinate; sicché la chiesa sia per la società e la società divenga chiesa. Da tale volontà di Dio, egli dice, l'ordine sociale diviene ordine sociale di civiltà: organico, gerarchico, orientato ad un fine ultimo come ogni ordine sociale (1), armonico in quanto risulta da tutti gli ordini sociali umani, impegnati nella loro originale missione di civiltà, organicamente uniti e gerarchizzati. Essi formano l’ordine sociale di civilta’
L'ordine sociale di civiltà è autentico quando in esso la società respira e vive il divino: quando Cristo sia il centro della società come lo è della storia e della civiltà; quando la civiltà cristiana sia frutto e Dio il fine.

Fin qui la dottrina di Toniolo è impeccabile e promettente: una visione profetica.
Tuttavia egli dice altro…, che puo’ parere utopia…

Se nell'ordine sociale di civiltà la società ritorna a Dio, realizza se stessa in Cristo, e lo fa in modo pieno. E a questo punto, se cio’ avviene nella societa’ universale dei popoli ( come dovrebbe avvenire) tale Comunita’ sociale universale rivela in questa dinamica l'immagine di una repubblica universale dei popoli fatti cristiani nella quale fioriranno ordini sociali cristiani e nella quale avranno la preminenza di posizione i popoli latini, e, su tutti ,l'Italia; il Pontefice sarà la guida, Gesù il centro, il re e il mediatore presso Dio (2).Da quest'ultima idea di Toniolo scaturiscono quattro osservaioni.

+ Quell'affermazione di Toniolo può sembrare una visione utopistica,qualora il "repubblica" sia inteso in senso politico. Può sembrare una visione di un cristiano figlio del suo tempo che aveva visto sorgere l'idea del neoguelfismo e, con la questione romana, l’intransigentismo cattolico dell'Opera dei Congressi; ma questa impressione scade, quando si pensi che Toniolo scriveva in un tempo in cui il movimento democratico poneva in secondo ordine la questione romana.
Quella visione della "repubblica" può sembrare allora un'aspirazione del pensiero democratico: dovrà essere intesa in senso simbolico, nel  senso di democrazia sociale ispirata al cristianesimo  del  'tutti per uno ed uno per tutti", o almeno, infine, nel solo senso religioso: Cristo dei vari popoli fa un sol popolo animato dallo spirito democratico di giustizia, carità cristiana espressa in una suprema solidarietà.
Certo, tale visione può apparire sospetta, poco promettente, superata, se non utopia; eppure è ancor valida per il contenuto di fede escatologica che essa presenta  e piace a chi, considerando i problemi mondiali, aspira ad una pace universale. Ora la pace nascerebbe solo da lì!...
E' una visione profetica dunque.

Ma quel prevalere di popoli latini?...
+ Oggi si ama poco esaltare una nazione sulle altre per il progress o della civiltà. Si guarda con sospetto un popolo che pretenda di portare la civiltà agli altri popoli, quando si sa che ogni   popolo ha un modo proprio di vivere la civiltà.
Toniolo sapeva questo e lo affermava; tuttavia era certo che chi più ha,più deve! e che la civiltà nasce,cresce e si sviluppa per una forza intrinseca che le viene da Cristo. Era convinto perciò del compito più pressante che spettava ai popoli, da lunga data impregnati di civiltà cristiana, in vista della promozione della civiltà autentica!  (3)...Per questo si comprende e si puo’ concordare su quelle sue convinzioni riguardanti i popoli latini ed in particolare l’Italia.
Era tuttavia il tempo delle guerre di conquista, delle colonizzazioni armate...
Ma è ammissibile il sospetto che questo pensatore cristiano, assertore del carattere eminentemente pacifico della civiltà cristiana (4) volesse con ciò sostenere un tipo di imperialismo nascondendolo sotto il nome di "primato nella promozione della civiltà" spettante ai popoli ed in particolare i popoli latini? Ciò ripugna!

+ Si afferma che nella soluzione dei problemi sociali e di civiltà non c'è una regola d'oro del passato cristiano(5); che non c’è una realizzazione concreta del profano che sia la risposta cristiana definitiva.
Sembra dunque che Toniolo sia un nostalgico del passato, legando le esigenze del futuro a soluzioni del passato che non puo’ esser regola definitiva.
 Ma non si sarebbe  colto il pensiero di Toniolo pensadola  così. Talora Toniolo può aver accentuato istituzioni del passato, come le corporazioni: mai però le rivalutò tali e quali. Rivalutò invece i fatti del passato, come le tradizioni migliori, che, adoperate con senso storico nel presente,  promettono soluzioni concrete e migliori per l'avvenire e che invece , scartate o disprezzate nel presente,creano una rottura tale con un passato lodevole che impedisce un futuro più progredito(6).

+ Si dice ancora che nel cristianesimo non c'è ogni soluzione: ci sono dei prìncipi,degli esempi, delle possibilità. E Toniolo su ciò è pienamente d'accordo. Egli infatti auspica fondamentalmente solo questo: che la norma dell'attività umana corrisponda al vero bene dell'umanità, permettendo all'uomo singolo e posto entro la società di coltivare e attuare la sua vocazione integrale; ma afferma pure che ciò non è possibile se si dimentica il cristianesimo storico: i suoi principi, i suoi esempi, le sue possibilità. Toniolo forse ha solo il torto di aver rivendicato al Cristianesimo il suo carattere storico al di sopra di quello teorico…
Ma cio’ e’ un demerito?...Del resto Toniolo ne ha ricavato piu’ dei principi pratici, efficaci, che conducono all’azione e non certo delle soluzioni immediate; esse sono lasciate alle energie umane ed ai giovani preparati, ai quali affidava la realizzazione di un futuro migliore di civilta’ che si faccia autentica, pur rimanendo ancor perfettibile…(7).



