sabato 14 maggio 2022

Presenza di maggioranza, ma quale?

 

Maggioranza

 

Scrive Mons. Toso:

 

„ è facile

capire che quanti hanno sostenuto la “teoria” della diaspora, in sostanza hanno contribuito a far regredire le posizioni del mondo cattolico dal punto di vista politico e democratico. Al pari di ogni altro cittadino, il cattolico sa che, in una democrazia pluralista, può promuovere tutto quello in cui crede, sia come persona umana sia come uomo di fede. La fede non fa altro che confermare ciò che pensa come essere umano e razionale solo se vive all’interno di una aggregazione e non disperso ovunque. Ossia se, assieme ad altri, riesce a costituire una maggioranza perché ciò è il fondamento della vita democratica. Affinché i propri beni-valori possano essere incarnati dall’azione politica, occorre essere il più possibile uniti e compatti, e non rinunciatari”

 Toniolo in primo tempo si muoveva in una linea parzialmete diversa:

Dare potere politico e capacità di voto a persone qualificate appartenenti a gruppi sociali attivi nel campo sociale e cristianamente convinte.

In secondo tempo invece, di fronte all’entrata di gruppi cattolici in politica senza attenzione al „ non expedit” ancora presente,  prese un indirizzo attivo-organizzativo e cominciò a preparare con maggiore accanimento i giovani alla politica per realizzare presenze di gruppi qualificati e un giorno attivi nella politica.  

 


 Voleva qualificare tutte le persone e quindi poi aprirle al voto e ad 

accedere ai seggi del potere cosicché il voto fosse conforme ad una preparazione non subdola o incerta o passiva e dipendente da chi grida di più, ma basata su una preparazione valida e su una capacità critica, avvalorata dalla conoscenza e pratica dei valori civili e cristiani.

Vedeva infatti che la democrazia e la forza politico-sociale nella vita civile si sostiene non attraverso il numero detto maggioranza, ma da una maggioranza qualificata e attiva. Quindi non solo „uniti e compatti”, ma coerenti, preparati, qualificati e quindi „uniti e compatti”

 

E’ questo che forse vuole intendere mons. Mario Toso.




mercoledì 4 maggio 2022

La Chiesa chiama i Cattolici alla politica e alla scienza sociale

 


I Cattolici devono essere attivi nel sociale.

Toniolo ne era convinto come appare da un suo scritto intitolato "Della storia come disciplina ausiliare delle scienze sociali" . Studi storico sociali su vari autori, 1891.

Questo lavoro è presente nell'opuscolo: "Dei  remoti fattori dela potenza economica di Firenze nel medio evo. E scritti stori", edito nell'Opera Omnia di Toniolo nel 1952, di cui ne do la scheda.



Storia - Scienze sociali

 Della storia come disciplina ausiliare delle scienze sociali,/Introduzione/ A. Main — A. Toti, Studi storico sociali intorno a S. Gregorio Magno, Siena, Tipografia. S. Bernardino, 1891, 16°.

 

in

Giuseppe Toniolo,

Dei remoti fattori della potenza economica di Firenze

nel medioevo. E scritti storici,

Città del Vaticano, Ed. Comitato Opera Omnia di G.Toniolo,1952,

pp. 321-428

 

da

Opera Omnia di Giuseppe Toniolo,Serie I,

Scritti storici, vol. 4, Città del Vaticano, 

Tipografia Poliglotta Vaticana /, 1952,

pp. XXIII - 549, 1891: 0.0., serie 1, vol. 4, pp. 39-428,

Occasione:

 La volontà di costruire una scienza enciclopedica,

a cui competerebbe formulare la legge dell'incivilimento.

Lo muoveva la convinzione di vedere la storia come ausiliaria dell’economia.

 

Contenuto: 

Le leggi dell'ordine sociale e dell'incivilimento sono date dalla natura e dai fini della società (p. 392), ma ecco la novità: mentre il dato storico promuove la formazione delle leggi seconde dell’incivilimento, nel medesimo tempo rivela nella storia la presenza di un piano Provvidenziale necessario (p. 293).

Di qui l'importanza delle  ricerche storiche e del loro metodo, per dare corpo e solidità alla scienza della sociologia.Ecco allora i vari tipi di ricerca storica pertinente:

storia politica,

storia del diritto,

storia dell'economia-etica,

storia sociale.