E che sia ragionevole ascoltare la voce della Chiesa e del Papa nella realizzazione di un mondo civile e solidale, lo dimostra il Magistero rispettoso e impegnativo di Papa Francesco, quando ad esempio a Genova parlo' sul pensiero della Chiesa circa l'economia, l'impresa ed il lavoro. (8)

                                                                                                         

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(1) E questo fine ultimo e’ il  bene comune per l'ordine sociale nazionale; e la civiltà universale cristiana per la Comunita’ dei popoli: quell'ordine sociale mondiale pervaso dalla civilta’ solidale, divenuta mondiale .
(2)       G. TONIOLO, L'Eucaristia e il risorgimento sociale: 0.0., Serie V,vol. 1, p. 78.
(3) G. TONIOLO, Programma della Rivista internazionale di scienze sociali e discipline ausiliarie: O.O., serie IV, vol.3, p.136.
(4) G. TONIOLO, Per la concordia della coscienza pubblica: O.O.., Serie IV, vol.. 2, p.316.                     
(5) KARL RAHNER, Missione e grazia, Roma, Ed. Paoline, 1964,pp.1725.                                          
(6)Per questo appare un pò eccessivo il titolo: "Il mito corporativo" in  G. SPADOLINI, L’opposizione cattolica, Firenze, Vallecchi, 1954, pp.243-261.
(7)F.VITO,Gli scritti politici di Giuseppe Toniolo: Vita e Pensiero, 40 (1957) 837.
(8)VISITA PASTORALE DEL SANTO PADRE FRANCESCO A GENOVA INCONTRO CON IL MONDO DEL LAVORO DISCORSO DEL SANTO PADRE   Stabilimento Ilva

Sabato, 27 maggio 2017 (Da Vatican. Va)

lunedì 8 maggio 2017

Speranze dalla Francia e per la Francia...


Dalla Francia 
e da Toniolo, 
un insegnamento…?


La vittoria di un giovane politico in Francia e il fatto della fondazione da parte sua negli anni precedenti del movimento "En marce" denota qualcosa...

I Francesi hanno buon senso. Bene!
I Francesi comprendono che il grido di liberté, fraternité ed egalité va realizzato nelle modalita' opportune e costruttive di un mondo che cambia e nel rispetto dei valori di comunità aperta al mondo intero.


In chi ha conosciuto il pensiero di Toniolo non può cherallegrarsi, perche' scopre che in ultima analisi in Europa la si pensa ancora con quel pensiero comunitario ed universalistico che animava i primi fondatori dell'Università Cattolica i quali- come sosteneva Gemelli- si ispiravano al pensiero forte di Toniolo.


**
Ma cosa pensava Toniolo?...
Quale era il suo pensiero forte riguardo alla societa' ?...

Ecco:

Gli uomini realizzano un sistema di relazioni che possiamo chiamare ordine sociale di civilta'. Toniolo lo definisce " Sistema  di relazioni fra tutti gli uomini, converso ad attuare in modo progressivo i fini complessivi della convivenza, cioe' la civilta' nella società" che si fa etica, economica, civile, politica, organica, internazionale, mondiale e cristiana(1).
Tale ordine sociale in tanto e' valido in quanto impone a tutti il dovere di tendere al bene comune e al comune perfezionamento; in tanto e' valido in quanto da' a tutti il diritto e la liberta' di essere aiutati nell'adempimento di questo dovere: in modo cioe' che i doveri gravino maggiormente la' dove sono le possibilita', e i diritti  si trovino in maggior numero ed efficacia dove sono le necessita'.
In tale ordine sociale vi e' uguaglianza essenziale nella dignita' ed eguaglianza morale nel dovere (2); graduazione nei compiti " in proporzione delle rispettive attitudini o facolta' personali e reali" (3); corresponsabilita' e solidarieta' per cui " chi piu' ha piu' deve e chi meno ha piu' riceve"(4). Tale ordine sociale" risultando dal concorso armonico delle classi superiori e inferiori, non solo converge al bene comune cioe' alla tutela e soccorso di tutti, ma riesce a beneficio prevalente dei meno adatti, dei deboli, dei poveri, che sono i piu' numerosi"(5), realizzando cosi' la fraternita'.

Di qui l'augurio e la speranza per una Francia in marcia verso la costruzione di un’ Europa esemplare, aperta alla solidarieta'universale ed alla civilta' mondiale.



Ma  Toniolo conclude dicendo che l' ordine sociale, facendosi, nel modo indicato, democrazia, si “apre” alla civilta' universale, che non puo' non divenire autentica se non e' permeata dal Cristianesimo.
E' un invito forte a sostenere le basi cristiane dell’ Europa, perche' divenga promotrice di solidarieta' universale effettiva, feconda di civilta' autentica.




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(1) G: Toniolo , Il socialismo nella storia della civilta': O.O.. serie 1, vol. 1, p.273;
vedi pure:
     G: Toniolo,Introduzione all'economia sociale: O.O., serie 2, vol.1, p.292-293;
     G.Toniolo  , Dell'odierno indirizzo delle scienze sociali economiche: O.O., serie 2, vol. 2, p 413
(2)G: Toniolo,Introduzione all'economia sociale: O.O., serie 2, vol.1, p.296
(3)      id., p. 296.
(4)      id. ivi.

(5) R.Angeli, La dottrina sociale di G. Toniolo, Pinerolo, Ed. Alzani, 1956, p.97.

sabato 11 marzo 2017

Toniolo e il laico nella societa'

Cristiani nel mondo

- Il pensiero del Beato Toniolo.

 In margine al discorso di mons. Ivan Jurkovič  -  Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, intervenuto all’apertura di un incontro di alto livello sul tema “Rispetto reciproco e coesistenza pacifica condizione della pace interreligiosa e della stabilità: sostenere cristiani e altre comunità”- un collegamento  con la dottrina del Beato G. Toniolo che arricchisce il pensiero ed un'indagine.


L’effettivo riconoscimento della libertà religiosa nella vita sociale quale primo e più importante fra i diritti umani fondamentali è la chiave per affrontare la crisi in cui è precipitato oggi il mondo, segnato da nuove persecuzioni religiose che vedono i cristiani tra le prime vittime.



Toniolo nel momento attuale.

La dottrina di Toniolo sulla civiltà è il risultato di tutto il suo piano di studio.
Essa è il vertice della sua opera di studio so, quella che lo ha fatto entrare più a fondo nel campo scientifico e lo ha indicato come uno dei maestri, se non il fondatore, della scuola sociologica in Italia.
E' dottrina etico-filosofica, illuminata dal Vangelo e comprovata dai fatti in larga misura; essa deve stare alla base di ogni azione sociale - così la pensava Toniolo- e fu quindi la guida della sua stessa azione apostolica e sociale. Ogni problema economico, civile, politico risaliva per Toniolo ad un problema etico-religioso(1). La storia,che è di grande aiuto all'economia, gli poneva di fronte il Cristianesimo generatore di un mondo nuovo di idee e di energie; gli indicava inoltre nella Chiesa l'apportatrice della civiltà. Nella scienza filosofica scorgeva un'alleata, capace di aprire la via alla scoperta di un bisogno di assoluto e, al di là di esso, l'esistenza di quel valore assoluto ricercato. Al di sopra della scienza trovava una luce per non smarrirsi: la fede. Riconosceva infine nelle parole di Cristo "quando sarò elevato tutto trarrò a me!",(2) il"lampo che dà unità a tutta la storia della civiltà"(3). Egli incentrava così tutta la sua dottrina sociale e tutta la realtà in Cristo e proclamava Cristo fine della persona e della società, chiave della storia e fulcro della civiltà. Avveniva così che lo scienziato incontrasse il cattolico e Toniolo divenisse un apologeta.
Toniolo richiamava ogni uomo ed ogni gruppo sociale alla realtà predicata dal Vangelo e sperata dal popolo credente che è la Chiesa. Egli affermava che la persona e la società intera avrà la salvezza entrando in una storia, in una vita, in una esperienza nuova: quella cristiana.
Poneva con chiarezza questo messaggio: 'Il cristiano nel mondo non deve costruire la sua vita spirituale  secondo i dettami del secolo nel quale vive (noi diremmo “ dei dettami del pensiero debole” di una “societa’ liquida”) , ma seguendo quelli dati dalla Chiesa, in cui Cristo rimane sorgente di santità; deve d'altra parte strutturare la sua vita sociale su due dimensioni convergenti: la dimensione umana, che gli è propria e nella quale vive, e la dimensione divina, che è quella a cui è chiamato e che gli viene da Dio attraverso la Chiesa. Sicché Cristo sorgente di una nuova interiorità umana è anche motivo di ogni autentico progresso di civiltà.’
Cosi’ veniva a delineare la sua idea di civiltà cristiana; ma evidenziava pure quale fosse per lui la figura del laico. E', quest’ultima, il concetto di un uomo inserito nel mondo, come ogni altro uomo; inserito nella vita sociale e nell'impegno per il progresso civile; senza alcuna particolarità che lo distingua, se non quella di rispecchiare nella sua vita le esigenze del Regno. Il laico in Toniolo appare colui che ha come primo campo d'azione il mondo in cui vive e che deve elevare(santificare), sicché l'autonomia del secolare sia coordinata all'ultimo risultato finale a cui è destinata la storia e la realtà: tutto sia ricapitolato in Cristo(4). Da queste convinzioni   e nuovi orientamenti della vita personale e sociale Toniolo deduceva il verificarsi di due conseguenze concrete. La prima, una vita storica ricca di valori (civiltà) posta al servizio degli umili, condividendone la realtà sociale (ordine sociale democratico). La secunda, come una conseguenza, doveva essere quella di vivere Cristo in una società redenta (ordine sociale cristiano): sicché le persone e i gruppi sociali, animati da una sola fede, speranza e amore, costituissero il corpo visibile di Gesù,iniziando già,in germe, ad essere la comunità perfetta dei tempi lontani, quelli ultimi, in cui saremo nell'amore di Dio(5) (ordine sociale di civiltà cristiana).
Tutta la dottrina di Toniolo sulla società e sulla civiltà è dunque la costruzione di un credente.
Per l'ateo e per il razionalista, per l’uomo „del pensiero debole” appartenente ad una „societa’ tecnocratica”’ che globalizza il pensiero ed appiattisce la liberta’,… Toniolo non può interessare: le sue parole hanno alcunche’ di insignificante o, al più, sono un tentativo filosofico-scientifico, un'ipotesi tra le tante, ricca per di più di alquanto romanticismo(6).
Eppure l’eccellenza del pensiero di Toniolo puo’ offrire un’alternativa valida per la ristrutturazione di una societa’ in declino come e’ la nostra; non e’ pertanto inutile un tentativo di porgere ad una societa’ mondiale malata il pensiero di Toniolo erroneamente dimenticato o ripudiato – come dice A. Fanfani  – facendo di lui „ un precursore senza seguito ed  un intuitore felice, senza discepoli ed utilizzatori”(7)
Per il credente le affermazioni di Toniolo sono invece un'inquietudine; per il cattolico sono una rivelazione; per chi l'ha accostato furono invito ad un impegno di vita cristiana più profondamente vitale e costruttrice di un mondo fatto nuovo, più civile (8).
Ma e’ proprio per questo che il Cristiano autentico e’ giunto ad essere la persona piu’ perseguitata nel mondo (9).
 E’ significativo infatti collegare questa dottrina di Toniolo con il discorso di mons. Ivan Jurkovič Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, intervenutoil 7 marzo 2017 all’apertura di un incontro di alto livello sul tema “Rispetto reciproco e coesistenza pacifica condizione della pace interreligiosa e della stabilità: sostenere cristiani e altre comunità”.
In un passaggio interessante l'oratore dice infatti:
„…La scelta di una fede incide “ad ogni livello della vita sociale e politica”, tanto più oggi che “la religione ha assunto una rinnovata importanza a causa dei complessi rapporti tra le scelte personali di fede di ciascuno e la loro espressione pubblica”. Mons. Jurkovič  insiste poi sulla dimensione pubblica della libertà religiosa che non può essere ridotta a mero fatto individuale o al solo culto, perché per la sua stessa natura trascende “la sfera privata degli individui e delle famiglie”. Le varie tradizioni religiose, infatti,  “servono la società innanzitutto con il messaggio che proclamano”, con il loro invito alla conversione, alla riconciliazione, al sacrificio per il bene comune, alla compassione per i bisognosi. Le religioni sono un alleato prezioso nella difesa della dignità umana- affermava.
E conclude: In un mondo “dove convinzioni deboli abbassano anche il livello etico” e sempre più soggetto alla "globalizzazione del paradigma tecnocratico", che cerca di “eliminare tutte le differenze e le tradizioni in una ricerca superficiale di unità”, ha detto in conclusione il rappresentante della Santa Sede, le religioni “hanno il diritto e il dovere di dire apertamente che è possibile costruire una società in cui un sano pluralismo che rispetta le differenze e le valorizza come tali è un alleato prezioso nell’impegno a difendere la dignità umana e una via per la pace nel nostro mondo”.