La storia sociale ha un predominio sulle altre, raggiunge

infatti  „il filo della storia dell'incivilimento"(p.405).

Questo fa sì che essa divenga „storia dell’incivilimento!

Se ciò é riconosciuto dai vari sistemi di sociologia, vi è

tuttavia un problema: essi non sono concordi nell'impostazione

di tale storia della civiltà. Il motivo è il principio filosofico

che li guida: in particolare il materialismo e l'evoluzionismo

materialista.

La soluzione è una storia che si opponga all'idea materialista

e che riveli come "le vie della Provvidenza nel mondo

umano, ossia il procedimento nei secoli del libero volere

degli uomini sotto la guida del volere sovrano di Dio"(p.413}

sia la Vera storia: cioè "la storia etico-sociale, in cui la

libera e feconda energia dello spirito umano sotto il governo di Dio risplende e trionfa"(p.414). Essa rivela il compito

della storia attraverso l’influsso della religione cattolica e

attraverso la Chiesa e il Pontificato(pp.416 - 428).

L'affermazione conclusiva è dunque questa:

esser necessaria una sociologia storica ed etico-spiritualista;

nondimeno “non solo spiritualista, ma cristiano cattolica (p.427).

Tanto più che l’alfa e l'omega della storia e della civiltà con essa

è il Cristo, ma pure la "sua estensione nel tempo“: la sua Chiesa !

 

 

Valore dello scritto:

 Era l’espressione della sua viva consapevolezza della urgente necessità che i cattolici, in particolare quelli italiani, si dedicassero attivamente alla storiografia e, via via, maturando i tempi, alla politica.

 

 


 


mercoledì 23 marzo 2022

Guerre giuste e no

 

aiuti umanitari per la guerra in Ucraina CRI



La Guerra si o no?

Un discepolo del Beato Giuseppe Toniolo è  presentato da mons. Michele Pennisi come portatore del pensiero cristiano circa la guerra, ogni guerra. Riporto le affermazioni più significative  di quello he scrive mons. Pennisi.

 Sono frasi profonde ricche di un pensiero solido e costruttivo, che ci avviano a una riflessione seria su ciò che spetta a noi di fare e di credere nel nostro momento di vita drammatica quale è l' Oggi!


Scriveva Don Luigi Sturzo avviato alla causa di beatificazione dalla Chiesa Cattolica:


Noi non crediamo alla necessità di alcuna guerra, sia essa fatta in nome della religione o in nome della nazione; in nome del diritto o in nome della patria.[…] Lo spirito cristiano ci porta a dare importanza ai valori morali anche nei rapporti fra i popoli; a cercare le soluzioni pacifiche; a evitare i massacri di guerra. La fede che la guerra non è più legittima, non è più necessaria, non è più fatale, è la fede che oggi ci vuole", perché ogni guerra oggi è evitabile; "perché le guerre moderne sono distruggitrici di ogni ordine e di ogni bene morale e materiale, i cui effetti pesano per più generazioni, la cui mostruosità è centuplicata dai mezzi scientifici che si impiegano a danno non solo dei nemici, ma del proprio popolo: perché ormai vincitori e vinti sono sotto la stessa legge di distruzione”(1)


E circa la PACE:

Nel 1937  scrisse: “Se ci fosse una fede viva, quella che trasporta le montagne, noi avremmo la pace di Dio sia nelle nostre anime, sia nella società sia fra i popoli. Allora la nostra preghiera sarebbe esaudita. Ma la fede manca.

 Perché non comprendono che la preghiera non è solo quella di prostrarsi in chiesa e stendere le mani a Dio; ma quella di attuare praticamente quell’amore di Dio e al prossimo che la preghiera esprime.

 Oggi sembra che non la pace si cerchi, né per la pace si preghi, ma per la vittoria dell’uno e la sconfitta dell’altro, uno esaltato, l’altro disprezzato o odiato in nome d’ideali profani più che incontrato in nome dell’amore di Dio e del prossimo”(2)

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(1) L.Sturzo, I cattolici e la pace, in Popolo e Libertà, Bellinzona,30 luglio 1936.

(2) L.Sturzo, Una settimana di preghiere per la pace, in Popolo e Libertà, Bellinzona, 6 novembre 1937).

da Ercis .Ro


martedì 8 marzo 2022

Ucraina

 






Salesiani di Mogliano Veneto (Treviso Italia)

 


CROCE ROSSA


Ucraina  marzo 2022

 

Di fronte alla tragedia di una guerra in Europa

 che cosa possiamo pensare?