E' dunque proprio per questo che il Cristiano autentico e’ giunto ad essere la persona piu’ perseguitata nel mondo da quella parte di mondo che si oppone a Cristo .(10)




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 (1) G. TONIOLO, L'Unione fra le donne cattoliche d'Italia: 0.0., Serie IV, vol.3,p.299: "qualunque rinnovamento ha origine da un ridestarsi della pietà religiosa, fonte ed alimento di fede e di carità, nonché di ogni operosità salutare e progressiva".
G. TONIOLO, La genesi storica dell'odierna crisi sociale econo-nomica.:0.0., Seriel, vol. I, p.I93: la "degenerazione dell'ordine sociale cristiano e’ prodotta da un pervertimento delle dottrine sociali del cristianesimo e quindi da una degenerazione degli ordini politici preceduta e accompagnata da una degenerazione dell'ordine etico-giuridico che infine si ripercuote nella degenerazione dell'ordine economico". Ogni problema economico è allora destinato a farsi problema giuridico-civile, politico, sociale, etico, religioso.
(2) Jo. 12,32.
(3) Da un foglio inedito riportato da: E. DA PERSICO, La vita di Giuseppe Toniolo,2.a ed., Mantova, Ed. Gruppo Buona Stampa,1929, p.77.
(4) E’la visione del laico oggi cfr.: G.M.GIORDANO, La teologia spirituale del laicato nel Vaticano secondo,Roma, Ed. "La civiltà cattolica", 1970,214.
(5) Hebr. 12,23.
(6) "L'idealista impenitente, che da dieci anni ci ricanta quasi con le stesse parole un canto palingenesiaco, che nell'economia, nella filosofia della storia, nella tattica dei partiti porta ed appli-
ca con immensa fiducia i rigidi criteri dell'assoluto".Cfr.: ROMOLO MURRI: Coltura sociale, 16 giugno I903; citato da E. DA PERSICO, La vita di Giuseppe Toniolo, Mantova, Ed. Gruppo Buona Stampa, 1928, p. 208.
(7) A.FANFANI, Prefazione a G.TONIOLO, L'odierno problema
sociologico: O.O., Serie III, vol.I, p. XIII.
(8) Per noi possono essere un valido commento alla Lettera apostolica di SS. Paolo VI per l'ottantesimo anniversario della Rerum Novarum, 14 maggio 1971. Ciò può avvenire per parecchie affermazioni che troviamo nel documento magisteriale: lì ove parla della società politica; della rinascita delle utopie e di contro dell'impegno del cristiano abitato da una forza che lo sollecita a sorpassare ogni sistema ed ogni ideologia; dell'ambiguità del progresso,dimentico dello sviluppo della qualità e della verità dei rapporti umani, come della crescita della responsabilità, lì ancora ove parla della giustizia nella ripartizione dei beni, della promozione dello sviluppo in ogni paese, della priorità del dovere internazionale; lì ove si asserisce la necessità dell'amore e della disponibilità al servizio; del passaggio dalla cruda economia internazionale alla politica economica e sociale internazionale; del potere politico armonizzato all'autonomia e alla libertà del singolo; del dovere di ogni cristiano di dare una risposta evangelica di carità e servizio ai problemi in cui vive; della necessità di inventare nuove forme di democrazia.impegnando ciascun uomo in una responsabilità comune e facendo dei gruppi umani delle comunità di partecipazione; lì infine ove fa un richiamo continuo a perdersi nel Risorto. Cfr.:
PAOLO VI, Octogesima adveniens : L’Osservatore Romano, III(33/690),
15 maggio I97I.pp.4-6.
 Le affermazioni di Toniolo sono anche una convinta riflessione sulla originalità dell'apporto cristiano a vantaggio di una trasformazione positiva della società: si addicono bene all'asserto del Vaticano II:
C0STITUZI0NE PASTORALE, Gaudium et Spes, 11: A.A.S.,58(1966)1033.
 (9) cfr.: discorso di mons. Ivan Jurkovič Osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite a Ginevra, intervenutoil 7 marzo 2017 all’apertura di un incontro di alto livello sul tema “Rispetto reciproco e coesistenza pacifica condizione della pace interreligiosa e della stabilità: sostenere cristiani e altre comunità”( Bollettino del Radiogiornale vaticano-8 marzo 2017-).

(10) cfr.: discorso di mons. Ivan Jurkovič in Bollettino del Radiogiornale vaticano, 8 marzo 2017 nell’articolo a cura di Lisa Zengarini.



giovedì 26 gennaio 2017

Alcune osservazioni sulla dottrina di Toniolo.

Per non dimenticare il Beato Toniolo Giuseppe.

Alcune osservazioni sulla dottrina di Toniolo.



L'abitazione di Toniolo






Utopia
Democrazia
Civilta’

A Pieve di Soligo


- La dottrina di Toniolo sembra presentare una concezione che può parere in parte utopia.


Egli afferma che Dio vuole la società umana e vuole la chiesa. Queste due realtà Dio non le vuole separate, ma coordinate; sicché la Chiesa sia per la società e la società divenga Chiesa. Da tale volontà di Dio, egli dice, l'ordine sociale diviene ordine sociale di civiltà: organico, gerarchico, orientato ad un fine ultimo come ogni ordine sociale (1), armonico in quanto risulta da tutti gli ordini sociali umani impegnti nella loro originale missione di civiltà organicamente uniti e gerarchizzati. L'ordine sociale di civiltà è autentico quando in esso la società respira e vive il divino: quando Cristo sia il centro della società come lo è della storia e della civiltà, la civiltà cristiana sia frutto e Dio il fine.
Fin qui la dottrina di Toniolo è impeccabile e promettente: una visione profetica. Tuttavia egli dice altro..
Se nell'ordine sociale di civiltà la società ritorna a Dio realizzando pienamente se stessa in Cristo,essa rivela in questa dinamica l'immagine di una repubblica dei popoli fatti cristiani nella quale rifioriranno gli ordini sociali cristiani e nella quale avranno la preminenza di posizione i popoli latini, e, su tutti,l'Italia; il pontefice sarà la guida, Gesù il centro, il re e il mediatore presso Dio (2).
Da quest'ultima idea di Toniolo scaturiscono quattro osservazioni.


+ Quell'affermazione di Toniolo può sembrare una visione utopistica,qualora il "repubblica" sia inteso in senso politico. Può sembrare una visione di un cristiano figlio del suo tempo che aveva visto sorgere l'idea del neoguelfismo e, con la questione romana, l'intransigentismo cattolico dell'Opera dei Congressi; ma questa impressione scade, quando si pensi che Toniolo scriveva in un tempo in cui il movimento democratico poneva in secondo ordine la questione romana.
Quella visione della "repubblica" può sembrare allora un'aspirazione del movimento democratico: dovrà essere intesa in senso simbolico, o,forse, nel senso sociale democratico cristiano del 'tutti per uno ed uno per tutti”, o forse, infine, nel solo senso religioso: Cristo che dei vari popoli fa un sol popolo animato dallo spirito democratico di giustizia, carità cristiana espressa in una suprema solidarietà. Certo, tale visione può apparire sospetta, poco promettente, superata, se non utopia; eppure è ancor valida per il contenuto di fede escatologica che essa presenta e piace a chi, considerando i problemi mondiali, aspira ad una pace universale. Ora la pace nascerebbe solo da lì!...E' una visione profetica dunque.


+ Oggi si ama poco esaltare una nazione sulle altre per il progresso della civiltà. Si guarda con sospetto un popolo che pretenda di portare la civiltà agli altri popoli, quando si sa che ogni   popolo ha un modo proprio di vivere la civiltà.
Toniolo sapeva questo - come si è visto - e lo affermava; tuttavia era certo che chi più ha,più deve! e che la civiltà nasce,cresce e si sviluppa per una forza intrinseca che le viene da Cristo. Era convinto perciò del compito più pressante che spettava ai popoli, da lunga data, impregnati di civiltà cristiana, in vista della promozione della civiltà autenticai(3).
Era tuttavia il tempo delle guerre di conquista, delle colonizzazioni armate...
Ma è ammissibile il sospetto che questo pensatore cristiano, assertore del carattere eminentemente pacifico della civiltà cristiana (4) volesse con ciò sostenere un tipo di imperialismo nascondendolo sotto il nome di "primato nella promozione della civiltà"? Ciò ripugna.