Quell’angoscia, che ci invade vedendo e sentendo

tante notizie che ci fanno paura e ci fanno piangere

con chi soffre, ci chiede una risposta.

Certo è bene non stare con le mani in mano e aiutare,

accogliere, consolare guarire e confortare.

Ma come andranno le cose?

In questo momento tragico la preghiera è alzare gli occhi

 al Signore con fiducia e abbandono e questo è necessario .

Gesù tuttavia ci parla nel Vangelo e nelle altre Scritture

per esserci vicino proprio ora, in questo momento.

Prendiamo in mano il libro della Sacra Scrittura. Leggiamo.

Leggendo la Parola di Dio noi siamo certi

che il bene trionferà. Gesù  ci dice infatti:

„Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia;

Io ho vinto il mondo” (Gv. 16,23)

 

Questa è la radice della nostra fiducia e la certezza

che ci sostiene nell’essere operosi e uomini di preghiera,

e accanto e a sostegno di chi soffre.

 

Aggiunge infatti San Giovanni nella sua prima lettera:

„Ho scritto a voi giovani,

perché siete forti,

e la Parola di Dio dimora in voi

e avete vinto il maligno”(1 Gv. 2,14).

***

 

Il pensiero del Beato G. Toniolo

ci conferma in questa fede.

Egli infatti sostiene queste idee:

 

Iddio opera nella storia dei popoli. Egli si ripromette

un disegno che realizza con la loro collaborazione.

Tale disegno é conforme alla realizzazione piena

di ogni persona nella società e di ogni gruppo sociale

nell'umanità intera. L'uomo collaborando con Dio ,

attraverso la propria azione libera e responsabile,

inserito nel proprio ambiente e nel cosmo intero,

intesse dei rapporti sociali, crea degli organismi e

istituti sociali, fonda l'ordine sociale.

L'ordine sociale è il "sistema di relazioni fra tutti

gli uomini converso ad attuare in modo progressivo

i fini complessivi della convivenza, cioè la civiltà"(39).

Nell'ordine sociale, in vista di attuare la

finalizzazione alla civiltà, si ricercano, per viverli,

i beni umani religiosi, etici, intellettuali, economici,

giuridico-politici.

Nella ricerca e nell’uso di tali beni si rispetta la gerarchia

dei valori e il loro coordinamento al fine ultimo(40).

L'ordine sociale va così tentando di realizzare, attraverso

le persone e i gruppi, in modo sempre più approfondito,

il progresso di civiltà nella storia.

Questo tentativo, fatto di rinascite e cadute,di vittorie

e sconfitte, costituisce un "procedimento cosciente

dell'umanità, che attua successivamente in modo

sempre più completo la perfezione civile ossia

la civiltà"(4I). E‘ questo l'incivilimento: la condizione

di civiltà storica.

La civiltà storica dei popoli, nata in questo modo,

"attraverso il progressive trionfo dello spirito sulla

Materia” (42), si sviluppa storicamente verso un fine

ultimo che la riconduce alla sua fonte: Dio.

In questa tensione al fine di civiltà, la società

mira a rendere partecipi tutti gli esseri umani in modo

proporzionale del bene integrale della persona,

secondo le loro capacità e secondo le loro esigenze.

Perché succeda ciò la società struttura se stessa

in ordine sociale organico, gerarchico e democratico,

consapevolmente sensibile (nelle persone)

della sua intrinseca finalizzazione a Dio attraverso Cristo,

manifestato dalla Chiesa; l'ordine sociale diviene così conforme

"ai fini spirituali dell'incivilimento che si consuma nel Cielo" (43):

si fa ordine sociale cristiano di civiltà.

La civiltà storica giunge così ad aprirsi alla civiltà cristiana per

giungere definitivamente a Dio attraverso il Regno di Cristo.

La civiltà si rivela così un fatto essenzialmente morale(44), 

operato dall'uomo, sotto la guida delle cause finali 

della società (45): Chiesa, Cristo, Dio. 

Queste cause finali in ultima analisi si riducono a Cristo;

sicché si deve dire "non essere vera civiltà

fuor del cattolicesimo"(46):

la vera civiltà è Cristo in tutti e tutti in Cristo.

 

 

 Ne segue che il risultato finale è scontato:

il bene la vincerà sul male.

Cristo infatti ha detto:

„Non abbiate paura,Io ho vinto il mondo” .

-----------

(37) G. TONIOLO, Introduzione all'economia sociale:

O.O., Serie II, Vol. 2, p. 215.

(38) G. TONIOLO, L'Unine cattolica popolare italiana:

O.O., Serie Iv, vol. 3, p. 62.

(39) G. TONIOLO, Il socialismo nella storia degla civiltà:

O.O.,Serie I, vol. I, p. 273.

(40)G.TONIOLO, 1a., pp.273-274,

(41) " , id., p. 274.

(42)G.TONIOLO, Della storia come disciplina ausiliaria ...,.op. cit.:

 O.O., Serie I, vol. 4, p. 4I0.

(43) G. Toniolo, id., p. 405.

(44) " , id., p. 410.

(45) " , id., p, 406. *

(46) G. TONIOLO, Le buone tradizioni della storia itaiiana:

O.O., Serie I, vol. 4, p.389.

lunedì 31 gennaio 2022

Giuseppe Toniolo-sintesi

 

Avviso:

Da un dépliant dell'Istituto Giuseppe Toniolo

supponendo di poterlo usare allo scopo, per la mancanza di avviso contrario

e dal fatto che il dépliant in questione ha un compito di diffusione della conoscenza

 del Beato  Toniolo sociologo, mi permetto di presentarne, quasi uno Share,

 il contenuto, come una sintesi e invito alla conoscenza 

della vita del medesimo.






























giovedì 13 gennaio 2022

Politica vissuta come missione

 Un esempio riconosciuto universalmente

 da coloro che lo hanno conosciuto e frequentato.

Davide Sassoli






Si tratta del Presidente del Parlamento Europeo 

morto qualche giorno fa.

Un uomo che seppe vivere il Vangelo 

nella politica scelta come missiome:

con semplicità e gioia, con decisione e bontà .


 Un giornalista passato alla politica, divenuto Presidente del Parlamento Europeo, convinto cristiano e sostenitore di un' Europa libera, democratica, pacifica; un giornalista fedele alle sue convinzioni cristiane.

Uomo affascinato da Cristo ed esempio di coerenza di fede e di impegno civile per una comunità europea e mondiale veramente umana e solidale.

Ci ha lasciato, ma certamente, come affermava Antonio Tajani, "Ora ci guarda dall'Alto, da dove ci seguirà con cura e affetto".

Ci mancherà il suo sorriso, lo dissero numerose persone, ma ci conforterà il suo esempio.

Figura centrale nell'esperienza europea. 

Punto di riferimento nell'attività giornalistica.

Politico di massimo impegno. Vedeva nella politica l'espressione della carità che solleva e opera.

Uomo libero, non si lasciava influenzare dal potere.

Contrario ad ogni indifferenza verso l'altro faceva propria- come lui stesso affermò-  la voce della Scrittura: "Non coopererai alla morte del tuo prossimo".

Inviso e non gradito alla politica russa, riaffermava la volontà di solidarietà verso il popolo russo, additando la fragilità della democrazia, ove manchi il rispetto, ove si manchi di vigilanza e cura dei valori democratici.


Grazie a Dio che ci offre in lui un esempio ammirabile di una vita impegnata a tutto campo alla difesa e sviluppo dei valori umani, democratici, cristiani.

 


domenica 2 gennaio 2022

Chiesa e società

 

CHIESA E SOCIETA’

 


A proposito dell’idea circa l’efficacia del Vangelo nella costruzione della società

mondiale e della civiltà finale che il Beato Toniolo additava nelle sue opere e discorsi,

è opportuno cogliere il pensiero attuale della Chiesa , evidenziato dalla prefazione scritta da Papa

 Francesco nel libro intitolato:

 “Fraternità Segno dei Tempi. Il magistero sociale di Papa Francesco” del cardinale Michael Czerny e di don Christian Barone, edito dalla Libreria Editrce Vaticana.

In quella prefazione e nel libro stesso si coglie la originalità e profezia del pensiero del grande sociologo italiano Giuseppe Toniolo beato.