+ Si afferma che nella soluzione dei problemi sociali e di civiltà non c'è una regola d'oro del passato cristiano(5); che non c'è una realizzazione concreta del profano che sia la risposta cristiana definitiva.
Sembra dunque che Toniolo sia un nostalgico del passato, legando le esigenze del futuro a soluzioni del passato. Ma sarebbe non aver colto il pensiero di Toniolo pensarla così. Talora Toniolo può aver accentuato istituzioni del passato, come le corporazioni: mai però le rivalutò tali e quali. Rivalutò invece i fatti del passato, come le tradizioni migliori,che adoperate con senso storico nel presente,promettono soluzioni concrete e migliori per l'avvenire e che invece, scartate o disprezzate nel presente,creano una rottura tale con un passato migliore che impedisce un futuro più progredito(6).
+ Si dice ancora che nel cristianesimo non c'è ogni soluzione: ci sono dei principi, degli esempi, delle possibilità. E Toniolo su ciò è pienamente d'accordo. Egli infatti auspica fondamentalmente solo questo: che la norma dell'attività umana corrisponda al vero bene dell'umanità, permettendo all'uomo singolo e posto entro la società di coltivare e attuare la sua vocazione integrale; ma afferma pure che ciò non è possibile se si dimentica il cristianesimo storico: i suoi principi, i suoi esempi, le sue possibilità. Toniolo forse ha solo il torto di aver rivendicato al c±istianesimo il suo carattere storico al di sopra di quello teorico. Ma ciò è un demerito?  Del resto Toniolo ci ha voluto dare proprio dei principi più che delle soluzioni immediate(7).


Leone XIII


- Quanto alla democrazia da lui proposta.
• Oggi ci si lamenta che il tipo di democrazia a regime parlamentare puro, o regime parlamentare elettivo, manipolato da "blocchi partitici, ha condotto ad una democrazia per nulla rispondente alle esigenze della dignità della persona, la quale si sente manipolata e insoddisfatta nelle sue reali esigenze ed incerta sul futuro(8). Si dà la causa di ciò ad un concetto parziale di democrazia. Si è confusa la democrazia politica con la democrazia sociale: la sostanza della democrazia è stata subordinata a ciò che di essa è solo parte ; non si è capito il concetto di autorità e di libertà e il loro rapporto.Si sente allora il bisogno di trovare un-nuovo "ancoraggio "(9) per sanare il senso di sfiducia nato da questo parziale naufragio (10)della democrazia: sembra che la comunità ecclesiale con la sua storia e li-bertà abbia da dire una parola nuova su questo problema(11). Si invoca ancora una "rivoluzione culturale" di fronte ad un'autorità che si fonda solo "sulla prassi, o su rapporti di forza, o di diritto formale", senza ura precisa coscienza di servizio alla società; si sostiene la necessità, del "contro potere" di fronte ad un potere non veramente democratico; e si prospetta un potere inquadrato in un nuovo sistema di valori democratici(12).
E’ il caso di domandarsi allora se la chiarificazione, di Toniolo circa la democrazia, se il suo dire che la vera democrazia nasce dalla croce ed è servizio, se il suo porre alla base di ogni democrazia la democrazia sociale, se la sua soluzione democraticopolitica, che prospetta una sociocrazia, non sia la soluzione migliore alle incertezze del momento.
. Si invoca una democrazia che sia veramente a livello di base, che investa tutti i campi della vita: da quello economico a quello politico, a quello ecclesiale. Si propugna una"rivoluzione  copernicana" che veda sorgere " i consigli di fabbrica, di scuola, di quartiere, di caserma" i quali "sostituiranno gradualmente i partiti politici"(13). Si sostiene la democrazia "diretta", intesa come "la partecipazione cosciente operaia a tutte le decisioni"(14). Ma questa "rivoluzione copernicana", questa democrazia "diretta"... ha già trovato il suo ideologo in Toniolo con il concetto delle „orrenda parola, ma necessaria…” Corporazioni,attive nella vita del paese fino a formare una sociocrazia.
E’ interessante che oggi si chieda di liberare l'operaio dallo sfruttamento, dall'eterodirezione, dall'alienazione,... con metodi tanto vicini a quelli che prima non si vollero accettare nemmeno nel loro principio(16).
Toniolo ha portato dunque un contributo ideologico di valore I
• Oggi si parla di democrazia come "potere degli esclusi"(l7).  E a questo già pensava Toniolo, quando, presentando Georges Goyau e trattando della sua morte riferiva le sue parole oscure dette prima di morire: "Pregate per i popoli che non sono!"(18). Toniolo ha dato una risposta all'esigenza sfacciata di oggi: la democrazia come potere violento degli esclusi, allorché tratteggiò magistralmente le linee di una democrazia di civiltà: la democrazia ispirata al vange lo, la Buona Novella per i popoli che non sono.  Ma la sua dottrina non è violenta, né distruttrice: non vuole la ri-voluzione per costruire sulle rovine; la sua dottrina è fondamentalmente costruttrice.  Costruttrice perché opposta al cohcetto di democrazia saturo di odio di classe, come quello che appare da queste righe: "La democrazia è frutto di una continua lotta della classe degli esclusi contro la classe dei potenti ed è tanto più perfetta quanto più è classista, cioè tesa ad individuare gli esclusi per dare loro tutto il potere contro gli oppressori. La via per attuare la democrazia non può essere che il sovvertimento rivoluzionario delle strutture attuali, mediante una lotta, che contrapponga al potere del capitale il potere della forza del lavoro. Si tratta dunque di far nascere dappertutto nuclei di contropotere, in modo che ogni momento della lotta prefiguri le forme della futura società socialista" ( 19). Queste righe sono colme di parole senza futuro duraturo, perché il futuro non è distruzione, ma costruzione "con". La dottrina di Tonio lo è invece costruttrice, è aperta al futuro  ed è allora perenne.   E' vero infatti, che "l'ingiustizia e la violenza di un sistema non scompaiono da sole"(20); ma è pure Eha certo che la violenza conduce a piangere sulle rovine di ciò che, pur valido, non è più perché distrutto. La violenza infatti oltrepassa la ragione: lo conferma la storia dell'uomo, e contro i fatti non ci sono argomenti!  E’ pure vero che già nel secolo scorso di fronte al problema sociale ed economico da risolvere si prospettò la rivoluzione anarchica e distruttrice per rifare sulle rovine fumanti di odio ciò che il disimpegno delle classi privilegiate si era rifiutato di fare; ma è vero pure che proprio allora il movimento democratico cattolico, a cui si ispirò Toniolo e di cui   fu ideologo in Italia, si mosse e prospettò la soluzione del problema, partendo dall'autoelevazione e, attraverso una educazione e riforma tenace partita dal basso, ha costruito organismi sociali e organizzato a dignità di classe chi non era nulla nel piano sociale ed ha aperto le classi al senso della solidarietà e del servizio, introducendo una democrazia, che,solo in quanto non è attuata o in quanto non è compresa,   è osteggiata e diffidata: la democrazia del vangelo, che ora disperatamente si cerca.