 

 

VANGELO e Società

 

Il Regno annunciato da Gesù, è una realtà viva, dinamica, che ci invita alla conversione e chiede alla nostra fede di uscire dalla staticità di una religiosità individuale o ridotta a legalismo, per essere invece una inquieta e continua ricerca del Signore e della Sua Parola, che ogni giorno ci chiama a collaborare all’opera di Dio nelle diverse situazioni della vita e della società. In modi diversi, spesso silenziosi e anonimi, spesso anche dentro la storia dei nostri fallimenti e delle nostre ferite, il Regno di Dio si sta realizzando nel nostro cuore e nella storia attorno a noi; come un piccolo seme nascosto nel terreno (cfr. Mt 13,31-32), come un po’ di lievito che fermenta la pasta (Mt 13,24-30), Gesù immette nella nostra storia i segni della vita nuova che è venuto a inaugurare e ci chiede di collaborare con Lui in questa opera di salvezza: ciascuno di noi può contribuire a realizzare l’opera del Regno di Dio nel mondo, aprendo spazi di salvezza e di liberazione, seminando la speranza, sfidando le logiche mortifere dell’egoismo con la fraternità evangelica, impegnandosi nella tenerezza e nella solidarietà a favore del prossimo, specialmente dei più poveri.

 

Non bisogna mai neutralizzare questa dimensione sociale della fede cristiana. Come ho ricordato anche in Evangelii gaudium, il kerigma della fede cristiana possiede in se stesso un contenuto sociale, invitando alla costruzione di una società in cui trionfi la logica delle beatitudini e di un mondo solidale e fraterno. Il Dio amore, che in Gesù ci invita a vivere il comandamento dell’amore fraterno, guarisce attraverso l’amore le nostre relazioni interpersonali e sociali e ci chiama a essere operatori di pace e di fraternità tra di noi: «La proposta è il Regno di Dio (Lc 4,43); si tratta di amare Dio che regna nel mondo. Nella misura in cui Egli riuscirà a regnare tra di noi, la vita sociale sarà uno spazio di fraternità, di giustizia, di pace, di dignità per tutti. Dunque, tanto l’annuncio quanto l’esperienza cristiana tendono a provocare conseguenze sociali» (Evangelii gaudium, 180).

 

In questo senso, la cura della nostra Madre Terra e l’impegno a edificare una società solidale in cui siamo “fratelli tutti”, non solo non sono estranei alla nostra fede, ma ne sono una realizzazione concreta. Questo è il fondamento della Dottrina Sociale della Chiesa. Non è un semplice risvolto sociale della fede cristiana, ma una realtà che ha un fondamento teologico: l’amore di Dio per l’umanità e il Suo disegno di amore e di fraternità che Egli realizza nella storia per mezzo di Gesù Cristo Suo Figlio, al quale i credenti sono intimamente uniti per mezzo dello Spirito.

 


oggi proseguendo nel solco del cammino tracciato dai Padri conciliari del Vaticano II, ci accorgiamo che c’è bisogno non solo di una Chiesa nel mondo moderno e in dialogo con esso, ma soprattutto di una Chiesa che si pone al servizio dell’uomo, prendendosi cura del creato e annunciando e realizzando una nuova fraternità universale, in cui i rapporti umani siano guariti dall’egoismo e dalla violenza e siano fondati sull’amore reciproco, sull’accoglienza, sulla solidarietà.

( cfr.: https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2021-09/papa-francesco-prefazione-libro-fraternitaczerny.html?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=NewsletterVN-IT)

sabato 11 dicembre 2021

Toniolo oggi

 11 dicembre 2021, Giornata ei diritti umani.




Oggi, 11 dicembre 2021,nel mondo si vive la giornata del rispetto dei diritti umani. Questo avviene negli stati ove il clima sociale e politico rispetta la democrazia.

Negli Stati Uniti la giornata dei diritti umani, si accompagna ad un fatto significativo: si chiude il summit virtuale per la democrazia voluto da Biden, che chiude i lavori. 

E’ utile e significativo, in questa circostanza, ricordare il pensiero del Beato Giuseppe Toniolo sul concetto di democrazia e delle indicazioni che lui prospetta come linee della sua attuazione.

Se consideriamo anche i discorsi recenti del Papa  Francesco, come il discorso alle Settimane sociali, come a quella svoltasi recentemente che toccava in qualche modo questo argomento, cogliamo somiglianze formidabili con il pensiero del sociologo Toniolo. La fonte di ispirazione di entrambi infatti è il Vangelo.

 


Riguardo a Toniolo

 

. La democrazia di Toniolo

 

Oggi ci si lamenta che il tipo di democrazia politica a regime parlamentare puro, o regime parlamentare elettivo, manipolato da blocchi partitici ha condotto ad una democrazia per nulla rispondente alle esigenze della dignità della persona, la quale si sente manipolata e insoddisfatta nelle sue reali esigenze e incerta sul futuro(2). Si dà la causa di ciò ad un concetto di democrazia parziale.Si è confusa cioe’ la democrazia politica con la democrazia partecipata,sociale: la sostanza della democrazia è stata subordinata a ciò che di essa è solo parte: non si è capito il concetto di autorità e di libertà e il loro rapporto. Si sente allora il bisogno di trovare un nuovo «ancoraggio» (3) per sanare il senso di sfiducia (4) nato da questo parziale naufragio della democrazia: sembra che la comunità dei credenti con la sua storia e con la libertà, che le viene da Cristo, abbia da dire una parola nuova su questo problema (5).

Si invoca, ancora, una «rivoluzione culturale» di fronte ad un'autorità che si fonda solo su rapporti di forza o di diritto formale, senza una precisa coscienza di servizio alla società; si sostiene la necessità del «contro potere» di fronte ad un potere non veramente democratico; e si prospetta un potere inquadrato in un nuovo sistema di valori democratici (6).

È il caso di domandarsi allora se la chiarificazione di Toniolo circa la democrazia, se il suo dire che la vera democrazia nasce dalla croce ed è servizio, se il suo porre alla base di ogni democrazia la democrazia sociale illuminata dalla fede, se la sua soluzione democratico-politica che prospetta una “sociocrazia”, non sia la soluzione migliore alle incertezze del momento.

Si invoca una democrazia che sia veramente al livello di base, che investa tutti i campi della vita: da quello economico a quello politico, a quello ecclesiale. Si propugna una «rivoluzione copernicana» che veda sorgere i consigli di fabbrica, di scuola, di quartiere, di caserma, i quali gradualmente diano maggior significativita’, garanzia e valore ai partiti politici (7).

Si sostiene la democrazia diretta, intesa come «la partecipazione cosciente operaia a tutte le decisioni» (8).

Ma questa «rivoluzione copernicana», questa «democrazia diretta»,... ha già trovato il suo ideologo in Toniolo con il concetto di sociocrazia politica.

È interessante che da alcuni si chieda di liberare l'operaio dallo sfruttamento, dall'eterodirezione, dall'alienazione..., con metodi (9) tanto vicini a quelli che prima non si vollero accettare, nemmeno come esempio (10).

Toniolo ha portato un contributo ideologico di valore!

Si e’ iniziato a parlare di democrazia come «potere degli esclusi» (11). E a questo già pensava Toniolo quando presentando Georges Goyau e trattando della sua morte riferiva le sue parole oscure dette prima di morire: «Pregate per i popoli che non sono!». Toniolo ha dato una risposta all'esigenza sfacciata di oggi: la democrazia come potere violento degli esclusi, allorché tratteggiò magistralmente le linee di una democrazia di civiltà: la democrazia ispirata al Vangelo, la Buona Novella per i popoli che non sono.

Ma la sua dottrina non è violenta, né distruttrice: non vuole la rivoluzione per costruire sulle rovine; la sua dottrina è fondamentalmente costruttrice. Costruttrice perché opposta a quel concetto di democrazia saturo di odio di classe, come quello che apparve da queste righe: «La democrazia è frutto di una continua lotta della classe degli esclusi contro la classe dei potenti ed è tanto più perfetta quanto più classista, cioè tesa ad individuare gli esclusi per dare loro tutto il potere contro gli oppressori. Si sosteneva perciò recentemente che la via per attuare la democrazia non può essere che il sovvertimento rivoluzionario delle strutture attuali, mediante una lotta, che contrapponesse al potere del capitale il potere della forza del lavoro. Si tratterebbe dunque di far nascere dappertutto nuclei di contro-potere, in modo che ogni momento della lotta prefiguri le forme della società socialista» (12).

Parole che anticiparono la pseudo-ideologia e la lotta armata della Brigate Rosse.

Queste righe sono colme di parole senza futuro, perché il futuro non è distruzione, ma costruzione «con».

La dottrina di Toniolo è invece costruttrice, è aperta al futuro, è allora perenne.