La Civilta’
-      La dottrina di Toniolo sulla civiltà è il risultato di tutto il suo piano di studio.  Essa è il vertice della sua opera di studioso, quella che lo ha fatto entrare più a fondo nel campo scientifico e lo ha indicato come uno dei maestri, se non il fondatore, della scuola sociologica in Italia.
E’ dottrina etico-filosofica, illuminata dal vangelo e comprovata dai fatti in larga misura; essa deve stare alla base di ogni azione sociale - così la pensava Toniolo- e fu quindi la guida della sua stessa azione apostolica e sociale.
Ogni problema economico, civile, politico risaliva per Toniolo ad un problema etico-religioso(2l). La storia,che è di grande aiuto all'economia, gli poneva di fronte il cristianesimo generatore di un mondo nuovo di idee e di energie; gli indicava inoltre nella Chiesa l'apportatrice della civiltà.
Nella scienza filosofica scorgeva un'alleata, capace di aprire la via alla scoperta di un bisogno di assoluto e, al di là di esso, l'esistenza di quel valore assoluto ricercato.
Al di sopra della scienza trovava una luce per non smarrirsi: la fede.     Riconosceva infine nelle parole di Cristo "quando sarò elevato tutto trarrò a me!", il "lampo che dà unità a tutta la storia della civiltà"(23).  Egli incentrava così tutta la sua dottrina sociale e tutta la realtà in Cristo e proclamava Cristo fine della persona e della società, chiave della storia e fulcro della civiltà. Avveniva così che lo scienziato incontrasse il cattolico e Toniolo divenisse un apologeta.
Toniolo richiamava ogni uomo ed ogni gruppo sociale alla realtà predicata dal vangelo e sperata dal popolo credente che è la Chiesa. Egli affermava che la persona e la società intera avrà la salvezza entrando in una storia, in una vita, in una esperienza nuova: quella cristiana.
Poneva con chiarezza questo messaggio: 'Il cristiano nel mondo non deve costruire la sua vita spirituale secondo i dettami del secolo nel quale vive, ma seguendo quelli dati dalla Chiesa, in cui Cristo rimane sorgente di santità; deve d'altra parte strutturare la sua vita sociale su due dimensioni convergenti: la dimensione umana, che gli è propria e nella quale vive, e la dimensione divina, che è quella a cui è chiamato e che gli viene da Dio attraverso la Chie sa. Sicché Cristo sorgente di una nuova interiorità umana è anche motivo di ogni autentico progresso di civiltà.'
Appare perciò l'idea di civiltà cristiana; e si delinea la figura del laico. E' quest'ultima la visione di un uomo inserito nel mondo, come ogni altro uomo; inserito nella vita sociale e nell'impegno per il progresso civile; senza alcuna particolarità che lo distingua, se non quella di rispecchiare nella sua vita le esigenze del Regno. Il laico appare colui che ha come primo campo d'azione il mondo in cui vive e che deve elevare (santificare), sicché l'autonomia del secolare sia coordinata all'ultimo risultato finale a cui è destinata la storia e la realtà: tutto sia ricapitolato in Cristo (24).
Da queste convinzioni   e nuovi orientamenti della vita personale e sociale Toniolo deduceva il verificarsi di due conseguenze concrete.
La prima, una vita storica ricca di valori (civiltà) posta al servizio degli umili, con cui condividere la realtà sociale (ordine sociale democratico). La seconda conseguenza doveva essere quella di vivere Cristo in una società redenta (ordine sociale cristiano): sicché le persone e i gruppi sociali, animati da una sola fede, speranza e amore, costituissero il corpo visibile di Gesù,iniziando già,in germe, ad essere la comunità perfetta dei tempi lontani, quelli ultimi, in cui saremo nell'amore di Dio(25) (ordine sociale di civiltà cristiana),
Tutta la dottrina di Toniolo sulla società e sulla civiltà è dunque la costruzione di un credente. Per l'ateo e per il razionalista Toniolo non può interessare: le sue parole hanno alcunché di insignificante o, al più, sono un tentativo filosofico-scientifico, un'ipotesi tra le tante, ricca per di più di alquanto romanticismo(26} Per il credente le affermazioni di Toniolo sono invece un'inquietudine; per il cattolico sono una rivelazione; per chi l'ha accostato furono invito ad un impegno di vita cristiana più profondamente vitale e costruttrice di un mondo fatto nuovo, più civile(27).