È vero infatti che «l'ingiustizia e la violenza di un sistema non scompaiono da sole» (13); ma è pure certo che la violenza conduce a piangere sulle rovine di ciò che, pur valido, non è più perché distrutto. La violenza infatti oltrepassa la ragione: lo conferma la storia dell'uomo, e contro i fatti non ci sono argomenti! Se è vero che nel millennio scorso, di fronte al problema sociale ed economico da risolvere, si prospettò la rivoluzione anarchica e distruttrice per rifare sulle rovine fumanti di odio ciò che il disimpegno delle classi privilegiate si era rifiutato di fare, è pure vero che, proprio allora, il movimento democratico cattolico, a cui si ispirò Toniolo e di cui fu ideologo in Italia, si mosse e prospettò la soluzione del problema partendo dall'autoelevazione e, attraverso una educazione e riforma tenace partita dal basso, ha costruito organismi sociali e ha organizzato a dignità di classe chi non era nulla sul piano sociale ed ha aperto le classi al senso della solidarietà e del servizio, introducendo una democrazia, che, solo in quanto non è attuata o in quanto non è compresa, è osteggiata e diffidata: la democrazia del Vangelo, che ora disperatamente si cerca.

 


NOTE

(1) G. MORRA, Antropologia cristiana e impegno politico: Studi cattolici, 104 (1969) 755-761.

(2) S. QUINZIO, L'antico discorso dei rapporti fra autorità e libertà: Momento, 21 (1969) 23-24.

(3) G. MOSCA, Teorica dei governi e governo parlamentare, Milano, Ed. Giuffrè 1968. Citato da S. Quinzio, art. cit., pp. 22-24.

(4) S. QUINZIO, art. cit., pp. 23-24: «si resta ancorati e si finge di credere a un sistema nel quale non è più possibile credere... questa coscienza divisa è il rischio più grave per il futuro».

(5) S. QUINZIO, id., p. 24.

(6) A. MESTI, / valori autentici della base: Momento, 21 (1969) 26.

(7) G. ZANI, Una democrazìa a livello di base: Momento, 21 (1969) 28-30.

(8) R. INFELISE,, La democrazia diretta: Momento, 21 (1969) 16.

(9) R. INFELISE, id., p. 20.

(10) G. SPADOLINI, L'opposizione cattolica, Firenze, Vallecchi, 1954, pp. 243-261.

(11) P. ICHINO, La democrazia come potere degli esclusi: Momento, 21 (1969),

pp. 30-34.

(12) P. ICHINO, art. cit., p. 34.

(13) Ibid., p. 34.


venerdì 26 novembre 2021

Civiltà cristiana

 

La gioia di annunciare il Vangelo





Papa Francesco, che ha scritto una lettera all'Azione Cattolica nel trentesimo del Forum, fa tre richieste al Forum  dell'Azione Cattolica : 

1- Sentire “molto profondamente l'urgenza di lavorare per la fraternità e l'amicizia sociale come mezzo per ricostruire un mondo ferito”.

2- “Seminare nel cuore di tutti che l'autentica spiritualità cristiana è quella che si radica nel desiderio di santità, che è un cammino che parte dalle beatitudini e si realizza nel Vangelo di Matteo al c.25; amare e lavorare per i nostri fratelli più sofferenti”.

3- Ci sia – e si noti – “lo spirito che anima: quello di essere una Chiesa che esce e vive la dolce e confortante gioia di evangelizzare”.


Questo è il quadro di operosità e il progetto di vita realizzato da Toniolo.

Di qui si può asserire che per lui il Vangelo è il nucleo dinamico e trasformante di ogni società umana. E che la civiltà non potrà essere se non cristiana.










mercoledì 3 novembre 2021

La Famiglia e Toniolo Giuseppe. L'uomo e il Cristiano





 Giuseppe Toniolo e la famiglia

Dalle sue lettere:


Al fratello Pietro

Ti ringrazio di aver contribuito per tanti anni e fare tante traversie a mantene-

re un’armonia soddisfacente fra noi fratelli, ne sia ringraziato il Cielo. 

Spero non dimenticherai i pesi che importa il decoroso mantenimento della

mamma, della Zia Catina, della Nani e bambina; e che vorrai contribuire

all’occorrenza con me al quel fine, nei limiti in cui la pensione della mamma

non bastasse.