la coppia Toniolo

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 (1)Il bene comune ; la civiltà universale.
(2)G. TONIOLO, L'Eucaristia e il risorgimento sociale: 0.0., Serie V, vol. 1,p.78.
(3) G. TONIOLO, Programma della Rivista internazionale..., op. cit., l. cit., p. 136.
(4) G. TONIOLO, Per la concordia della coscienza pubblica:0.0., Serie IV, vol. 2, p. 316.
(5) KARL RAHNER, Missione e grazia, Roma, Ed. Paoline, 1964,pp.17-25
(6)Per questo appare un pò eccessivo il titolo: "Il mito corporativo in
G. SPADOLINI, L’opposizione cattolica, Firenze, Vallecchi, 1954,pp.243-261.
(7) VITO F., Gli scritti politici di Giuseppe Toniolo: Vita e pensiero, 40 (1957) 837.
(8)QUINZIO S., L'antico discorso dei rapporti fra autorità e libertà: Momento, 21(1969) 23-24.
(9)GAETANO MOSCA, Teorica dei governi e governo parlamentare,Milano, Ed. Giuffré, 1968. Citato da  QUINZIO S., art, cit., pp. 22-24.
(10)QUINZIO S., art. cit..pp. 23-24: " si resta ancorati e si finge di credere a un sistema nel quale non è più possibile credere... questa coscienza divisa... è il rischio più grave per il futuro.”.
(11)QUINZIO S., art. cit.,p. 24.
 (I2)A. MESTI, I valori autentici della base : Momento, 21 (1969) 26.
 (I3)G. ZANI, Una democrazia a livello di base: Momento,21(1969)28-30.
(14) R. INEELISE, La democrazia diretta: Momento, 21 (1969) 16.
(I5) lbid., p. 20.Toniolo però rifiuta il concetto di "lotta", quale è asserita da questa scrittrice, da socialisti e da comunisti. Afferma invece "Dare ai sindacati dei lavoratori la capacità di
condeterminare la linea della politica economico sociale !",cfr.:DONAT CATTIN al congresso della UIL    maggio 1969: L'Osservatore Romano, 251(33229), 30 maggio 1969,p.6.
(16)"Il mito corporativo"»cfr.:G. SPADOLINI, L'opposizione cattolica, Firenze,
 Vallecchi,1954, pp.243-261.
(17)P. ICHINO, La democrazia come potere degli esclusi: Momento, 21 (1969) 30-34.
(18)Purtroppo la fonte della citazione mi è sfuggita.
(I9)P. ICHIHO, art. cit., p. 34.
(20) Ibid., p. 34.
(21) G. TONIOLO, L'Unione fra le donne cattoliche d'Italia: 0.0.,Serie IV, vol.3,p.299: "qualunque rinnovamento ha origine da un ridestarsi della pietà religiosa, fonte ed alimento di fede e di carità, nonché di ogni operosità salutare e progressiva".
G. TONIOLO, La genesi storica dell'odierna crisi sociale econonomica.:0.0., Serie I, voi. I, p.I93: la "degenerazione dell'ordine sociale cristiano e’ prodotta da un pervertimento delle dottrine sociali del cristianesimo e quindi da una degenerazione degli ordini politici preceduta e accompagnata da una degenerazione dell'ordine etico giuridico che infine si ripercuote nella degenerazione dell'ordine economico". Ogni problema economico è allora destinato a farsi problema giuridico-citvile, politico, soaiale, etico, religioso.
(22)Jo. 12,32.
(23)Da un foglio inedito riportato da:E. DA PERSICO, La vita di Giuseppe Toniolo, Mantova, Ed, Gruppo Buona Stampa, I929, p.77.
(24)E’ la visione del laico oggi tanto cara! cfr.:G.M.GIORDANO, La teologia spirituale del laicato nel vaticano II., Roma, Ed. "La civiltà cattolica", /I970/,2I4 p.
(25)Hebr. 12,23.
(26)"L'idealista impenitente, che da dieci anni ci ricanta quasi con le stesse parole un canto palingenesiaco, che nell'economia, nella filosofia della storia, nella tattica dei partiti porta ed applica con immensa fiducia i rigidi criteri dell'assoluto".Cfr.:ROMOLO MURRI: Coltura sociale, 16 giugno I903; citato da E. DA PERSICO, La vita di Giuseppe Toniolo, Mantova, Ed. Gruppo
Buona Stampa, I928, p. 208.
(27)Per noi possono essere un valido commento alla Lettera apostolica di SS. Paolo VI per l'ottantesimo anniversario della Rerum Novarum,14 maggio 1971. Ciò può avvenire per parecchie affermazioni che troviamo nel documento magisteriale. Lì ove parla della società politi-
ca; della rinascita delle utopie e dell'impegno del cristiano abitato da una forza che lo sollecita a sorpassare ogni sistema e ogni ideologia; dell’ambiguita’ del progresso, dimentico dello sviluppo della qualità e della verità dei rapporti umani, come della crescita della responsabilità; lì ancora ove parla della giustizia nella ripartizione dei beni, della promozione dello sviluppo in ogni paese, della priorità del dovere internazionale; lì ove si asserisce la necessità dell'amore e della disponibilità al servizio; del passaggio dalla cruda economia internazionale alla politica economica e sociale internazionale; del potere politico armonizzato all'autonomia e alla libertà del singolo; del dovere di ogni cristiano di dare una risposta evangelica di carità e servizio ai problemi in cui vive ; della necessità di inventare nuove forme di democrazia, impegnando ciascun uomo in una responsabilità comune e facendo dei gruppi umani delle comunità di partecipazione; lì infine ove fa un richiamo continuo a perdersi nel Risorto.
Cfr.: PAOLO VI, Octogésima adveniens : L'Osservatore Romano, 111(33690),15 maggio I97I, pp.4-6.

Le affermazioni di Toniolo sono anche una convinta riflessione sulla originalità dell'apporto cristiano a vantaggio di una trasformazione positiva della società: si addicono bene all'asserto del Vaticano II: COSTITUZIOHE PASTORALE, Gaudium et Spes,11:  A.A.S.,58(1966)1033.