Alla moglie Maria


Bacia i bimbi, e che siano buoni. Se puoi, fa’ del tuo meglio che Antonio si

confessi. Preghino tutti, per il babbo, per la mamma, per gli zii, che vogliono

loro tanto bene e che tutti vorrebbero vedere tranquillissimi e contenti. 

Ho ascoltato la Messa alla bella chiesa del Sacro Cuore, 

ho pregato con confidenza per voi tutti.


Al figlio Antonio


Caro Antonio, non scoraggiarti mai. Non dubitare mai: siamo al chiudere del

mese di maggio ed all’aprirsi del mese del Sacro Cuore di Gesù. Il Signore ci

esaudirà di certo. E se egli resiste. .. vuol dire che ci prepara 

pietosi e generosi compensi. Non mancare di visitare Gesù, 

ogni giorno: e prega anche per il tuo babbo che porta la croce con te.


La moglie al marito


Preghiamo oggi più che mai per il bene della nostra famiglia, che San

Giuseppe si é preso sotto la sua protezione. Oggi, che e il giorno del tuo

patrono, faccio speciali preghiere perché egli ti illumini nei tuoi studi, ti

sorregga nei tuoi abbattimenti e ti conservi nella sana ilarità 

cui è promessa la benedizione di Dio. 

Tua per il tempo e per l’eternità.




PREGHIERA IN FAMIGLIA

Giuseppe Toniolo 

benediceva ogni sera i propri figli.

Invitiamo igenitori a fare altrettanto nella propria famiglia.



Dal Vangelo secondo Matteo (7, 21-29)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: “Non chiunque mi dice:

Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del

Padre mio che è nei cieli. Perché chiunque ascolta le mie parole e le mette

in pratica è simile ad un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla

roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti 

e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata 

sulla roccia.

Chiunque ascolta le mie parole e non le mette in pratica è simile ad un

u0m0 stolto che ha costruito la casa sulla sabbia. Cadde la pioggia,

strariparono i fiumi, sofliarono i vemi e si abbatterono su quella casa,

ed essa cadde, e la sua rovina fu grande”.


G. -: Preghiamo insieme i1 Signore perché sia sempre presente nella

nostra famiglia con la sua pace e la sua grazia.


Tutti-: Benedici, Signore, la nostra famiglia perché la nostra famiglia

sia sempre ricca della fede in Dio, viva nella

speranza e manifesti tanto amore. 


* Perché tutti i membri della nostra famiglia abbiano il dono 

della salute, la sicurezza del lavoro e il necessario per una vita serena. Preghiamo


* Perché siamo pronti a1 perdono e alla riconciliazione per ricomporre,

quando fosse necessario, l’uni0ne della famiglia. Preghiamo


* Perché la nostra famiglia viva in buona armonia con i parenti e i vicini,

senta il dovere di collaborare per il bene della comunità parrocchiale e

civile. Preghiamo


* Perché i nostri parenti defunti (dire i nomi) siano nella gloria dei Paradiso

e intercedano grazie per noi. Preghiamo


Genitore:

Scenda la tua benedizione, 0 Padre di misericordia, sulla nostra

famiglia, perché dal tuo provvido amore riceviamo l’aiut0 necessario 

nellavita e, alla fine dei nostri giorni, tutti ci ritroviamo nella felicità

della tua casa.

Per Cristo nostro Signore. 


Tutti: Amen.


Genitore: La benedizione di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo discenda su

ciascuno di noi e rimanga sempre. 


Tutti: Amen.



Signore Gesù,

ti ringraziamo per averci dato

il tuo Servo Giuseppe Toniolo,

esemplare sposo e padre,

sapiente educatore dei giovani

dalla cattedra universitaria.

Egli ha dedicato la vita

interamente al tuo Regno,

nella testimonianza del Vangelo

come sorgente di salvezza

per la cultura e la societé.

Fa’ che il suo esempio

ci spinga ad amarti

come egli ti ha amato.

La sua intercessione

ci sostenga e ci aiuti

nelle nostre necessità.

Ti ringraziamo

perché lo hai dato alla tua Chiesa,

che egli ha tanto amato e servito

sicché lo possa onorare accanto a Te,

Santo sui tuoi altari,

testimone di santità laicale

a gloria della Santissima Trinità.


Amen.


Da un depliant coomposto dai sacerdoti

di Pieve di Soligo (0438 82026) 

e mail: dongiuseppenadal@tiscali.it